Bob Weir, cofondatore dei Grateful Dead, Weir è stato uno dei padri del rock psichedelico e un musicista capace di rendere interessante il ruolo della chitarra ritmica all’interno di una band, trasformandola in uno strumento narrativo e dinamico. Il suo lascito non si limita ai dischi e alle leggendarie jam della band, ma anche nell’influenza esercitata su generazioni di chitarristi, fino ai più recenti anni di attività condivisi con John Mayer.

Una voce e una chitarra che hanno segnato un’epoca
Bob Weir, chitarrista, cantante, autore e cofondatore dei Grateful Dead, è morto all’età di 78 anni, come annunciato oggi dalla famiglia in un toccante messaggio sui suoi canali ufficiali. Weir è scomparso serenamente, circondato dalle persone a lui più care, dopo una lunga battaglia contro il cancro e complicazioni polmonari sopraggiunte negli ultimi mesi della sua vita.
Per oltre sei decenni, la sua chitarra ha contribuito a definire il suono dei Grateful Dead e, più in generale, quello del rock psichedelico americano, tracciando una traiettoria che ha influito su generazioni di musicisti e ascoltatori.
Le radici e la nascita dei Dead
La storia musicale di Weir iniziò quando aveva appena 16 anni ed entrò in un negozio di musica di Palo Alto dove incontrò Jerry Garcia. È stato l’inizio di un sodalizio che avrebbe portato alla formazione dei Grateful Dead, insieme a Ron “Pigpen” McKernan, Phil Lesh e Bill Kreutzmann.
Weir era spesso descritto come “l’altro fondatore” della band: un musicista il cui approccio chitarristico non si limitava all’accompagnamento, ma costruiva ritmi dinamici e arrangiamenti che facevano respirare le composizioni in modo unico e distintivo.
Il suono di Bob Weir: ritmo, spazio e improvvisazione
Weir non cercava necessariamente l’assolo brillante o la frase tecnica mozzafiato, non parliamo di un virtuoso nel senso classico del termine. La sua forza stava nella creazione di groove interessanti e nell’interazione dinamica con gli altri membri, una qualità che lo ha reso fondamentale nelle lunghe jam dei Dead.
Il suo stile ritmico, spesso paragonato più a un “strumento ritmico narrativo” che a una chitarra tradizionale, ha influenzato chitarristi di rock e blues in tutto il mondo. Una cosa non da poco se si pensa che in genere lo stereotipo di chitarrista degli ultimi decenni è ampiamente più “tecnico” di Weir.
John Mayer: la gratitudine e le parole di un compagno di palco
Negli ultimi anni, Bob Weir ha condiviso il palco con John Mayer all’interno di Dead & Company, formazione in cui Mayer è entrato nel 2015 portando nuova energia e contribuendo ad estendere l’eredità dei Dead a nuove generazioni di fan.
In più occasioni Mayer ha parlato del suo rapporto con Weir e con la musica dei Grateful Dead in termini profondamente personali e umani. Su Instagram, in occasione delle celebrazioni per i 60 anni della band, Mayer aveva scritto:
“Non importa quanti concerti faremo come band, io sarò sempre un ospite in questo mondo musicale e non perderò mai di vista il fatto che sia un grande onore… Buon sessantesimo compleanno, Grateful Dead, e lunga vita a voi!.”
In un altro post emotivo, Mayer aveva riflettuto su quanto fosse un privilegio essere accettato dai fan e su quanto la musica di Weir e dei Dead avesse influenzato il suo cammino personale:
“Se riesco in qualche modo a farvi avvicinare a lui – e allo spirito che ha creato 60 anni fa – allora credo di aver fatto il mio lavoro. Grazie per avermi accettato.”
Queste parole risuonano oggi più che mai non solo come tributo al musicista, ma come testimonianza di un rapporto di rispetto, amicizia e crescita musicale per un musicista come Mayer che non ha bisogno di presentazioni.

Le signature D’Angelico e il segno sulla chitarra moderna
L’impatto di Bob Weir si riflette anche nel mondo degli strumenti. Le chitarre D’Angelico signature Bobby Weir, in particolare la serie Deluxe Bobby Weir, sono un tributo al suo stile e alla sua sensibilità musicale. Questi strumenti, disponibili presso rivenditori come Thomann, combinano eleganza, versatilità timbrica e comfort esecutivo, rendendo omaggio al modo unico in cui Weir utilizzava la chitarra per costruire ritmi e texture sonore nella musica dei Dead.
Un’eredità che non si spegne
Bob Weir ha lasciato una traccia indelebile nella storia del rock e nel cuore di milioni di fan in tutto il mondo. Il mondo della chitarra perde una delle sue figure più originali, ma la sua eredità rimane impressa in ogni nota suonata da chi ha ascoltato e amato la sua musica, da John Mayer alle camerate più remote degli USA dove chissà quanti chitarristi hanno potuto rivedersi in quest’idolo capace di tenere il palco senza fare troppo rumore o scena.
Grazie Bob.
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