Nel mito del rock anni Sessanta e Settanta non ci sono solo dischi leggendari e concerti distrutti dall’energia. C’è anche chi ha raccontato quell’epoca da un’angolazione del tutto inaspettata, mescolando arte, provocazione e cultura pop. Il nome di Cynthia Plaster Caster, nata Cynthia Albritton, continua a circolare perché la sua storia tocca un punto chiave dell’immaginario rock: il confine tra idolatria, corpo e arte. Non è solo folklore da backstage, ma un tassello curioso e rivelatore dello spirito di un’epoca. Ecco la storia di una groupie e i calchi scandalosi delle rockstar, da Jimi Hendrix a Frank Zappa e non solo…

Ecco la storia di una groupie e i calchi scandalosi delle rockstar, da Jimi Hendrix a Frank Zappa e non solo...
Cynthia Plaster Caster e il calco del pene di Jimi Hendrix – © Mitchel, link, CC BY-NC 2.0

Chi era Cynthia Plaster Caster

Cynthia Albritton era una studentessa d’arte di Chicago quando ricevette un compito destinato a cambiarle la vita: realizzare un calco in gesso di qualcosa di solido capace di mantenere la propria forma.

Fan accanita del rock e affascinata dai musicisti, decise di unire passione personale e progetto artistico. Nacque così l’idea dei calchi anatomici maschili, da cui il soprannome Plaster Caster.

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All’inizio fu soprattutto una provocazione creativa. Poi divenne una vera e propria collezione di calchi di rockstar, compresi quello di Jimi Hendrix e Frank Zappa.

L’incontro con Jimi Hendrix e il passaparola nel rock

Dopo alcuni tentativi falliti e molte porte chiuse, la svolta arrivò nel 1968 a Chicago con Jimi Hendrix. Fu lui il primo grande nome ad accettare di partecipare al suo progetto. Secondo il racconto di Cynthia, Hendrix capì l’aspetto artistico dell’idea e affrontò l’esperienza con leggerezza, convincendo poi anche il suo bassista Noel Redding a partecipare.

La notizia si diffuse rapidamente nell’ambiente musicale. Il fatto che una figura già leggendaria come Hendrix avesse preso parte all’iniziativa rese il progetto di Cynthia una sorta di rito bizzarro ma affascinante nella controcultura rock.

Ecco la storia di una groupie e i calchi scandalosi delle rockstar, da Jimi Hendrix a Frank Zappa e non solo...
Calco del pene di Jimi Hendrix – © APK, link, CC BY-SA 4.0

Il sostegno di Frank Zappa e la scena di Los Angeles

Un altro nome chiave fu Frank Zappa, che sostenne Cynthia e la incoraggiò a considerare seriamente il valore artistico del suo lavoro. Zappa la aiutò a entrare in contatto con la scena musicale di Los Angeles, dove l’idea trovò terreno fertile tra musicisti curiosi e mentalità aperte.

Anche quando molti artisti preferivano tenere per sé i calchi realizzati, il personaggio di Cynthia cresceva. Non era più solo una groupie, ma una figura di culto legata all’estetica irriverente del rock.

Furti, cause legali e mostre d’arte

La sua collezione ebbe anche una storia travagliata. Dopo un furto nel suo appartamento, parte delle opere finì nelle mani di persone vicine all’industria musicale. Seguì una lunga battaglia legale che le permise di recuperarne solo una parte.

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Nonostante questo, Cynthia riuscì a portare il suo lavoro fuori dal circuito underground. Nel 2000 organizzò una mostra a New York e negli anni successivi le sue opere arrivarono anche in spazi museali nel Queens. Col tempo ampliò il progetto realizzando anche calchi femminili, spostando il discorso dal puro mito rock a una riflessione più ampia sul corpo come soggetto artistico.

Ecco la storia di una groupie e i calchi scandalosi delle rockstar, da Jimi Hendrix a Frank Zappa e non solo...
Calco del pene di Jimi Hendrix – © APK, link, CC BY-SA 4.0

Cynthia Plaster Caster nella cultura pop

La sua figura è entrata direttamente nell’immaginario musicale. I Kiss le dedicarono il brano Plaster Caster nell’album Love Gun. La sua storia è stata raccontata anche nel documentario Plaster Caster, contribuendo a trasformarla da leggenda da backstage a personaggio storico della cultura rock.

Questo passaggio dai camerini ai musei è il segno di come il rock abbia spesso prodotto arte fuori dai canoni tradizionali.

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Ulteriori informazioni

Cosa resta oggi di Cynthia Plaster Caster

Oggi la storia di Cynthia Plaster Caster viene riletta non solo come curiosità scandalistica, ma come esempio di arte nata dentro la cultura pop e capace di sopravvivere al tempo.

Parla di autonomia femminile in un ambiente dominato da uomini, di appropriazione ironica del mito della rockstar e di come il corpo, nel rock, sia sempre stato parte dello spettacolo tanto quanto la musica.

Dopo la sua scomparsa nel 2022, il nome di Cynthia Plaster Caster continua a emergere ogni volta che si parla di controcultura, groupie e arte legata alla musica.

Il suo percorso dimostra che anche i margini del rock possono diventare storia culturale. Non solo canzoni e concerti, ma persone, idee provocatorie e gesti fuori schema hanno contribuito a costruire il mito.

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Giuseppe Ruocco