Ha scelto la chitarra che avrebbe definito il suono degli anni ’70 senza nemmeno collegarla a un amplificatore. Una decisione controintuitiva, presa in un negozio di periferia, che avrebbe trasformato una semplice semi-hollow in uno degli strumenti più registrati della storia. Dietro quella scelta c’è il metodo di Larry Carlton, il suo background jazz e una ricerca precisa di feeling che ancora oggi divide i chitarristi.

Una 335 da 850$, provata unplugged: così nasce la chitarra storia di Larry Carlton, simbolo delle session anni ’70.
Gibson ES-335 – © Dominio Pubblico

La scelta più insolita: senza amplificatore

Quando Larry Carlton entra in un negozio di strumenti in California sta cercando qualcosa di diverso. Non una chitarra qualsiasi, ma uno strumento che possa reggere le richieste sempre più complesse del lavoro in studio e che possa adattarsi meglio alla sua personalità.

Davanti a lui ci sono tre Gibson ES-335. Le prova tutte, ma senza collegarle. Solo risposta acustica, vibrazione, sensazione sotto le dita.

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Una di quelle tre “parla” più delle altre. È quella che compra. Prezzo circa 850 dollari. Nuova.

Perché cercava una 335 e non Tele o Les Paul

All’inizio degli anni ’70, i session player portavano più strumenti in studio. Fender Telecaster, Gibson Les Paul, chitarre jazz, strumenti acustici.

Carlton parte da lì, anche lui aveva una Tele e una Les Paul, ma il suo background è diverso. Viene dal jazz e dal blues e cerca qualcosa che abbia dinamica e profondità timbrica.

La Gibson ES-335 rappresenta un punto di equilibrio. Più calda di una solid body, più controllabile di una hollow body completa. Una soluzione unica invece di tre o quattro chitarre.

Una 335 da 850$, provata unplugged: così nasce la chitarra storia di Larry Carlton, simbolo delle session anni ’70.
Larry Carlton e la sua Gibson ES-335 – © Wolfgang Krietsch, link, CC BY-SA 3.0

La 335 del ’69: cosa aveva di speciale

Lo strumento acquistato da Larry Carlton è una Gibson ES-335 del 1969. Nuova al momento dell’acquisto.

Configurazione originale con stop tailpiece. Alcuni segni indicano una modifica iniziale con sistema vibrato, poi rimossa.

Non è una chitarra “custom” o selezionata in fabbrica. È uno strumento di negozio che si distingue per risposta e feeling.

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Le modifiche nel tempo

Con l’uso intensivo in studio emergono problemi pratici. Stabilità dell’accordatura, gestione del bending, precisione dell’intonazione. Elementi cruciali per registrazioni professionali negli anni ’70.

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Carlton interviene nel tempo:

  • sostituzione del capotasto con uno in grafite per migliorare la scorrevolezza
  • sostituzione del sistema tremolo
  • refret dovuti all’usura

I pickup restano gli originali.

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Ulteriori informazioni

Da Larry Carlton a Mr. 335

Il legame tra Larry Carlton e la Gibson ES-335 diventa così forte da generare un’identità.

Negli anni ’70, durante i tour in Giappone con The Crusaders, arriva il soprannome. Un giornalista lo definisce Mr. 335.

Il nome resta. Anche grazie al successo del suo album Room 335.

In un’epoca in cui i chitarristi cercavano varietà, Carlton costruisce il suo suono su uno strumento solo. Scelto senza amplificatore, ma capace di funzionare ovunque.

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Giuseppe Ruocco