Gibson ha annunciato una nuova chitarra signature in tiratura limitata dedicata a Mick Ronson, e per noi è stata l’occasione perfetta per tornare a parlare di uno dei chitarristi più eleganti e influenti del rock degli anni Settanta. La nuova Les Paul Custom 1968 Mick Ronson Collector’s Edition non è soltanto una riedizione storica, ma un tributo a un suono che ha contribuito a definire l’estetica di Ziggy Stardust e del glam rock. Dietro quella finitura “antique natural” e dietro ogni dettaglio filologico, c’è la storia di una chitarra diventata leggenda e di un musicista che ha saputo trasformare la Les Paul in uno strumento narrativo, teatrale e profondamente espressivo.

David Bowie nei panni di Ziggy Stardust con Mick Ronson nel 1972, © Pictorial Press Ltd, Alamy Stock Photo

Un chitarrista dal tocco inconfondibile

Nel panorama del rock mondiale, pochi chitarristi hanno lasciato un segno indelebile come Mick Ronson. La sua carriera rappresenta un viaggio attraverso il cuore pulsante degli anni Settanta, epoca di rivoluzione sonora ed estetica. Dotato di un talento poliedrico, Ronson sapeva passare con disinvoltura dalla chitarra solista agli arrangiamenti orchestrali, rivelando una rara sensibilità musicale. Oltre a una tecnica impeccabile, ciò che colpiva dei suoi assoli e delle sue composizioni era l’umanità, una passione autentica che traspariva da ogni nota.

L’incontro con David Bowie: la nascita di un’intesa leggendaria

L’incontro tra Ronson e David Bowie nei primi anni Settanta segnò l’inizio di una delle collaborazioni più significative della storia del glam-rock. Grazie al suo stile deciso ma raffinato, Ronson divenne subito il partner ideale per la visione ambiziosa di Bowie. Era il periodo in cui nasceva The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars, album destinato a rivoluzionare per sempre il mondo della musica.

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Il contributo di Ronson andava ben oltre la chitarra: fu fondamentale negli arrangiamenti, dal suggestivo uso degli archi in Life on Mars? fino alle sfumature psichedeliche di Moonage Daydream. La loro intesa sul palco era palpabile; due artisti diversi ma complementari, capaci di comunicare senza bisogno di parole, unendo il carisma teatrale di Bowie alla solidità e all’estro chitarristico di Ronson.

Mick Ronson nel 1980, © Pictorial Press Ltd, Alamy Stock Photo

La Gibson Les Paul Custom 1968: una Black Beauty dal carattere unico

Al centro di questa sinfonia rock c’era la Gibson Les Paul Custom 1968. Inconfondibile nel suo look “natural”, senza la classica finitura nera, questa chitarra fu scelta da Ronson per ragioni tanto artistiche quanto pratiche. La rimozione della vernice permise al legno di respirare, regalando al suono una profondità e un sustain eccezionali. Il timbro corposo e versatile diventò il marchio di fabbrica dei migliori riff e assoli dell’epoca Bowie, come quelli in StarmanSuffragette City e Lady Stardust.

Ma la Black Beauty di Ronson non era solo uno strumento: era una compagna di viaggio, il ponte tra le sue emozioni e il pubblico. Ogni vibrazione, ogni feedback, era unico, capace di raccontare storie senza bisogno di parole. Quella Les Paul era la voce di una generazione ribelle, pronta a sfidare le convenzioni.

Il sound di Ziggy: una chitarra al servizio della visione

L’approccio di Ronson alla chitarra era straordinariamente moderno: non cercava mai il virtuosismo fine a sé stesso, ma metteva la tecnica al servizio della narrazione musicale. In Rock ‘n’ Roll Suicide e Hang On to Yourself, ad esempio, il suo fraseggio serve la dinamica drammatica dei brani, creando un dialogo continuo con la voce di Bowie. Non era raro che, durante i concerti, Ronson rubasse la scena con assoli pieni di energia, senza mai perdere la coerenza con l’atmosfera teatrale dello show. La sua capacità di passare dal lirismo alla potenza, spesso all’interno dello stesso brano, ha influenzato generazioni di chitarristi.

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Oltre Ziggy Stardust: una carriera ricca e versatile

Dopo la fase con Bowie, Ronson si dedicò a numerosi progetti, collaborando con artisti del calibro di Lou ReedBob Dylan e Morrissey. In ogni occasione, portò sempre con sé la sua inconfondibile Les Paul Custom del 1968, che lo accompagnò anche negli album solisti come Slaughter on 10th Avenue e Heaven and Hull. Proprio quest’ultimo disco rappresenta una sorta di testamento artistico, dove la chitarra di Ronson canta ancora con la stessa intensità degli esordi.

L’ultimo abbraccio: Ronson e Bowie sul palco per Freddie Mercury

Uno dei momenti più toccanti della carriera di Ronson arrivò nel 1992 al Wembley Stadium, durante il tributo a Freddie Mercury. Quella sera, accanto a Bowie, regalò al pubblico una versione memorabile di Heroes. Era già malato di cancro, ma nessuno immaginava che quella sarebbe stata l’ultima volta che i due amici e complici musicali si sarebbero abbracciati sul palco. Un momento intenso e commovente, dove le note sembravano parlare più delle parole, suggellando un legame che andava oltre la musica. Oggi molti amano pensare che Ronson e Bowie siano tornati insieme, da qualche parte su Marte, a inventare nuova musica e a far sognare chi resta ad ascoltare.

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Gibson Les Paul Custom 1968 Mick Ronson Collector’s Edition: un omaggio all’autenticità

Oggi la mitica Black Beauty di Ronson rivive nella Gibson Les Paul Custom 1968 Mick Ronson Collector’s Edition, una chitarra pensata per onorare fedelmente ogni dettaglio dell’originale e prodotta in numero limitatissimo a 100 esemplari. La cura maniacale nella scelta dei legni, la finitura “antique natural” che lascia intravedere l’anima dello strumento, e la fedeltà nelle specifiche tecniche rendono questa edizione limitata un must per musicisti e collezionisti. Non è solo un pezzo da esposizione, ma una chitarra nata per essere suonata, per continuare a ispirare e trasmettere l’energia che Ronson sapeva sprigionare sul palco.

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Dal timbro caldo e definito, ideale tanto per le ritmiche quanto per assoli carichi di espressività, questa chitarra permette di riscoprire da vicino le emozioni di un’epoca in cui la musica era ricerca, sperimentazione e poesia. Un vero ponte tra passato e futuro, tra mito e realtà.

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Un’eredità che continua a ispirare

La Gibson Les Paul Custom 1968 non è soltanto un tributo a Ronson, ma un omaggio a tutti coloro che credono nella forza della creatività e nell’importanza di restare fedeli alla propria voce artistica. Dalla magia di Ziggy Stardust fino all’ultimo abbraccio con Bowie, la storia di Ronson e della sua Black Beauty è una storia di passione, coraggio e amicizia. E, grazie a questa nuova chitarra, quella storia è pronta a continuare nelle mani dei musicisti di oggi e di domani.

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Massimo D’Angelo