La vicenda di Randy California è carica di emozioni e profondità: chitarrista di talento straordinario, spesso dimenticato dai riflettori, che ha incrociato il suo cammino con leggende come Jimi Hendrix e i Led Zeppelin, fondatore degli Spirit e protagonista di episodi tanto importanti quanto drammatici. La sua musica, il suo percorso umano e artistico, la sua influenza silenziosa e il gesto finale di coraggio per salvare suo figlio lo rendono una delle personalità più genuine e sottovalutate del panorama rock americano. Lo ricordiamo qui, nel mese in cui avrebbe compiuto 75 anni.

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Un talento unico, ai margini della celebrità

Quella di Randy California è una storia tanto affascinante quanto malinconica: chitarrista formidabile, la notorietà gli è spesso sfuggita, pur avendo condiviso il palco e la sala di registrazione con alcuni dei più grandi nomi della musica rock. Se il suo nome è emerso negli anni, è soprattutto per la celebre disputa secondo cui il suo brano Taurus avrebbe ispirato Jimmy Page nella creazione di Stairway To Heaven. Ma racchiudere la sua storia solo in questa controversia sarebbe riduttivo.

Il suo pseudonimo fu scelto nientemeno che da Jimi Hendrix. Successivamente fondò una band di culto assieme al patrigno, prese il posto di Ritchie Blackmore nei Deep Purple per alcune date e perse la vita in circostanze eroiche per salvare il figlio dall’annegamento.

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Gli inizi di Randy California: tra tradizione blues e jazz a Los Angeles

Randolph Craig Wolfe nasce il 20 febbraio 1951 a Los Angeles. Sua madre è sorella del proprietario dell’Ash Grove, storico locale della città, dunque cresce in un ambiente ricco di musicisti. Da subito si avvicina alla chitarra, prendendo lezioni da giganti come Sleepy John Estes e Clarence White.

Nel 1965, dopo il divorzio dei genitori, entra nella sua vita Ed Cassidy: batterista dei Rising Sons (Taj Mahal e Ry Cooder), con un solido passato jazz, che sposa sua madre. Cassidy riconosce il potenziale di Randy e dei suoi amici Jay Fergusson e Mark Andes, e decide di creare con loro i Red Roosters, che arrivano ad esibirsi proprio all’Ash Grove.

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L’arrivo a New York e l’incontro con Hendrix

Nel 1966 la famiglia si trasferisce a New York per il lavoro di Cassidy. Qui, Randy incontra colui che gli darà il suo nome d’arte: Jimi Hendrix. Il fatidico incontro avviene nella celebre boutique Manny’s di Manhattan, dove Randy, incuriosito dal talento di un giovane chitarrista, si avvicina a Hendrix (all’epoca Jimmy James) e gli chiede di mostrargli qualche ‘trucco’. Impressionato dalla bravura del ragazzo, Hendrix lo invita quella stessa sera a suonare con lui sul palco del Cafe Wha? nel Greenwich Village.

Da quel momento, Randy entra stabilmente nei Jimmy James & The Blue Flames, il gruppo di Hendrix. Per distinguerlo dal bassista Randy “Texas”, Hendrix lo soprannomina “California”. Il repertorio spaziava dal blues all’R&B, ma comprendeva anche pezzi amati da Hendrix come Hey Joe e Wild Thing. L’influenza reciproca tra i due è palpabile, con frequenti sessioni di ascolto alla Paul Butterfield Blues Band di Mike Bloomfield, fonte di ispirazione comune.

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Hendrix vola in Inghilterra, Randy resta negli Stati Uniti

Il crescente successo della band attira l’attenzione di musicisti inglesi di passaggio a New York. Keith Richards assiste a un loro concerto e la sua compagna Linda Keith regala a Hendrix una nuova Stratocaster. L’incontro fondamentale però è con Chas Chandler degli Animals, che decide di portare Hendrix a Londra. Hendrix propone a California di seguirlo, ma Randy, ancora minorenne, è costretto a restare negli USA.

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Il ritorno a Los Angeles e la formazione degli Spirit

Nel 1966 la famiglia torna a Los Angeles e, l’anno seguente, Randy si riunisce con Fergusson, Andes e il pianista John Locke. Nasce così Spirits Rebellious, che presto abbrevia il nome in Spirit. Dopo una demo, vengono notati dal produttore Lou Adler (già al lavoro con The Mamas & The Papas) e, nel 1967, registrano il loro primo album: una miscela di psichedelia, jazz e raffinate orchestrazioni. California, appena sedicenne, si distingue per uno stile chitarristico incisivo e sperimentale, evidente nei singoli Mechanical World e Fresh Garbage, ma il pezzo che rimane nel tempo è Taurus, una composizione strumentale di Randy che sarà poi oggetto di discussione per la somiglianza con l’intro di Stairway To Heaven.

Il disco entra nella top 40 e viene subito seguito dal secondo album, The Family That Plays Together, che sottolinea il legame familiare tra Cassidy e California. Qui emerge la potente I Got a Line on You, gioiello della discografia Spirit, oltre a brani come Aren’t You Glad, dove Randy dà il meglio di sé con la chitarra. L’ammirazione di Hendrix per lui non si affievolirà mai.

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Dal rock sperimentale al capolavoro di Twelve Dreams of Dr. Sardonicus

Nel 1969 pubblicano il terzo album, Clear, forse il meno riuscito dei primi lavori, ma con spunti pregevoli come Dark Eyed Woman. Sul finire dell’anno esce 1984, segnale di una band in crescita. La consacrazione arriva con Twelve Dreams of Dr. Sardonicus, album del 1970 in cui California raggiunge piena maturità artistica, sia come autore sia come chitarrista. Brani come Prelude – Nothin’ to Hide, Nature’s Way e la grintosa Animal Zoo testimoniano la versatilità del gruppo. Purtroppo il disco non ottiene il successo meritato e Ferguson e Andes lasciano per fondare i Jo Jo Gunne. Randy, scosso dalla morte di Hendrix, si distacca dalla band.

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In quel periodo riceve una richiesta inaspettata: Al Kooper lo invita a sostituire Ritchie Blackmore nei Deep Purple per alcuni concerti in Canada, lasciando un’impressione positiva e la sensazione che potesse diventare membro fisso. Tuttavia, Randy sceglie un’altra strada e nel 1972 pubblica il suo primo album solista, Kapt. Kopter and the (Fabulous) Twirly Birds, con Noel Redding, un omaggio sentito a Hendrix.

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Nuovi inizi, sperimentazioni e la stima dei colleghi

A metà anni ‘70 ritrova Cassidy e riformano gli Spirit, pubblicando una serie di dischi, questa volta per la Mercury Records. In questo periodo Randy predilige le Stratocaster economiche, per poi essere spesso associato a una Charvel negli anni successivi. Agli inizi degli anni ’80, la formazione originale degli Spirit si riunisce per Spirit of ’84, ma il vero spirito della band si esprime nei concerti dal vivo per le strade d’America. California è molto rispettato nell’ambiente musicale, come dimostra la sua partecipazione al celebre tour The Night Of The Guitar, insieme a chitarristi di fama internazionale come Robby Krieger, Alvin Lee, Ted Turner, Andy Powell, Steve Howe e Leslie West.

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Gli ultimi anni: la musica, la famiglia e un gesto eroico

Negli anni ‘90 Randy California continua a esibirsi senza sosta. Durante una pausa dalle tournée si trova alle Hawaii con la famiglia, luogo a lui caro. Mentre nuota con il figlio dodicenne Quinn, una forte corrente li trascina al largo. Randy riesce a portare Quinn vicino alla riva e a salvarlo, ma non riesce a salvarsi lui stesso: muore annegato il 2 gennaio 1997.

Il lascito di Randy California

Randy California ha dimostrato di poter suonare al livello di Hendrix o di prendere temporaneamente il posto di Blackmore, ma soprattutto possedeva una voce personale e il talento per scrivere brani come I Got A Line On You, Nothin’ To Hide, Nature’s Way e 1984. Le sue canzoni, ma ancor più le sue azioni, rivelano una persona di grande valore umano, ricordata con affetto da tutti. La sua scomparsa tragica, per salvare il figlio, è la più grande testimonianza del suo carattere: un’eredità che va oltre la musica stessa.

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Massimo D’Angelo