A volte basta un suono fuori posto, un gesto inatteso, uno sguardo che tradisce tutto, e ciò che doveva essere routine diventa leggenda. Così avvenne nel 1972, quando tre protagonisti assoluti della musica del secolo scorso si ritrovarono fianco a fianco, pronti a mescolare mondi inconciliabili. Da un lato il vigore del rock and roll più autentico, dall’altro il richiamo dell’avanguardia che sfida ogni regola. Nel mezzo, un istante di pura sorpresa destinato a restare nella memoria della cultura pop. Questa è la leggendaria storia di Chuck Berry, Yoko Ono e John Lennon sullo stesso palco.

Nel 1972 John Lennon e Yoko Ono erano ospiti di un programma TV e in una sera con Chuck Berry avvenne l'incredibile...

L’incontro tra Chuck Berry, John Lennon e Yoko Ono

Nel 1972 una performance televisiva riunì Chuck Berry, John Lennon e Yoko Ono. Il video di quella serata è diventato leggendario, non solo per l’incontro fra il pioniere del rock and roll e l’ex Beatle, ma anche per la reazione di Berry agli interventi vocali di Yoko.

Lennon provava una venerazione autentica per Berry. Non era un segreto che la sua scrittura fosse influenzata dal rock and roll classico, e l’affinità emergeva già con Come Together dei Beatles, brano che ricordava da vicino You Can’t Catch Me del 1956 di Berry. La somiglianza fu risolta anni dopo da Lennon con una cover ufficiale registrata nel 1975.

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Nel 1972 John Lennon e Yoko Ono erano ospiti di un programma TV e in una sera con Chuck Berry avvenne l'incredibile...
Chuck Berry – © Håkan Henriksson, link, CC BY 3.0

La cornice dello show

Lennon e Yoko erano ospiti fissi per una settimana al Mike Douglas Show, popolare talk show statunitense. Per Lennon, che aveva la possibilità di invitare personalmente gli ospiti, fu l’occasione perfetta per portare in studio Berry.

Durante una delle puntate pronunciò la frase divenuta celebre: “If you tried to give rock and roll another name, you might call it Chuck Berry“. Una dichiarazione di ammirazione limpida.

“Se provassi a dare un altro nome al rock and roll potresti chiamarlo Chuck Berry”

L’emozione di John Lennon e il contributo di Yoko Ono

Esibirsi accanto al suo idolo fu per Lennon un momento speciale. Ma quella serata è ricordata soprattutto per l’intervento vocale di Yoko Ono, artista avant garde che amava usare la voce come uno strumento espressivo. I suoi vocalizzi richiamavano, in modo molto diverso, sperimentazioni come quelle di Demetrio Stratos o di Tim Buckley.

Nel 1972 John Lennon e Yoko Ono erano ospiti di un programma TV e in una sera con Chuck Berry avvenne l'incredibile...
John Lennon, Yoko Ono – © PDM 1.0

Il problema è che le idee di Yoko Ononon erano esattamente ciò che Chuck Berry si aspettava durante un brano rock and roll. La sua espressione, nel video, parla da sola.

L’episodio che ha fatto la storia

La performance iniziò con Memphis Tennessee. Mentre Lennon e Berry condividevano lo stesso microfono, un improvviso vocalizzo dall’effetto quasi animalesco fece sussultare Berry, che sgranò gli occhi per lo stupore. Era il contributo estemporaneo di Yoko, che aveva usato il microfono delle percussioni.

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Ulteriori informazioni

Dopo la pausa pubblicitaria la band attaccò Johnny Be Goode. Yoko tentò nuovamente di inserirsi nella performance, ma il suo microfono era stato spento. Non è mai stato chiarito se la decisione arrivò da Berry o dalla regia. Chi era in studio raccontò che la performance di Yoko proseguì comunque, udibile per il pubblico presente ma non per quello televisivo.

Il tecnico del suono decise di disattivare il microfono di Yoko Ono, forse per evitare nuovi interventi fuori contesto. La si vede tentare di contribuire alla performance, ma senza alcun suono percepibile in TV. Una scelta che molti, ancora oggi, considerano inevitabile. E ammettiamolo, siamo tutti contenti che l’abbia fatto.

Un momento rimasto nella storia

Quell’esibizione resta un incontro irripetibile tra linguaggi musicali lontanissimi: il rock and roll viscerale di Chuck Berry, la devozione di John Lennon e l’avanguardia, l’estro, di Yoko Ono. Una serata in cui uno sguardo stupito e un microfono silenziato hanno contribuito a creare una delle clip più commentate della storia della musica in TV.

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Giuseppe Ruocco