Eric Clapton si trova davanti a due pezzi della propria storia. Da una parte c’è la Fender Blind Faith Telecaster, la particolare chitarra ibrida nata dall’unione di parti diverse e diventata uno degli strumenti più curiosi della sua carriera. Dall’altra ci sono le nuove Martin della collezione Crossroads 2026, che riportano il chitarrista alle radici acustiche del blues.

Eric Clapton mostra la Blind Faith Telecaster e le nuove Martin Crossroads 2026, raccontando Brownie, Blackie e Unplugged.
© Majvdl, link, CC BY-SA 3.0

Eric Clapton mostra le chitarre di Crossroads 2026

La nuova Eric Clapton Crossroads 2026 Collection mette insieme strumenti molto diversi tra loro, ma tutti collegati a momenti importanti della carriera del chitarrista.

Tra i protagonisti ci sono la nuova Fender Eric Clapton Blind Faith Telecaster e le nuove Martin 000 42 EC Ziricote e Martin 000 13E EC.

ANNUNCIO

Guitar Center ha pubblicato due video nei quali Michael Doyle, storico amico di Clapton, mostra al musicista i nuovi strumenti. Nel primo incontro Clapton si concentra sulla Telecaster legata ai Blind Faith. Nel secondo prova le nuove Martin e ripercorre il rapporto con la chitarra acustica, il blues e MTV Unplugged.

Il risultato è molto più di una semplice presentazione di nuovi strumenti. Le due chitarre permettono infatti di attraversare due periodi fondamentali della carriera di Clapton.

La Fender Blind Faith Telecaster torna nel 2026

La nuova Fender Blind Faith Telecaster è ispirata alla particolare chitarra che Clapton utilizzò nel periodo dei Blind Faith.

La chitarra originale era assemblata con parti provenienti da strumenti differenti. La nuova versione riprende proprio questa caratteristica, combinando il corpo Telecaster con il particolare manico Stratocaster che aveva avuto un ruolo fondamentale nella storia di Brownie, la famosa Strato di Clapton del 1956.

La nuova Fender viene prodotta nello stabilimento di Corona, California, ed è una riedizione destinata alla collezione Crossroads 2026. A differenza della versione realizzata nel 2019, che era un modello Custom Shop, questa nuova edizione viene prodotta fuori dal Custom Shop.

La produzione è limitata a 130 esemplari.

Il corpo è una Telecaster Custom in ontano con binding e finitura 3 Color Sunburst, mentre il manico riprende il profilo a V della Stratocaster del 1956 associata a Brownie. Sono presenti due pickup Telecaster Alnico 2 e un ponte Telecaster del 1963.

ANNUNCIO

Ma il dettaglio più interessante non si nota a prima vista.

Il manico della Telecaster viene da Brownie

Durante la conversazione, Eric Clapton ricostruisce la storia dello strumento che ha ispirato l’edizione per Crossroads 2026.

Il manico della Telecaster era infatti quello proveniente dalla Stratocaster del 1956 che sarebbe poi diventata parte della storia di Brownie.

Clapton ricorda il percorso delle parti attraverso le sue chitarre e spiega che, a un certo punto, il manico della Telecaster tornò sulla Stratocaster.

È uno dei passaggi più belli dell’intera conversazione perché mostra quanto per Clapton l’importante fosse sperimentare pur di trovare il feeling e il suono che aveva in testa.

“Era come i Lego”

Quando Michael Doyle gli fa notare che deve aver avuto una quantità enorme di chitarre e componenti in casa, Clapton conferma con una battuta che riassume perfettamente la sua filosofia.

“La cosa delle Fender era questa: i pezzi. Era divertente. Come il Lego: potevi costruirti la tua chitarra.”

E subito dopo arriva l’esempio più famoso. Clapton parla di Blackie, la Stratocaster diventata uno degli strumenti più riconoscibili della sua carriera.

“Lo feci con Blackie. Era composta da quattro Stratocaster vintage diverse.”

Il concetto è fondamentale per comprendere anche la Blind Faith Telecaster. Clapton non era interessato soltanto allo strumento nella sua configurazione originale, ma alla possibilità di trovare le parti che riteneva migliori e combinarle.

La nuova Fender Crossroads 2026 nasce proprio da quella filosofia e dalla voglia di sperimentare di Eric Clapton.

Perché Clapton passò dalla Telecaster alla Stratocaster

Nel video emerge anche una ragione molto concreta per cui Eric Clapton finì per preferire la Stratocaster.

La discussione riguarda la forma del corpo.

La Telecaster è una chitarra estremamente semplice nelle sue linee, mentre la Stratocaster presenta una sagomatura posteriore che rende lo strumento più ergonomico

Per Clapton quell’elemento della Stratocaster, che lui stesso chiama belly cut, era fondamentale.

“Penso che quella sia stata davvero una delle ragioni per cui sono passato oltre, o semplicemente ho pensato che la Strato fosse molto più comoda, utilizzabile.”

È una spiegazione molto più pratica che romantica. Non riguarda il mito della Stratocaster, ma il modo in cui lo strumento si adattava al corpo del chitarrista.

Il mistero del suono di Presence of the Lord

La Blind Faith Telecaster porta inevitabilmente la conversazione verso il repertorio dei Blind Faith.

Doyle cita Presence of the Lord, uno dei brani più importanti del gruppo, chiedendo a Clapton se quel particolare suono avesse effettivamente qualcosa della Telecaster.

Clapton non dà una risposta categorica.

“Potrebbe essere stato.”

Il pickup al manico aveva un suono molto diverso

Uno degli aspetti tecnici più interessanti della nuova Fender riguarda il pickup al manico.

Clapton ricorda che la Telecaster originale aveva un suono particolarmente scuro e ricco di basse frequenze.

Quella configurazione era legata al wiring utilizzato sulle Telecaster dell’epoca. La nuova riedizione esce invece con un circuito più moderno, ma nella custodia viene fornito anche il materiale necessario per riportare la chitarra a una configurazione più vicina alle specifiche vintage.

È una soluzione che permette di avere una chitarra immediatamente utilizzabile secondo un’impostazione moderna, mantenendo però la possibilità di ricreare il carattere della Telecaster originale.

Stai visualizzando un contenuto segnaposto da YouTube. Per accedere al contenuto effettivo, clicca sul pulsante sottostante. Si prega di notare che in questo modo si condividono i dati con provider di terze parti.

Ulteriori informazioni

Dalla Fender alle nuove Martin

Dopo la Telecaster, il secondo video cambia completamente atmosfera.

Eric Clapton si trova davanti alle nuove Martin della collezione Crossroads 2026 e il discorso passa dall’elettrica all’acustica.

La protagonista della fascia alta è la Martin Custom Shop 000 42 EC Ziricote, costruita con top in abete Adirondack e fondo e fasce in Ziricote.

Il modello è disponibile in 1935 Sunburst e Natural, con 50 esemplari per ciascuna finitura.

Esiste inoltre una versione ancora più rara della 000 42 realizzata con palissandro brasiliano, limitata a soli cinque strumenti.

Per Clapton la forma 000 resta speciale

La conversazione sulle Martin permette di capire perché il formato 000 abbia un’importanza particolare per Clapton.

Il chitarrista spiega di avere ancora qualche difficoltà con le dreadnought, soprattutto per le dimensioni e per la grande quantità di basse che producono.

Parlando invece della 000, Clapton arriva a una delle sue descrizioni più belle:

“Quando vidi il corpo 000 pensai: questa è la forma più bella. Picasso avrebbe potuto farla.”

E poco dopo aggiunge:

“Penso semplicemente che le Martin 000 siano le chitarre più superbe. La forma e il concetto, per me.”

È un’affermazione che spiega meglio di qualsiasi scheda tecnica perché il formato sia così centrale nella nuova collezione.

La Martin 000 13E porta la firma di Clapton

Accanto alla Custom Shop c’è la Martin 000 13E EC, pensata come proposta più accessibile.

La chitarra mantiene il formato 000 preferito da Clapton e integra elettronica Martin E1, pickup e un accordatore installato nella zona della buca. È disponibile in due finiture e rappresenta una delle proposte più accessibili della collezione.

Poi scopre l’accordatore integrato.

La sua reazione è particolarmente divertita, perché inizialmente non si era nemmeno accorto della presenza del dispositivo.

“Quando pratico, pratico su un’acustica”

È però un’altra frase a spiegare davvero il significato delle Martin per Clapton.

Quando Michael Doyle gli chiede del suo rapporto con la chitarra acustica, il musicista risponde:

“Ho iniziato con l’acustica. E quando pratico, pratico su un’acustica. Ti fa suonare in un certo modo.”

Poi collega direttamente questa abitudine a ciò che ascoltava da ragazzo:

“Torno sempre a quello che ascoltavo da bambino e che mi ha fatto desiderare di suonare, e quello era il blues acustico.”

La Martin non è semplicemente l’altro lato della carriera di Clapton rispetto alla Fender. È lo strumento attraverso cui il chitarrista continua a collegarsi alla musica che lo ha spinto a iniziare.

Clapton non voleva pubblicare Unplugged

Il momento più sorprendente del secondo video arriva quando la conversazione si sposta dalla collezione Clapton Crossroads 2026 su MTV Unplugged.

L’album del 1992 sarebbe diventato uno dei lavori più conosciuti della carriera di Clapton, ma il chitarrista racconta di aver avuto inizialmente un’opinione completamente diversa.

“Non volevo che uscisse.”

Clapton racconta anche di aver scommesso 100 dollari con Lenny Waronker, allora presidente di Warner Bros. Records, sul fatto che l’album non sarebbe nemmeno entrato nella Top 50.

La realtà, come sappiamo, fu molto diversa.

26 milioni di copie vendute, riferito all’album fisico e non agli attuali numeri dello streaming. Clapton racconta di aver avuto una vera avversione per il disco per molto tempo.

Poi, negli anni successivi, arrivò a una conclusione diversa.

Si rese conto che proprio quel Clapton acustico era quello che una parte enorme del pubblico aveva imparato a conoscere.

Robert Johnson è ancora al centro della storia

Il filo che unisce la Telecaster, le Martin e Crossroads 2026 arriva infine a Robert Johnson.

Clapton racconta quanto l’ascolto di Johnson abbia cambiato la sua percezione della chitarra e della musica.

Quando gli viene chiesto quale sia stata la sua principale missione nel far conoscere quel musicista, la risposta è diretta:

“Era probabilmente la mia causa principale: tutti dovevano conoscere questo nome.”

Per Clapton, Johnson aveva aperto una porta verso un mondo musicale completamente nuovo ed è proprio questo il significato più profondo della parola Crossroads nella sua storia.

Non soltanto il nome di un festival, non soltanto una collezione di strumenti e nemmeno soltanto una serie di signature guitar.

Crossroads è il punto in cui si incontrano le sue influenze, le sue chitarre e il suo modo di suonare.

Stai visualizzando un contenuto segnaposto da YouTube. Per accedere al contenuto effettivo, clicca sul pulsante sottostante. Si prega di notare che in questo modo si condividono i dati con provider di terze parti.

Ulteriori informazioni

Due chitarre, due momenti della stessa storia

La Fender Blind Faith Telecaster racconta il Clapton che sperimentava con corpi e manici, che costruiva strumenti combinando parti diverse e che attraversava il passaggio da Cream ai Blind Faith.

Le nuove Martin 000 raccontano invece il musicista che torna alla chitarra acustica per esercitarsi e che continua a vedere nel blues acustico l’origine del proprio percorso.

Sono due mondi apparentemente diversi ma nelle parole di Clapton sono parte della stessa storia.

La Telecaster riporta a Blind Faith, Brownie e Blackie. La Martin riporta a Unplugged, Robert Johnson e ai dischi ascoltati da ragazzo.

Ed è proprio questo il punto più interessante della Crossroads 2026 Collection: non celebra soltanto le chitarre di Eric Clapton. Racconta il percorso che lo ha portato a diventare Eric Clapton.

Contenuti correlati:

* Questo post contiene link affiliati e/o widget. Quando acquistate un prodotto tramite un nostro partner affiliato, riceviamo una piccola commissione che ci aiuta a sostenere il nostro lavoro. Non preoccupatevi, pagherete lo stesso prezzo. Grazie per il vostro sostegno!

Giuseppe Ruocco