Solo una normale festa per Keith Richards. Ne hanno passate tante i Rolling Stones, e noi abbiamo la fortuna di poter ascoltare tutte le loro storie folli. Droga e alcol sono purtroppo sempre, o quasi, i co-protagonisti di queste storia. Oggi ti racconto la storia di quando il chitarrista dei Rolling Stones, in compagnia del sassofonista Bobby Keys, ha quasi dato appiccato un incendio nella villa originale di Playboy mentre cercava un po’ di divertimento extra.

In una sera come un'altra Keith Richards si trovava a festeggiare nella villa di Playboy quando ha quasi appiccato un incendio...
© Siebbi. Link. CC BY 3.0

Keith Richards: una leggenda vivente del rock

È difficile non considerare Keith Richards qualcosa di più che un semplice musicista. L’iconico chitarrista è un enigma vivente, un concentrato di storie leggendarie e una delle ultime vere rock star sopravvissute agli eccessi degli anni d’oro. Tutti ci chiediamo come faccia lui e il resto della band ad avere ancora quella energia e grinta sul palco dopo una vita al limite.
Negli anni ”60 e ’70 il mondo sembrava più tollerante nei confronti delle bravate delle band e i musicisti vivevano con una libertà quasi assoluta. Richards, più di molti altri, è riuscito a spingersi oltre i limiti e a uscirne ancora vivo, collezionando episodi che oggi appartengono al mito.

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Il periodo d’oro dei Rolling Stones

Tra la fine degli anni ”60 e l’inizio dei ’70 The Rolling Stones erano all’apice della loro carriera. Potevano muoversi ovunque, fare praticamente tutto ciò che desideravano e, nella peggiore delle ipotesi, cavarsela con poco. Durante quel periodo capitò un episodio rimasto impresso nella memoria collettiva: la visita di Keith Richards alla villa originale di Hugh Hefner a Chicago.

In una sera come un'altra Keith Richards si trovava a festeggiare nella villa di Playboy quando ha quasi appiccato un incendio...
© mr.paille. Link. CC BY-SA 2.0

Un soggiorno fuori controllo

Nel 1972 la band era impegnata in un tour negli Stati Uniti con una tappa proprio a Chicago. Invitato a soggiornare nella residenza di Hefner, Richards fece quello che gli riusciva meglio: esagerare con alcol e droga. Insieme al sassofonista Bobby Keys, si chiuse in uno dei numerosi bagni della villa e iniziò a consumare droghe come fossero caramelle. L’atmosfera era confusa, l’ebbrezza totale e nessuno dei due si rese conto che la situazione stava rapidamente degenerando.

L’incendio nel bagno di Playboy Mansion

Nella sua autobiografia Life, Richards ricorda l’episodio con ironia: “Bobby e io esagerammo un po’ quando demmo fuoco al bagno. Beh, non siamo stati noi, è stata la droga. Non è colpa nostra. Bobby ed io eravamo solo seduti nel cesso, comodo, bel cesso, seduti sul pavimento, e avevamo la borsa del dottore, e stavamo semplicemente banchettando.”
Non si erano accorti che stavano appiccando un incendio.

Il racconto prosegue con toni surreali: “A un certo punto Bobby dice, ‘Qui dentro c’è fumo.’ Io lo guardo e non riesco a vederlo. Le tende stavano bruciacchiando e tutto stava per prendere fuoco. Poi bussarono alla porta camerieri e uomini in completo nero con secchi d’acqua. Quando aprirono ci trovarono seduti sul pavimento, con le pupille ridotte a puntini.”

Richards concluse con la sua inconfondibile ironia: “Avremmo potuto farlo da soli. Come osate irrompere nella nostra faccenda privata?”

Un giorno qualunque per Keith Richards

L’episodio avrebbe potuto trasformarsi in un disastro milionario, ma per Richards rimase solo un’altra avventura da aggiungere al suo catalogo di storie incredibili. Nessun vero pentimento, nessuna conseguenza irreparabile. Solo l’ennesima dimostrazione di come, per lui, persino il rischio di mandare in fumo la villa di Hugh Hefner fosse vissuto come se fosse stato un normale giorno di lavoro.

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Giuseppe Ruocco