Per Nile Rodgers lo scambio di dischi è sempre stato un modo per capire davvero un artista prima ancora di entrare in studio. È così che nacque una delle collaborazioni più celebri della sua carriera con David Bowie, ma anni dopo lo stesso metodo non funzionò con John Mayer. Anzi, secondo il produttore e chitarrista dei Chic, tutto cambiò proprio dopo che i due si scambiarono i loro album preferiti. Da una parte un capolavoro della musica pop, dall’altra un disco psichedelico dei Rolling Stones che Rodgers continua a definire il più sottovalutato della storia del rock. Dopo quei giorni iniziali di grande sintonia, qualcosa si incrinò. E la collaborazione non decollò mai.

Uno scambio di dischi pensato per creare sintonia avrebbe invece fatto deragliare una possibile collaborazione tra Nile Rodgers e John Mayer
Nile Rodgers, John Mayer – © Majk Zanqrelle, link, CC BY-SA 4.0 – © Chris Kies_PG, link, CC BY-NC 2.0

Il metodo creativo di Nile Rodgers

Nel corso della sua carriera Nile Rodgers ha lavorato con artisti molto diversi tra loro. Dalla disco dei Chic alle produzioni per Sister Sledge, Debbie Harry e Daft Punk.

Quando iniziò a collaborare con David Bowie nei primi anni Ottanta, Rodgers adottò un metodo preciso per conoscere davvero l’artista con cui stava lavorando. Prima di registrare musica, passavano tempo insieme ascoltando dischi e visitando luoghi legati all’arte.

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Rodgers ha ricordato che gran parte della pre produzione per Let’s Dance avvenne proprio così. I due passavano tempo in biblioteche e spazi culturali confrontando gusti musicali e artistici. L’obiettivo era capire la sensibilità dell’altro prima di entrare in studio.

Il risultato fu Let’s Dance, l’album del 1983 che divenne il più venduto della carriera di Bowie.

L’incontro con John Mayer

Anni dopo Nile Rodgers pensò di usare lo stesso approccio con John Mayer quando ebbe l’occasione di lavorare con lui.

All’inizio sembrava funzionare. Rodgers ha raccontato che nei primi giorni i due si trovarono molto bene insieme.

Poi arrivò il momento dello scambio di album.

John Mayer fece ascoltare a Rodgers il suo disco preferito. Era Parachutes, il primo album dei Coldplay. Rodgers decise invece di condividere uno dei suoi preferiti in assoluto. Their Satanic Majesties Request dei Rolling Stones.

L’album che cambiò l’atmosfera

Per Nile Rodgers, Their Satanic Majesties Request è uno dei dischi più fraintesi del rock.

Il produttore ha spiegato di considerarlo il più sottovalutato di tutti i tempi. Ma l’effetto su quella collaborazione non fu quello che si aspettava.

Rodgers ha ricordato che nei primi due giorni lui e John Mayer si comportavano quasi come fratelli. Dopo lo scambio dei dischi qualcosa cambiò e il progetto non andò avanti.

Il musicista ha comunque sottolineato la stima per Mayer, definendolo una delle persone più intelligenti che abbia mai incontrato.

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Ulteriori informazioni

Perché Their Satanic Majesties Request divide ancora

Pubblicato nel 1967, Their Satanic Majesties Request nacque in un periodo complicato per i Rolling Stones.

La band stava attraversando una fase turbolenta e il disco fu realizzato mentre il rock psichedelico stava esplodendo. Anche l’uscita di Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band dei Beatles influenzò il clima musicale del momento.

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Negli anni molti membri della band hanno espresso giudizi critici sul disco. Keith Richards scrisse nella sua autobiografia Life che nessuno nel gruppo voleva davvero realizzarlo.

Anche Bill Wyman ricordò sessioni caotiche in cui non era nemmeno certo chi si sarebbe presentato in studio.

Nonostante queste critiche, alcuni musicisti hanno difeso il valore creativo dell’album.

Chi rivaluta il disco degli Stones

Tra gli artisti che hanno espresso apprezzamento per Their Satanic Majesties Request c’è Peter Gabriel.

Il musicista ha sostenuto che proprio quel disco dimostra il tentativo degli Rolling Stones di sperimentare qualcosa di diverso rispetto ai lavori precedenti.

Secondo Gabriel le reazioni negative della critica e del pubblico avrebbero però convinto la band a non correre più rischi simili in seguito.

Ancora oggi il disco continua a dividere opinioni tra fan e musicisti.

E, come racconta Nile Rodgers, anni dopo è stato anche al centro di una collaborazione che non è mai nata con John Mayer.
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Giuseppe Ruocco