Molto prima che diventasse un’icona del design elettrico, la paletta delle chitarre Fender nasce come soluzione a un problema tecnico. Negli anni cinquanta, mentre la chitarra solid body muove i primi passi nella produzione di massa, Leo Fender affronta una sfida che riguarda stabilità, accordatura e lavorazione industriale. La forma che oggi diamo per scontata sulla Telecaster e sulla Stratocaster non arriva da un’intuizione estetica, ma da una serie di scelte progettuali precise.

Molto prima che diventasse un’icona del design elettrico, la paletta delle chitarre Fender nasce come soluzione a un problema: ecco quale
Paletta della Fender Stratocaster – © irish10567, link,  CC BY 2.0

Leo Fender progettista, non chitarrista

Leo Fender dichiarò in più occasioni di non essere un chitarrista. Il suo approccio allo sviluppo degli strumenti era quello di un tecnico elettronico e di un produttore. Questo si riflette direttamente nel design della prima solid body di successo dell’azienda, la Fender Telecaster, sviluppata tra il 1950 e il 1951.

La forma della paletta deriva da esigenze funzionali legate al comportamento delle corde e alla stabilità dell’accordatura.

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Il problema dello string pull

Uno degli obiettivi principali era garantire che ogni corda seguisse un percorso il più possibile rettilineo dal capotasto fino alla meccanica. Ridurre l’angolo laterale significa diminuire attrito e punti di tensione che possono compromettere la stabilità dell’accordatura.

Per questo motivo la paletta Fender adotta una configurazione in linea con tutte le meccaniche disposte su un solo lato del manico. A differenza di altri strumenti dell’epoca, la paletta è inoltre quasi priva di inclinazione all’indietro.

Questa scelta comporta vantaggi produttivi e strutturali. Semplifica la lavorazione del manico. Riduce il rischio di rotture nella zona della paletta. Elimina la necessità di angoli di taglio complessi.

Richiede però l’introduzione degli string tree, già documentati sui modelli dei primi anni cinquanta, per mantenere una pressione adeguata delle corde sul capotasto.

Una forma pensata per la produzione

La geometria della paletta sulla Fender Telecaster è compatibile con le meccaniche Kluson disponibili all’epoca e consente una fresatura efficiente durante la produzione.

Permette inoltre l’applicazione chiara del logo decal sulla superficie frontale, elemento che diventerà sempre più rilevante negli anni successivi.

Molto prima che diventasse un’icona del design elettrico, la paletta delle chitarre Fender nasce come soluzione a un problema: ecco quale
Paletta della Fender Stratocaster – © Public Domain

Il redesign con la Stratocaster nel 1954

Con l’introduzione della Fender Stratocaster nel 1954, la paletta viene ridisegnata. Risulta leggermente più larga e con un profilo più arrotondato rispetto alla versione precedente.

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Questo aggiornamento migliora la distanza tra le meccaniche e offre maggiore superficie per il logo. Mantiene al tempo stesso il percorso corretto delle corde in combinazione con il nuovo capotasto e il sistema di vibrato.

Funzionalità prima dell’estetica

Non esiste documentazione contemporanea in cui Leo Fender attribuisca il design della paletta a un’ispirazione proveniente da strumenti ad arco o da chitarre classiche. Nelle fonti primarie il tema ricorrente resta la funzionalità e l’ottimizzazione per la produzione industriale.

La forma della paletta che diventerà uno dei tratti distintivi delle chitarre Fender nasce quindi come risposta a vincoli tecnici e produttivi, ben prima di assumere un valore estetico o identitario.

Fender vs Bigsby

Tra il 1946 e il 1948 il musicista country Merle Travis commissionò a Paul Bigsby una solid body elettrica progettata per ridurre feedback e problemi di accordatura. Quello strumento presentava una paletta con sei meccaniche in linea su un solo lato, una configurazione che sarebbe diventata centrale anche nei modelli Fender degli anni successivi. Diversi storici della chitarra hanno sostenuto che Leo Fender possa essersi “ispirato” in modo significativo proprio a quel design Bigsby nello sviluppo della Broadcaster e, più tardi, della Telecaster e poi della Stratocaster del 1954. Lo stesso Merle Travis dichiarò in seguito di ritenere che la soluzione della paletta fosse stata ripresa direttamente dal suo strumento. Non esiste una conferma documentale da parte di Fender, ma la somiglianza tra i due progetti continua ad alimentare il dibattito.

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Giuseppe Ruocco