Per oltre dieci anni i fan dei Bon Jovi si sono chiesti cosa avesse davvero portato Richie Sambora a lasciare una delle band più importanti della storia del rock. Oggi il chitarrista offre una delle ricostruzioni più complete della vicenda. Non si tratta di un litigio improvviso o di una decisione presa d’impulso. Capiamo cosa è successo veramente all’interno della band attraverso le parole dello storico chitarrista.

Richie Sambora racconta perché lasciò i Bon Jovi nel 2013 e spiega come la storica collaborazione con Jon Bon Jovi si incrinò.
La rottura dei Bon Jovi raccontata da Richie Sambora – © James Anderson, link, CC BY-SA 3.0

L’intervista che riapre la storia dell’addio

Le nuove dichiarazioni di Richie Sambora, pubblicate da Guitar Player, riportano l’attenzione sulla sua uscita dai Bon Jovi nel 2013.

Il chitarrista spiega che la decisione non fu provocata da un singolo episodio.

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«Probabilmente avrei dovuto lasciare la band dopo The Circle, perché stavo diventando davvero infelice»

Secondo Sambora, il vero problema era la sensazione che il suo contributo creativo avesse progressivamente perso importanza.

Quando il rapporto iniziò a cambiare

Per oltre trent’anni Sambora e Jon Bon Jovi hanno formato una delle coppie di autori più importanti del rock, firmando brani come Livin’ on a Prayer, Wanted Dead or Alive e You Give Love a Bad Name.

Ripensando a quel periodo, il chitarrista afferma di essere l’unico che parlava sinceramente.

«Se c’era qualcuno che diceva la verità a Jon, quello ero io.»

Il momento più difficile arrivò però durante la lavorazione di What About Now. Dopo avere ascoltato il materiale preparato da Jon Bon Jovi insieme al produttore John Shanks, Sambora ebbe la sensazione che il suono della band fosse cambiato.

«Suonami una canzone. Lo fece. E gli dissi che non sembrava un disco dei Bon Jovi. Sapete perché? Perché io ero parte di quel nucleo.»

Il caso di The Fighter

Sambora ricorda anche un episodio legato a The Fighter. Avrebbe voluto registrare personalmente la parte di chitarra acustica, invece il brano fu inciso da John Shanks.

La sua reazione sintetizza il malessere che stava vivendo.

«Va bene, allora lasciatela così. Vedete? Questa non è una band.»

Per il chitarrista non era una questione di crediti, ma della perdita di quella chimica creativa che aveva caratterizzato i Bon Jovi fin dagli inizi.

Un addio che non esclude un ritorno

Sambora sostiene che la separazione fu il risultato di anni di tensioni personali e professionali e di una comunicazione ormai compromessa.

«Non riuscivamo più a parlare. Non comunicavamo.»

Nonostante tutto, l’ex chitarrista continua a ricordare con orgoglio la storia costruita insieme alla band e ribadisce che prenderebbe in considerazione un ritorno soprattutto per i fan.

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È un finale che lascia aperto uno dei capitoli più importanti della storia dei Bon Jovi, pur senza cambiare il fatto che il loro storico sodalizio si concluse nel 2013 dopo oltre tre decenni di successi condivisi.

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Giuseppe Ruocco