Tra le grandi icone del rock esistono connessioni sorprendenti che vanno oltre palchi e collaborazioni artistiche. Una di queste riguarda Slash, storico chitarrista dei Guns N’ Roses, e David Bowie, leggenda assoluta della musica britannica. Non si tratta di un featuring né di un tour condiviso, ma di un intreccio personale che affonda le radici negli anni Settanta e nell’infanzia turbolenta del musicista americano. Un dettaglio biografico che aggiunge un tassello umano e culturale alla storia di due artisti generazionali.

La madre di Slash e la scena rock degli anni Settanta
Prima ancora che Slash diventasse un simbolo dell’hard rock mondiale, sua madre Ola Hudson era già inserita nell’ambiente musicale internazionale. Stilista e costumista, lavorò con diversi artisti della scena rock, in un periodo in cui moda e musica erano strettamente intrecciate.
A metà anni Settanta iniziò a collaborare con David Bowie, che in quegli anni stava attraversando una delle fasi più creative e trasformiste della sua carriera. Dal rapporto professionale nacque anche una relazione sentimentale, durata circa un anno e mezzo, in un momento in cui i genitori di Slash erano già separati.
David Bowie nella casa di Slash bambino
All’epoca Slash aveva circa nove o dieci anni. In diverse interviste ha raccontato di aver visto David Bowie frequentare casa sua, in un periodo delicato della sua infanzia segnato dalla separazione dei genitori.
Non fu un’esperienza vissuta con entusiasmo. Il chitarrista ha spiegato di essere stato diffidente verso la nuova figura maschile entrata nella vita della madre. Solo molti anni dopo, da adulto e musicista affermato, ha rivalutato pienamente la statura artistica di Bowie, arrivando a definirlo un genio e collaborando anche con lui in ambito professionale.
L’incontro di due mondi
Questo episodio mette in luce un punto di contatto interessante tra due universi musicali apparentemente lontani. David Bowie rappresentava l’avanguardia glam e art rock britannica, mentre Slash sarebbe diventato uno dei volti simbolo dell’hard rock americano di fine anni Ottanta.
Il legame indiretto attraverso Ola Hudson mostra quanto la scena musicale fosse interconnessa già allora. Stilisti, fotografi, musicisti e produttori si muovevano negli stessi ambienti, creando reti creative che avrebbero influenzato generazioni diverse di artisti.
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