Steve Vai era appena entrato nella band di David Lee Roth dopo l’addio ai Van Halen, e portava con sé una tecnica spinta oltre i limiti. Eddie ne riconobbe la precisione e la potenza. Ma aggiunse anche altro: mancava qualcosa, quel “vibe”, quel feel che per lui faceva la differenza tra eseguire e far vivere una nota. Eppure, quella sensazione lo colpì nel profondo e lo fece riflette su quello che la gente poteva percepire dal suo playing.

Il passaggio da Van Halen alla band solista di David Lee Roth
Dopo l’uscita di David Lee Roth dai Van Halen nel 1985, Steve Vai entrò nella sua nuova formazione e suonò negli album Eat ’Em and Smile e Skyscraper. Il ruolo era delicato. Quelle erano canzoni costruite attorno a un linguaggio chitarristico riconoscibile e influente. Vai sapeva che sarebbe stato inevitabilmente confrontato con Eddie Van Halen e dichiarò in seguito di non aver mai provato a competere con lui.
Cosa disse davvero Eddie Van Halen nel 1995
Nel 1995 Eddie Van Halen raccontò all’intervistatore Shaun Baxter la propria reazione dopo aver ascoltato Vai con Roth. Disse che la tecnica era estremamente avanzata. Arrivò a pensare “Questo è meglio di me in quello che faccio“. Ma aggiunse anche che mancava qualcosa nello stile del giovane chitarrista. Tecnica impeccabile, incredibile, ma secondo lui mancava il vero feel. Questo lo fece riflettere su se stesso.
“Mi fece pensare: è così che la gente percepisce me?“
Tecnica e feel secondo Eddie Van Halen
Pur riconoscendo il livello tecnico di Vai, Eddie Van Halen non parlò mai in termini di rivalità. Era noto infatti anche per la stima verso Allan Holdsworth, che considerava una fonte di ispirazione continua. Il punto non era chi suonasse più veloce o più pulito. Era l’equilibrio tra esecuzione e vibrazione emotiva che trasformava una frase in qualcosa di memorabile.
Dall’ascolto all’amicizia
Dopo l’uscita di Vai dalla band di David Lee Roth nel 1989, Eddie Van Halen lo contattò. Fu l’inizio di un rapporto diretto che li portò a frequentarsi per alcuni mesi. Vai visitò gli studi 5150 e ascoltò materiale inedito di Eddie. In seguito ricordò che gli suggerì di realizzare un album solista. Eddie rispose che i dischi dei Van Halen erano già, per lui, progetti personali.
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