Nel pieno del successo i Van Halen giravano in tour con con un produzione scenica e tecnica incredibile. Cosa che richiedeva standard di qualità e sicurezza non trascurabili. Per ogni concerto c’era ovviamente un contratto ben strutturato che assicurava alla band la corretta. preparazione degli impianti, delle strutture e della strumentazione. Ma per assicurarsi davvero che il contratto venisse letto e seguito alla lettera la band inserì una clausola che venne presa come un semplice capriccio da rock star. Ecco la vera storia dei Van Halen e la clausola degli M&M’s.

I Van Halen e la clausola degli M&M’s
All’interno del loro complesso contratto tecnico, il famoso rider, i Van Halen avevano inserito una clausola destinata a far parlare di sé. Nel camerino doveva esserci una ciotola di M&M’s, con una regola tassativa: nessun cioccolatino marrone. La presenza anche di un solo confetto di quel colore dava alla band il diritto di annullare il concerto senza penali.
Quando questa richiesta divenne di dominio pubblico, l’opinione comune fu unanime. Si parlava dell’ennesimo capriccio da rockstar, di un abuso di potere da parte di una delle band più famose del pianeta.
Un tour fuori scala
All’inizio degli anni Ottanta, i concerti dei Van Halen non erano affatto standard. La loro produzione prevedeva strutture sceniche enormi e complesse, con impianti luci, audio e carichi elettrici ben oltre la norma dell’epoca. Per trasportare tutto servivano fino a nove autoarticolati, contro i tre tipici di altri tour.
Per questo motivo, il rider tecnico era un documento estremamente dettagliato, quasi un manuale. Ogni aspetto della sicurezza veniva specificato con precisione maniacale, dalla stabilità del palco alle capacità degli impianti elettrici.
Il test di sicurezza nascosto
Il vero significato della clausola sugli M&M’s venne spiegato dal frontman David Lee Roth. Non si trattava di gusto personale, ma di un test rapido e infallibile. Se il promoter aveva letto con attenzione il contratto, avrebbe notato e rispettato anche quella richiesta strana e apparentemente inutile. Se invece nella ciotola comparivano caramelle marroni, era il segnale che il documento non era stato seguito alla lettera.
Questo implicava un rischio molto più grave. Se qualcuno aveva ignorato un dettaglio così evidente, cosa poteva essere successo con le indicazioni davvero critiche per la sicurezza?
L’ M&M’s che ha salvato il concerto dei Van Halen
La teoria trovò una conferma concreta durante un concerto a Pueblo, in Colorado. Qui la band trovò gli M&M’s marroni nel backstage. Insospettiti, decisero di controllare l’allestimento del palco. La verifica rivelò una struttura pericolosamente instabile, non conforme alle specifiche richieste.
Il concerto venne annullato. Non per un capriccio, ma per evitare danni seri al luogo e rischi reali per tecnici, musicisti e pubblico. In quel caso, la famosa ciotola di cioccolatini aveva funzionato esattamente come previsto, evitando conseguenze ben peggiori.

Oltre la rockstar viziata
La storia degli M&M’s marroni ha contribuito a smontare l’immagine superficiale della rockstar arrogante e irresponsabile. Dietro lo spettacolo e l’eccesso, i Van Halen dimostravano una lucidità organizzativa fuori dal comune. La loro era una vera trappola intelligente, un sistema semplice per verificare il rispetto di norme complesse.
Come ricordò David Lee Roth in una celebre riflessione, “un sacchetto di caramelle dice più di mille contratti.” Una frase che riassume perfettamente come, a volte, il genio non stia nella forza, ma nell’astuzia.
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