Nel nuovo episodio della serie Guitar Icons, dedicata al sound e alla figura dei chitarristi più iconici della storia, l’ospite di Paul Audia è Fabio Vitiello che, con la sua Gibson SG, ci ha portato a scoprire il suono del mitico Angus Young. Il chitarrista britannico naturalizzato australiano è un vero e proprio guitar hero che ha cambiato la storia del nostro strumento preferito e ha scritto brani, riff e assoli indimenticabili con gli AC/DC. Scopriamo più da vicino cosa caratterizza il suono e la strumentazione di Angus.
Angus Young: una chitarra, un amplificatore e… un trasmettitore analogico
Nel nostro video, realizzato negli spazi del World Music Studio di Pessano con Bornago (che ringraziamo come sempre per l’ospitalità), Paul Audia e Fabio Vitiello hanno avuto la possibilità di suonare due chitarre magnifiche. Paul ha usato infatti una bellissima Gibson Les Paul 1952 convertita a una ‘59. La finitura goldtop originale è stata infatti tolta per riverniciare la chitarra in nero, rendendola una black burst. I pickup sono stati sostituiti con dei PAF originali (datati 1958 e 1960). Fabio invece ha utilizzato una Gibson SG del 1967 con sistema Vibrola. Angus usava una 1968 nel periodo di Let There Be Rock. Una chitarra che si collega immediatamente al suono e alla figura del chitarrista degli AC/DC, che ancora oggi utilizza questo suo modello prediletto.
Angus non tratta molto il suo suono: la chitarra entra direttamente in una Marshall Plexi e il gioco è fatto. Per registrare l’album Back In Black, il primo con Brian Johnson alla voce, Angus utilizzò un trasmettitore analogico Shaffer Vega per avere un po’ più di drive. Il trasmettitore comprime il suono in origine per trasmetterlo su bande FM e lo riespande prima di entrare nell’ampli, dando così più “corpo” al segnale. Questa dinamica è stata replicata in un pedale da Filippo Olivieri della SoloDallas con il The Schaffer Replica® – Storm, che Fabio ha utilizzato.
Fabio ha portato in studio un ampli Made in Italy con valvole finali EL34: l’M-Tech Audio Custom 50 di Massimo Mantovani. Testata leggerissima, così come le casse abbinate, che risolvono il problema del trasporto della strumentazione che affligge tanti chitarristi.
Angus Young e il suono sanguigno delle origini
Le radici del blues e del rock delle origini, quel suono sanguigno e quasi elementare, sono sicuramente presenti nel playing di Angus, per sua stessa ammissione. Chuck Berry e la sua duck walk sono stati fondamentali per il suo percorso artistico, così come B.B. King. Angus utilizza moltissimo i bending, il vibrato e le scale pentatoniche, spesso in maggiore. You Shook Me All Night Long è un grande esempio del suo modo di scrivere.
Lo “scolaretto del rock”, soprannome che si è guadagnato grazie al suo classico outfit dal vivo, ha una precisione nel playing e un timing davvero invidiabile. Anche se molti brani degli AC/DC girano sugli stessi tre o quattro accordi, il martellante suono di Angus, accompagnato dal compianto fratello Malcom, li hanno resi inconfondibili e riconoscibili dopo pochissime note. La loro firma è unica.
Per conoscere meglio questa straordinaria band e concentrarsi sul suono di Angus, Fabio ha consigliato l’ascolto degli album High Voltage (il primo in assoluto), Let There Be Rock e Highway To Hell, tutti realizzati con Bon Scott alla voce. Per il secondo periodo, quello con Brian Johnson, sicuramente Back In Black e For Those About To Rock, ma anche l’ultima fatica in studio, Power Up, merita un ascolto.
Angus e Malcom sono la bibbia della chitarra rock, con una compattezza ritmica e una solidità d’intenti che è difficile trovare in altre formazioni del genere. Sono il duo per eccellenza chitarra solista-chitarra ritmica e, senza dubbio, la scomparsa di Malcom è stata una perdita insostituibile per Angus. Con gli ultimi due concerti italiani del 2024 e del 2025 gli AC/DC e Angus hanno dimostrato ancora una volta come il loro sound sia immortale e in grado di parlare a moltissime generazioni, ulteriore conferma del successo della loro formula.
Continuate a seguirci per i prossimi episodi di Guitar Icons: quale chitarrista vorreste conoscere più da vicino?
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