Il 16 settembre del 1925 nasceva a Itta Bena nel Mississippi (USA) Riley B. King, universalmente conosciuto come B.B. King, chitarrista iconico e leggendario, una delle personalità musicali più influenti di tutti i tempi. Figura fondamentale per la storia del blues elettrico, in più di 60 anni di carriera B.B. ha calcato i palchi più importanti del mondo e suonato con innumerevoli artisti, pubblicando più di 40 dischi in studio, tra cui Riding with the King in collaborazione con Eric Clapton, il suo lavoro di maggior successo.

Scomparso il 14 maggio del 2015, all’età di 89 anni, in occasione dell’anniversario della nascita di questa icona della musica mondiale ricordiamo la sua figura e vi invitiamo ad ascoltare e imparare The Thrill Is Gone con l’aiuto di Paul e Matt di Guitar Tutorials!

B.B. King con la sua Gibson ES-335 “Lucille”

Chitarrista autodidatta, la caratteristica portante dello stile di B.B. è la presenza di parti soliste di chitarra alternate al cantato: si può quasi dire che non abbia mai suonato parti di accompagnamento nei suoi brani. Tra le tecniche chitarristiche preferite di B.B. sicuramente ricordiamo l’utilizzo di bending e il suo inconfondibile vibrato, oltre al picking staccato che ha influenzato molti chitarristi elettrici blues. 

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Ulteriori informazioni

Nel giorno dell’anniversario della sua nascita, ricordiamo uno dei King of the Blues (titolo che B.B. ha condiviso con Albert King e Freddie King) con una delle sue più grandi hit, The Thrill Is Gone.

L’album della svolta di B.B. King: Completely Well

È il 1969 quando B.B. King pubblica il suo diciassettesimo album in studio, Completely Well. Il chitarrista americano ha già alle spalle una carriera di 25 anni, con innumerevoli concerti realizzati e già 29 brani che hanno raggiunto la top 20 delle classifiche R&B, ma non è ancora riuscito ad entrare nelle classifiche pop. Con questo lavoro cambierà tutto e finalmente la sua popolarità inizierà a crescere, raggiungendo un pubblico molto più vasto e non limitato alla comunità afroamericana.

B.B. King live nel 1971

L’album contiene nove brani, di cui sei scritti da B.B. in collaborazione con altri autori. Il contenuto musicale è elevatissimo, con sonorità che hanno scritto la storia del genere e B.B. in forma smagliante, sia vocalmente che dal punto di vista strumentale: suona con gioia, come se si stesse divertendo, cantando al massimo della potenza. Anche la band non è da meno, infatti il chitarrista è qui accompagnato da Hugh McCracken alla chitarra ritmica, Paul Harris all’organo e al Fender Rhodes, Herbie Lovelle alla batteria e Jerry Jemmott al basso.

Da non dimenticare poi un altro elemento caratteristico del sound di questo disco, che fece storcere un po’ il naso ai puristi del blues: gli arrangiamenti di fiati e archi di Bert “Super Charts” DeCoteaux. Questi furono aggiunti dopo la registrazione per volere del produttore Bill Szymczyk, che in seguito lavorò ed ebbe grande successo anche con gli Eagles.

Ora è il momento di dedicarci al brano di chiusura del disco, che portò B.B. King alla posizione numero 15 della Billboard Hot 100: The Thrill Is Gone!

The Thrill Is Gone: un brano per un intero genere

The Thrill Is Gone è un brano composto da Roy Hawkins e Rick Darnell e pubblicato come singolo nel 1951, ma è stata la versione di B.B. ad immortalare il pezzo e consegnarlo alla storia come uno standard blues e uno dei brani più rappresentativi dell’intero genere.

Il brano è un classico blues in 12 battute in tonalità di Si minore e presenta gli arrangiamenti di archi a cui abbiamo fatto riferimento prima. Pubblicato come singolo nel dicembre del ‘69, divenne uno dei brani di maggior successo della carriera di B.B. e gli permise di vincere il Grammy Award nel 1970 per la miglior interpretazione vocale R&B maschile.

Il brano è stato in seguito interpretato anche da molti altri artisti. Solo per citarne alcuni, Aretha Franklin, Little Milton, i Jazz Crusaders, i Manhattan Transfer (con B.B ospite alla chitarra) e Christone “Kingfish” Ingram. Una delle versioni più memorabili resta però quella dello stesso B.B. contenuta nell’album Live In Cook County Jail: tutta la potenza e la passione della sua arte sono ancora perfettamente percepibili in questa registrazione del 10 settembre del 1970. Se fate attenzione, al termine del brano B.B. si rivolge al suo pubblico (poco più di 2000 detenuti, in prevalenza giovani afroamericani) ringraziandoli: “Lucille, that’s my guitar here, you know we feel very good today. Very, very good”.

La targa dedicata a B.B. King sulla Mississippi Blues Trail

La strumentazione utilizzato da King in quel concerto consisteva in una Gibson ES-355TD-SV della metà degli anni ’60 con circuito Varitone stereo e Maestro Vibrola (con il vibrato arm rimosso). Fu battezzata dal chitarrista “Lucille” come tutte le altre e divenuta poi una delle sue Lucille più famose. C’era poi una testata di preamplificazione Gibson LP-1 Les Paul con un amplificatore di potenza/cabinet a stato solido LP-2.
Lucille è tornata disponibile nel catalogo Custom Shop di Gibson, ma ad un prezzo molto elevato. In ogni caso, se volete utilizzare la chitarra del grande B.B., ne esiste anche una versione più economica, ma di ottima fattura, prodotta da Epiphone:

Epiphone B.B. King Lucille

Epiphone B.B. King Lucille

Valutazione dei clienti:
(21)

La vita di B.B. King è stata straordinaria e per questo vi consigliamo assolutamente di leggere la sua bellissima autobiografia, scritta in collaborazione con David Ritz, Blues All Around Me, per scoprire qualcosa in più di questo grandissimo personaggio.

Curiosità su B.B. King

B.B. King si chiamò così sin dalla nascita di Blues Boy King, compiuti i 24 anni, alla WDIA, un’emittente di Memphis, Mississippi. Curiosamente non fu come interprete ma come DJ, presentando le registrazioni di altri a un popolo di radioascoltatori neri, con la schiena spezzata da generazioni. Approfittava delle onde notturne per far suonare i suoi dischi fra le novità di altri e per annunciare i suoi concerti. In questo modo riuniva i suoi fedeli in posti di poco livello e nessuna fama, tra il fumo e l’alcol del post guerra del sud.

Lucille prese il nome da una bella donna, causa di una rissa nel baretto dove quella sera suonava King. In un posto sperduto dell’Arkansas, durante il freddo inverno del 1949, fra cazzotti e coltellate, un bidone di kerosene usato come riscaldamento cadde a terra e le fiamme fecero il resto. B.B. King scappò ma dimenticò la chitarra nel locale. Tornò indietro per strapparla alle fiamme e al suo ritorno scoprì il motivo della lite che originò l’incendio… Battezzò la sua chitarra Lucille -pare che la prima fosse una Fender Telecaster- per ricordarsi sempre di non ripetere mai una pazzia del genere.

Lunga vita al King of the Blues!

Una targa posta a Twist, in Arkansas, che ricorda la “nascita” della prima “Lucille”

Fonti delle immagini:

  • B.B. King con la sua Gibson ES-335 “Lucille”: Roland Godefroy, Le bluesman américain B.B. King en concert à Deauville (Normandie, France) en 1989, Link, CC BY 2.5
  • B.B. King live nel 1971: Heinrich Klaffs, B.B. King Live im Audimax der Uni Hamburg, November 1971, Link, CC BY-SA 2.0
  • La targa dedicata a B.B. King sulla Mississippi Blues Trail: Bdarby78, The Farish Street Neighborhood Historic District is a location where Black businesses flourished during the period of legal segregation. B.B. King’s marker on the Mississippi Blues Trail, Link, CC BY-SA 4.0
  • Una targa posta a Twist, in Arkansas, che ricorda la “nascita” della prima “Lucille”: Thomas R Machnitzki, Twist, Arkansas. BB King marker, Link, CC BY 3.0

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Riccardo Yuri Carlucci
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