Si Eric Clapton è quasi stato stato sparato e questa è la storia che lui stesso racconta. Una notte a Honolulu, un hotel alto decine di piani, e una sequenza di gesti così estremi da sembrare irreali. Non è una leggenda urbana: è un racconto scritto nero su bianco. Ma cosa successe davvero?

Ancora una notte di eccessi ha portato all' episodio che Eric Clapton stesso racconta in cui per uno scherzo è quasi stato sparato
Eric Clapton è quasi stato sparato, la vera storia – © Stoned59, link,  CC BY 2.0

L’episodio raccontato nel memoir

Nel suo libro Clapton, Eric Clapton descrive un episodio avvenuto durante uno dei periodi più difficili della sua vita. La scena è ambientata a Honolulu, in un hotel. Il chitarrista racconta di essersi trovato in stato di forte alterazione, con pochissimi vestiti addosso, mentre si muoveva lungo i balconi dell’edificio, e con una katana addosso.

Secondo il suo stesso racconto, l’obiettivo era raggiungere la stanza di un membro della band per spaventarlo. Un gesto che, nelle sue intenzioni, doveva essere uno scherzo, ma che nella realtà si trasformò in una situazione estremamente pericolosa.

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“Scoprii che il mio batterista aveva rimorchiato una ragazza così decisi di rovinargli la festa e fargli uno spavento. Avevo con me la katana, indossai i pantaloni del pigiama e mi arrampicai sulla ringhiera del balcone”

“Quando entrai nella sua stanza si infuriò”.

La presenza di un’arma, una katana, e il fatto di trovarsi sospeso a grande altezza contribuirono a rendere l’episodio ancora più rischioso. La scena attirò l’attenzione e portò a un possibile intervento delle forze dell’ordine.

“Fummo distratti da qualcuno che bussava alla porta, e quando aprì, c’erano due tizi armati che puntavano le pistole verso la porta, in posizione di tiro.”
“Qualcuno mi aveva visto sul cornicione e pensando fossi un assassino aveva chiamato la polizia”

Gli anni più difficili di Slowhand

Il racconto si inserisce nel periodo più turbolento della carriera di Eric Clapton, tra anni ’70 e primi anni ’80, segnato da abuso di alcol e dipendenze. È una fase documentata da diverse fonti biografiche e spesso citata come uno dei momenti più complessi della sua vita personale e artistica.

Nel memoir, questo tipo di episodi emerge come parte di un quadro più ampio. Non si tratta di un caso isolato, ma di una testimonianza diretta del livello di instabilità raggiunto in quegli anni.

Cosa dice oggi questa storia

Negli ultimi tempi, l’episodio è tornato a circolare online, rilanciato da contenuti virali e discussioni sui social. Il motivo è semplice: mette in forte contrasto l’immagine iconica di Eric Clapton con un momento di perdita totale di controllo.

Questo tipo di storie continua ad attirare attenzione perché contribuisce a ridefinire la percezione pubblica delle grandi figure del rock, mostrando il lato umano e spesso autodistruttivo dietro il mito.

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Reazioni e interpretazioni

La storia divide. Da una parte c’è chi la legge come un esempio estremo della cultura rock di quegli anni. Dall’altra, emerge una riflessione più critica sul prezzo personale pagato da molti artisti.

L’episodio è raccontato nella autobiografia di Eric Clapton intitolata Clapton, lettura che consiglio anche a chi non è amante di Slowhand, così come non lo ero io prima di leggere il libro.

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Giuseppe Ruocco