All’inizio l’automobile era una magia rumorosa: cavalli, tanta meccanica a vista e l’idea che la velocità potesse diventare uno stile di vita. Poi sono arrivati i decenni delle icone: Le Mans, le carrozzerie scolpite, i motori che suonano come strumenti. A quel punto, era inevitabile che il rock se ne innamorasse. Perché alcune rockstar collezionano chitarre, ma altre collezionano auto per lo stesso motivo: sono oggetti che raccontano chi sei. Qui sotto vi parleremo delle collezioni più spettacolari del rock, tra rarità da museo, supercar leggendarie e curiosità da raccontare ad alto volume.

1. Nick Mason (Pink Floyd)
Da Pompei a Le Mans
La passione per i motori di Nick Mason non nasce per caso: è una storia di famiglia. Da ragazzo cresce con l’odore di officina nell’aria, perché suo padre era un pilota: quell’esposizione precoce gli accende una scintilla che non si spegnerà più. Da lì in poi, Mason diventa molto più di un semplice collezionista: è un pilota vero, uno che le auto le compra, le restaura, ma soprattutto le guida. Oggi, il suo universo ruota attorno alla scuderia Ten Tenths, un nome che per gli appassionati suona come una promessa: auto da corsa storiche, raduni d’élite, eventi dove non vai per farti vedere, ma per stare in mezzo alla storia dell’automobilismo. E nel suo garage convivono rarità che sembrano uscite da epoche diverse: dalle primissime vetture dei pionieri, fino alle icone da endurance e delle leggende della pista.
Il garage di Nick (pezzi simbolo da citare)
- Ferrari 250 GTO: la punta di diamante della sua collezione)
- Ferrari 512S: una delle Ferrari da corsa più iconiche della sua epoca; spesso citata anche per il legame “cinematografico” con Le Mans.
- Ferrari F40
- Ferrari GTB/4 Daytona
- Ferrari 250 MM
- Ferrari LaFerrari: la “nota moderna” in mezzo a tante leggende analogiche.
- Bugatti Type 35B
- Maserati 250F
- Maserati Tipo 61 “Birdcage”
- Jaguar D-Type
- McLaren F1 GTR
- Porsche 962C: citata anche come pezzo di valore storico legato a Le Mans.
- Ferrari 512 BB/LM: nella sua orbita da anni: una delle “belve” endurance più affascinanti, di cui Nick parla qui.
Curiosità dal Box:
- In uno degli episodi più belli di Brian Johnson: A Life on the Road, Mason porta il cantante degli AC/DC nel “santuario” Ten Tenths, nelle campagne inglesi (arrivando persino in elicottero): un garage-museo con oltre 60 auto da corsa d’epoca. Tra i pezzi citati compaiono una Panhard del 1901, una Bugatti degli anni ’20 e diverse auto da competizione (Aston Martin, McLaren, Ferrari, Maserati). Il momento da pelle d’oca è quando Mason porta Johnson a fare un giro sul suo gioiello: la Ferrari 250 GTO, entrata nell’Olimpo delle auto più preziose al mondo.
- Mason è diventato davvero pilota oltre che collezionista, partecipando a eventi culto come Goodwood Revival e Monaco Historic Grand Prix. E sì, ha anche assaggiato la leggenda: più presenze alla 24 Ore di Le Mans, al volante di auto non solo simboliche, ma vere belve, come Ferrari 512 BB/LM e Porsche 962.
2. Jay Kay (Jamiroquai)
Il collezionista funk che compra “unicorni” su quattro ruote
Jay Kay vive le auto come vive la musica: con istinto, estetica e voglia di scena. In un’intervista ha definito il suo rapporto con i motori una sorta di “love-hate relationship”. Questo perché, quando la passione è vera, le auto non sono soprammobili, ma scelte che ti complicano la vita e te la rendono più bella allo stesso tempo. E, nel suo caso, ogni macchina sembra pensata per un’entrata memorabile: supercar e classiche di culto che non puntano solo sui cavalli, ma su presenza, carisma e “effetto videoclip”.
Il garage (pezzi simbolo da citare)
- Ferrari 330 GT Vignale Shooting Brake (one-off): una Ferrari unica, fuori da ogni schema, diventata uno dei simboli assoluti del “garage Jay Kay”.
- Ferrari F40
- Ferrari LaFerrari “signal green”
- Ferrari Enzo (nera)
- Ferrari 365 GT4 Berlinetta Boxer
- Ferrari F12tdf
- Lamborghini Miura (SV)
- Lamborghini Diablo SE30 (la “Cosmic Girl car”): la Diablo viola entrata nella mitologia pop grazie al videoclip.
- Mercedes-Benz 600 Pullman
- Aston Martin DB6 Volante
- Maserati A6G/2000 Frua
- Fiat Abarth 1000
Curiosità dal box:
- Record in Top Gear: Jay Kay è stato una specie di boss finale dello “Star in a Reasonably Priced Car”. Ha fatto segnare 1:45.81 con la Chevrolet Lacetti, restando in cima alla classifica della Lacetti (con Brian Johnson subito dietro).
3. Brian Johnson (AC/DC)
Brian Johnson è uno di quei rocker che, quando parla di macchine, non sembra mai uno che “colleziona per status”: sembra uno che ci è cresciuto dentro. Il suo gusto è britannico e concreto: classiche con carattere, qualche pezzo da gran turismo, e un debole evidente per tutto ciò che profuma di motorsport vero. Non a caso ha portato questa passione anche in TV, raccontando l’automobilismo con lo stesso entusiasmo con cui si racconta un concerto degli AC/DC.
Il garage (pezzi simbolo da citare)
- Bentley 4½ Litre Vanden Plas 1928 (“Thunder Guts”): la sua classica più iconica. Enorme, teatrale, con un nome che è già un manifesto.
- Rolls-Royce Phantom
- Audi R8
- Lola T70 Mk1 (1965): una vera auto da corsa: non “vintage da salotto”, ma roba da pista seria.
- Jaguar F-Type Project 7
- Ferrari 458 Italia
- Bentley Continental Supersports
- Citroën DS23 Pallas (1973)
- Range Rover
Curiosità dal box
- Anche lui è stato ospite a Top Gear nello “Star in a Reasonably Priced Car” e ha fatto segnare un tempo rimasto famoso: 1:45.85 con la Chevrolet Lacetti, praticamente incollato al record di Jay Kay (1:45.81).
- L’aneddoto più assurdo (e molto “motorsport”): Johnson ha raccontato che parte dei suoi problemi di udito non derivano solo dalla musica, ma da un episodio in pista senza tappi/protezioni adeguate, quando sentì l’orecchio “cedere” (il classico “pop”), con conseguenze importanti.
4. Eric Clapton
“Slowhand”, ma col piede pesante
Se c’è una rockstar che ha trasformato la passione per le auto in una storia d’amore coerente e riconoscibile, quella è Eric Clapton. Il suo nome è praticamente sinonimo di Ferrari: non tanto per “quante” ne ha avute, ma per quali e per come le ha vissute nel tempo. La scintilla, raccontata spesso nelle ricostruzioni sulla sua collezione, nasce anche grazie all’influenza dell’amico George Harrison e da lì Clapton inizia a inseguire una linea precisa: grand tourer classiche, supercar iconiche e pezzi speciali, fino ad arrivare al punto massimo del collezionismo moderno: una Ferrari costruita su misura per lui.
Il garage (pezzi simbolo da citare)
- Ferrari SP12 EC (one-off): esemplare unico creato per lui, con “EC” nel nome.
- Ferrari 512 BB / Berlinetta Boxer: una delle Ferrari più “Clapton” in assoluto, amata per linea e carattere old school.
- Ferrari 250 GT Lusso: la GT classica per eccellenza, eleganza pura.
- Ferrari Dino 206 GT: l’icona leggera e romantica della famiglia Dino.
- Ferrari F40
- Ferrari Enzo
- Ferrari 599 GTB Fiorano
- Ferrari 612 Scaglietti
- Ferrari 365 GTC: sapore anni ’60/’70, da collezionista vero.
- Ferrari 550 Barchetta Pininfarina
Curiosità dal box
- La Ferrari con le sue iniziali esiste davvero: la SP12 EC è un esemplare unico commissionato da Clapton, annunciato pubblicamente e descritto come progetto su misura, con design seguito dal Centro Stile Ferrari insieme a Pininfarina.
5. Rod Stewart
“Da Ya Think I’m Sexy?” Sì, e anche il suo garage
Rod Stewart è probabilmente la rockstar più “cinematografica” da mettere in chiusura: la sua collezione è un best-of di supercar e classiche che sembrano uscite da un poster anni ’70/’80. Nel tempo il suo parco auto è stato anche molto dinamico (comprare, vendere, mettere all’asta), ma il filo rosso è chiarissimo: Lamborghini e Ferrari a palate, più qualche chicca da intenditore.
Il garage (pezzi simbolo da citare)
- Lamborghini Miura SV (1972)
- Lamborghini Miura P400 S (1971)
- Lamborghini Countach LP400 “Periscopio” (1977)
- Lamborghini Diablo (1991)
- Lamborghini Gallardo Spyder
- Ferrari 458 Italia / 458 Spider
- Ferrari 365 GTB/4 Daytona (Spyder conversion, 1973)
- Ferrari F40
- Rolls-Royce Ghost EWB (2013)
- Rolls-Royce 20/25hp Limousine (1934)
Curiosità dal box
- Nel 2024 Stewart ha detto apertamente che sta valutando di liberarsi di diverse sportive italiane (Ferrari e Lamborghini) perché, tra buche e strade rovinate vicino casa, non riesce più a godersela senza ansia. Opere d’arte che rischiano di diventare solo soprammobili.
Bonus. Billy Gibbons (ZZ Top)
Barbe, blues e hot rod: “slow” solo sul groove
Billy Gibbons è una rockstar diversa dalle altre: se molti puntano su Ferrari e hypercar, lui è l’uomo delle custom americane, delle hot rod costruite come chitarre “su misura”. La sua collezione è praticamente un’estensione dell’estetica ZZ Top: cromature, vernici folli, proporzioni esagerate e quell’aria da “Texas museum on wheels”. Alcune sue auto sono diventate icone pop grazie ai videoclip dell’album Eliminator e alla cultura MTV anni ’80.
Il garage (pezzi simbolo da citare)
- 1948 Cadillac Series 62 Sedanette “CadZZilla”: custom leggendaria costruita da Boyd Coddington. Per molti è “la” show car definitiva di Gibbons.
- 1933 Ford Coupe “Eliminator”: la hot rod più famosa del rock, diventata star nei video e simbolo dell’era Eliminator.
- 1962 Chevrolet Impala SS “Slampala”: low & slow, sospensioni e stile da boulevard cruiser (ma con presenza scenica enorme).
- 1950 Ford “Kopperhed”: altro custom iconico nella sua “scuderia” hot rod.
- 1934 Ford 3-Window Coupe “Bad Little Sister”: definita dallo stesso Gibbons “la sorellina cattiva” dell’Eliminator.
Curiosità dal box
- L’Eliminator non è diventata famosa perché “è rara”, ma perché è entrata nella cultura pop: negli anni ’80 era impossibile accendere MTV senza incrociarla almeno una volta.
- Il nome “CadZZilla” è già una dichiarazione d’intenti: unisce Cadillac + ZZ Top + Godzilla, e infatti la macchina è proprio una creatura “mostruosa” (in senso buono), progettata per far girare la testa anche a chi non sa nulla di hot rod.
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