Ci sono periodi nella storia della chitarra che si portano dietro una reputazione difficile da scalfire. La Norlin Era di Gibson è sicuramente uno di questi. Per anni ho sentito dire sempre le stesse cose: chitarre pesanti, costruzione discutibile, qualità mediocre, lontane anni luce dalle Les Paul “vere”, quelle degli anni ’50.

Poi però succede una cosa molto semplice: inizi a provarle davvero. Ed è esattamente quello che abbiamo fatto io e Fabio Vitiello.

Stai visualizzando un contenuto segnaposto da YouTube. Per accedere al contenuto effettivo, clicca sul pulsante sottostante. Si prega di notare che in questo modo si condividono i dati con provider di terze parti.

Ulteriori informazioni

In questo articolo vi racconto cosa significa poter toccare e provare 8 favolose Les Paul e farsi davvero un’idea su un periodo controverso. Buona lettura!

ANNUNCIO

Mettere da parte i pregiudizi

Quando abbiamo iniziato a lavorare a questo video per Planet Guitar, ci siamo detti una cosa molto chiara: niente teoria, niente forum, niente leggende. Solo chitarre, occhi, tatto e soprattutto orecchie.

Abbiamo messo insieme una selezione che, secondo me, racconta perfettamente l’evoluzione di quegli anni:

  • una Les Paul Custom del 1968, quindi appena prima della Norlin
  • una Custom del 1973 Cherry
  • una Custom del 1976 nera a tre pickup
  • una Deluxe Goldtop del 1978
  • una Standard del 1979 modificata con pickup Seymour Duncan
  • una Artist del 1980
  • una Custom del 1983 White
  • e infine una Custom del 1987, quindi già fuori dalla Norlin Era

Già solo averle tutte davanti, una accanto all’altra, è stata un’esperienza incredibile.

Ci tengo a ringraziare Gio Frigo di Rocker TV, Max Numa e Stefano Cesana per averci prestato queste magnifiche chitarre!

Affiliate Links
Gibson Les Paul Custom 70s Tobacco B
Gibson Les Paul Custom 70s Tobacco B
Valutazione dei clienti:
(1)

Il punto di riferimento: la Custom del ’68

Partire dalla Custom del 1968 è stato fondamentale. È la chitarra che ti rimette subito in testa quel suono lì: caldo ma brillante, tridimensionale, quasi “elastico” sotto le dita.

La senti vibrare addosso, reagisce a ogni minima variazione del tocco. I pickup sono, come si suol dire, “scarichi” quindi con un output controllato e poca propensione alla saturazione.

Rispetto alle Black Beauty degli anni 50 ha il top in acero che le conferisce più punta e brillantezza.

È, in un certo senso, il punto zero perfetto per lo scopo di questo contenuto!

E proprio per questo, appena passi alla 1973… capisci subito che qualcosa è cambiato.

Affiliate Links
Gibson Les Paul 68 Custom Reissue EB
Gibson Les Paul 68 Custom Reissue EB
Valutazione dei clienti:
(16)

Quando Gibson cambia approccio

Nel 1969 Gibson viene acquisita dalla Norlin Corporation e, da lì in poi, l’approccio diventa molto più industriale. Non è solo una questione di numeri. È proprio il modo di costruire lo strumento che cambia.

ANNUNCIO

Con Fabio ci siamo soffermati su alcuni dettagli che, dal vivo, fanno davvero la differenza.

La famosa voluta dietro la paletta, per esempio: esteticamente può non piacere, ma quando la guardi bene capisci subito che ha una funzione precisa. È lì per rinforzare uno dei punti più fragili della chitarra. All’inizio era sobria, aumentando di volume nel corso degli anni.

Poi c’è il manico a tre pezzi. Inizialmente in mogano (fino a circa il 1974) poi in acero.

Il cambio di legno si percepisce eccome! Già al tatto è diverso. Più rigido, più “fermo”. E infatti il suono cambia: più attacco, più definizione, meno morbidezza rispetto al mogano.

E infine il famoso pancake body, che sulle prime Norlin si vede chiaramente.

Una costruzione a strati che rende lo strumento più massiccio, più stabile… e sì, anche più pesante.

Il momento in cui inizi a “sentire” la Norlin

La cosa interessante è che tutte queste differenze non sono solo teoriche. Le senti subito.

La Custom del ’73, ad esempio, è stata una rivelazione. Ha un attacco molto più deciso rispetto alla ’68, e un sustain più duraturo. Meno “aria”, sì… ma una presenza incredibile nel mix. I pick up T-Top possono essere spinti di più, garantendo una saturazione più corposa e marcata.

La 1976 a tre pickup, poi, è puro anni ’70 con un peso intorno ai 5kg e un’eleganza da togliere il fiato. Ha quel suono grosso, pieno, quasi arrogante. La suoni e capisci subito perché funzionava così bene sui palchi grandi.

E qui Fabio si è gasato parecchio.

La sorpresa: la Deluxe del ’78

Se devo essere sincero, una delle chitarre che mi ha sorpreso di più è stata la Deluxe Goldtop del 1978. Body pancake, voluta molto vistosa, manico in acero in tre pezzi e una bella finitura dorata.

I mini-humbucker hanno qualcosa di particolare.

Sono più stretti, più definiti, quasi più “precisi” sotto le dita.

L’ho suonata portandola da ritmiche crunch a fraseggi blues rock e devo dire che ha tirato fuori un carattere incredibile.

Meno grossa di una Custom, ma molto più focalizzata.

Affiliate Links
Gibson Les Paul Deluxe 70s GT
Gibson Les Paul Deluxe 70s GT Nessuna valutazione del cliente ancora disponibile

Quando cambi i pickup… cambia tutto

La Standard del ’79 con i pickup Seymour Duncan è stata un esempio perfetto. Stessa chitarra, ma un altro mondo.

Più output, più spinta, più modernità.

Ma allo stesso tempo perdi un po’ di quel carattere tipico Norlin.

È stato interessante perché ci ha fatto capire quanto l’elettronica, in questi strumenti, conti davvero tanto.

Tra esperimenti e transizione: la Artist e le ’80s

La Les Paul Artist del 1980 è davvero una chicca. Elettronica attiva, controlli complessi… Onestamente? Sembra arrivare dal futuro rispetto alle altre. Non è una chitarra immediata, ma è affascinante proprio per questo.

Con la Custom dell’83, invece, inizi già a sentire un cambiamento. C’è più equilibrio, meno rigidità.

E quando passi alla Custom del 1987, capisci chiaramente che Gibson sta andando in un’altra direzione. È più vicina alle Les Paul moderne, sia come feel che come risposta.

Affiliate Links
Gibson Les Paul Custom 70s BC Top
Gibson Les Paul Custom 70s BC Top
Valutazione dei clienti:
(2)

Sì, ma poi nella musica vera?

E qui arriviamo alla parte più importante.

Perché possiamo parlare quanto vogliamo di legni, costruzione, pickup…

ma poi conta una cosa sola: come suonano nei dischi. E le Norlin sono ovunque.

Basta pensare a Randy Rhoads su Blizzard of Ozz, oppure a Mick Ronson con The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars, o ancora a Ace Frehley nei live dei Kiss.

Quello è il suono della Norlin Era. Ed è tutto tranne che “sbagliato”.

Affiliate Links
Gibson Les Paul Custom 70s Ebony
Gibson Les Paul Custom 70s Ebony
Valutazione dei clienti:
(7)

Alla fine, la verità è semplice

Dopo averle suonate tutte, io e Fabio siamo arrivati a una conclusione molto semplice.

Le Les Paul Norlin non sono una copia delle ’50s. E non devono esserlo.

Sono strumenti diversi, con:

  • più attacco
  • più compressione
  • più sustain lineare

Meno romantiche, forse, ma incredibilmente efficaci. 

Conclusione

Abbiamo iniziato questo viaggio pensando di rivalutare un periodo sottovalutato. Lo abbiamo finito con una convinzione ancora più forte.

La Norlin Era non è un errore nella storia Gibson. È un capitolo con una sua identità precisa. Fatto di chitarre pesanti, sì. Ma anche di suoni enormi, palchi giganteschi e dischi che hanno fatto la storia.

Il consiglio, come sempre, è uno solo:

lasciate perdere le etichette… e provatele. Poi, magari, ne riparliamo.

Contenuti Correlati

* Questo post contiene link affiliati e/o widget. Quando acquistate un prodotto tramite un nostro partner affiliato, riceviamo una piccola commissione che ci aiuta a sostenere il nostro lavoro. Non preoccupatevi, pagherete lo stesso prezzo. Grazie per il vostro sostegno!

Matteo Bidoglia