Mentre Jimmy Page e Robert Plant suonavano, Jeff Buckley non era tra il pubblico. Ben Harper lo cercava tra gli spettatori, senza riuscire a trovarlo. Quando alzò lo sguardo, vide il suo amico arrampicato sulle impalcature accanto al palco, a un’altezza impressionante. È uno degli episodi più incredibili della storia di Jeff Buckley, raccontato da Harper nel documentario dedicato al cantautore. E dietro quella scena c’era una passione per i Led Zeppelin che accompagnava Buckley fin dall’infanzia.

Jeff Buckley si arrampicò sulle impalcature durante il concerto di Page e Plant
© Immagine creata con IA

Jeff Buckley si arrampicò sulle impalcature durante il concerto di Page e Plant

La scena risale al 9 luglio 1995, durante l’edizione di quell’anno del festival Les Eurockéennes, organizzato a Belfort, in Francia.

Nel cartellone della giornata figuravano sia Jeff Buckley sia Ben Harper, insieme a numerosi altri artisti. Tra gli ospiti più attesi c’erano Jimmy Page e Robert Plant, che in quel periodo si esibivano insieme dopo la fine dell’esperienza dei Led Zeppelin.

I due musicisti erano gli idoli di Buckley e Harper, che avevano deciso di ritrovarsi per assistere alla loro esibizione.

Quando Page e Plant salirono sul palco, però, Harper non riuscì più a trovare l’amico tra il pubblico. Continuò a cercarlo mentre il concerto andava avanti, finché non decise di guardare verso l’alto.

Fu allora che vide Buckley arrampicato sulle impalcature accanto al palco, sospeso a un’altezza impressionante e completamente immerso nella musica.

Ben Harper racconta la scena nel documentario su Jeff Buckley

L’episodio è stato ricordato da Ben Harper nel documentario It’s Never Over, Jeff Buckley, diretto da Amy Berg e presentato al Sundance Film Festival nel 2025.

Durante la presentazione del film, Harper ha ripercorso quella scena, sottolineando quanto fosse incredibile ciò a cui aveva assistito.

«Ancora oggi è una delle cose più impensabili e incredibili che abbia mai visto durante un concerto rock»

Nel documentario emerge anche un altro particolare: Buckley si era talmente lasciato coinvolgere dalla musica da sembrare completamente attraversato da ogni nota. A un certo punto guardò verso il basso, individuò Harper e gli fece cenno di raggiungerlo insieme agli altri amici.

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Ulteriori informazioni

Physical Graffiti fu il primo album di Jeff Buckley

Quella passione per i Led Zeppelin non era nata durante il festival francese: Jeff Buckley era cresciuto ascoltando la band di Page e Plant e considerava il gruppo uno dei riferimenti fondamentali della propria formazione musicale.

In un’intervista, alla domanda sulle sue principali influenze musicali, Jeff Buckley rispose: «Amore, rabbia, depressione, gioia… e i Led Zeppelin».

Il primo album che possedette fu proprio Physical Graffiti, il doppio disco pubblicato dai Led Zeppelin nel 1975. A regalarglielo fu il patrigno Ron Moorhead, quando Jeff era ancora bambino.

Il legame tra quell’ascolto e la sua successiva vocazione musicale è particolarmente significativo. Physical Graffiti rappresentava infatti un’introduzione a un universo sonoro fatto di hard rock, sperimentazione, dinamiche e arrangiamenti che avrebbero contribuito ad ampliare i suoi orizzonti musicali.

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Giuseppe Ruocco