Jimmy Page non acquistò Boleskine House soltanto per possedere una villa isolata sulle rive del Loch Ness. Nel 1970, o secondo altre fonti nel 1971, il chitarrista dei Led Zeppelin entrò in possesso di una proprietà legata a una delle figure più controverse dell’occultismo, Aleister Crowley. Da quel momento Boleskine sarebbe diventata parte integrante dell’immaginario più enigmatico di Page. Ma dietro la fama di casa maledetta esiste una storia molto più complessa, fatta di rituali realmente praticati, testimonianze personali e leggende che non possono essere trasformate in fatti.

La casa di Crowley, Jimmy Page, Malcolm Dent e la scena dell'Eremita: la storia di Boleskine oltre la leggenda della maledizione.
Jimmy Page, i Led Zeppelin e la maledizione di Boleskine – Immagine generata con AI

La storia di Boleskine House

Boleskine House si trova sulla sponda sud orientale del Loch Ness, tra Foyers e Inverfarigaig. La proprietà fu costruita nel XVIII secolo sul sito di una chiesa in rovina e, molto prima dell’arrivo di Aleister Crowley, era già circondata da racconti soprannaturali. La National Library of Scotland cita leggende relative a cadaveri rianimati, incendi misteriosi e presenze associate alla storia della casa.

Nel 1899 arrivò Aleister Crowley, che acquistò Boleskine e la trasformò nel proprio rifugio sulle Highlands. La scelta della posizione non fu casuale. Crowley cercava un luogo isolato che rispondesse alle esigenze della sua pratica rituale.

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Il rituale di Abramelin e la leggenda dei demoni

È qui che la storia diventa particolarmente interessante.

Crowley praticò a Boleskine quella che chiamava la propria Operation of the Sacred Magick of Abramelin the Mage. Non era semplicemente un rituale destinato a evocare demoni, come spesso viene raccontato nelle versioni più sensazionalistiche della storia.

Secondo la National Library of Scotland, l’operazione aveva come obiettivo il contatto con il proprio Angelo Custode, ma comprendeva anche la successiva evocazione dei dodici Re e Duchi dell’Inferno. Il rituale richiedeva inoltre un lungo periodo di disciplina, astinenza e isolamento.

Crowley interruppe però l’operazione quando fu chiamato a Parigi per altre questioni legate all’occultismo. Nelle sue Confessions avrebbe poi raccontato in tono tutt’altro che neutrale che gli spiriti legati all’operazione avrebbero trasformato Boleskine nel loro quartier generale durante la sua assenza.

Jimmy Page entra nella storia

Decenni dopo, la casa attirò l’attenzione di Jimmy Page, già profondamente interessato a Crowley e al suo lavoro. Il chitarrista la acquistò tra il ’70 e il ’71.

Page cercò di restaurare la proprietà e di riportarla in parte all’atmosfera dell’epoca di Crowley. Ma, nonostante la fascinazione per il luogo, il chitarrista trascorse relativamente poco tempo a Boleskine. A occuparsi concretamente della proprietà fu soprattutto Malcolm Dent.

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Malcolm Dent e gli episodi inspiegabili

La testimonianza di Dent è uno degli elementi più utilizzati per alimentare la reputazione paranormale di Boleskine.

Dent era inizialmente scettico nei confronti del soprannaturale. Durante la sua permanenza raccontò però rumori inspiegabili, porte che si aprivano o sbattevano apparentemente senza motivo e altri episodi che non riusciva a ricondurre immediatamente a una causa normale.

Ovviamente questo non dimostra la presenza di spiriti, demoni o forze soprannaturali, ma è un’ulteriore testimonianza di quello che accadeva in quella casa.

La montagna di The Song Remains the Same

Il legame tra Boleskine e la carriera di Jimmy Page diventa ancora più evidente nel 1973.

Per The Song Remains the Same, il film dei Led Zeppelin pubblicato nel 1976, Page realizzò una sequenza fantasy nella quale scala una montagna e incontra una figura di eremita. Le riprese della sequenza furono effettuate nei pressi di Boleskine House, sul Loch Ness.

La scelta non può essere separata dall’immaginario esoterico di Page. La figura dell’eremita, inoltre, richiama il tema della ricerca della conoscenza e della rivelazione, perfettamente coerente con l’universo simbolico costruito dal chitarrista.

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E la presunta maledizione dei Led Zeppelin?

È qui che bisogna fermarsi prima di trasformare una leggenda in una notizia.

È un fatto che nel corso degli anni ’70 i Led Zeppelin abbiano vissuto una serie di brutti eventi come l’incidente di Robert Plant, la morte di suo figlio e infine la morte di John Bonam nel 1980.

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Inutile dirlo, mon è un fatto che questi eventi siano collegati agli spiriti e ai demoni della Boleskine House di Jimmy Page.

Boleskine aveva già una reputazione inquietante prima di Jimmy Page. Crowley contribuì ulteriormente alla sua fama attraverso i propri racconti. Page era realmente affascinato da Crowley e utilizzò proprio l’area della casa per una delle sequenze più simboliche della sua carriera.

La cosiddetta maledizione è quindi meglio considerata come una costruzione mitologica nata dall’accostamento di eventi reali, racconti paranormali e dalla stessa fascinazione esoterica di Page.

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Giuseppe Ruocco
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