Un documento rimasto nascosto per anni riporta alla luce una voce rarissima: quella di John Deacon, il membro più riservato dei Queen. In questa intervista degli anni ’80, oggi restaurata, il bassista racconta senza filtri ciò che accadeva davvero dentro la band nel pieno del successo. Non solo musica e trionfi, ma tensioni continue, equilibri fragili e momenti decisivi che hanno segnato la storia del rock.

Il video ritrovato
L’intervista a John Deacon arriva da una registrazione originale trasmessa su Music Box, emittente televisiva molto influente tra Europa e Asia negli anni ’80. Il filmato, rimasto fuori circolazione per lungo tempo, è stato recentemente restaurato e diffuso, riportando l’attenzione su una testimonianza diretta e rara.
Si tratta di un documento prezioso perché offre uno sguardo interno su una delle band più importanti del rock, raccontato da chi ha sempre scelto di restare lontano dai riflettori.
Cosa rivela Deacon sui Queen
Nel corso della conversazione, John Deacon descrive i Queen come un gruppo unito ma attraversato da tensioni costanti. Quello che emerge non è un racconto idealizzato, ma una realtà fatta di confronti accesi, personalità forti e difficoltà nel mantenere l’equilibrio nel tempo.
Litigi e rapporti interni
Secondo John Deacon, le discussioni nei Queen erano frequenti e potevano nascere su qualsiasi cosa. A volte per questioni importanti, altre per dettagli minimi. Il bassista racconta come le dinamiche interne cambiassero continuamente, con confronti che potevano coinvolgere chiunque in momenti diversi.
Sottolinea anche quanto fosse complesso lavorare con personalità molto forti come Freddie Mercury, Brian May e Roger Taylor, evidenziando come questo equilibrio precario fosse allo stesso tempo una difficoltà e una parte integrante dell’identità del gruppo.
Il lavoro con David Bowie
Uno dei passaggi più interessanti riguarda la collaborazione con David Bowie per Under Pressure. Deacon descrive un processo creativo nato in studio in modo spontaneo, ma sviluppatosi tra momenti di forte direzione artistica.
Racconta come Bowie avesse un approccio molto deciso durante le sessioni, arrivando a indicare direttamente come suonare alcune parti. Un atteggiamento che non tutti nella band accolsero allo stesso modo, ma che contribuì alla costruzione del brano.
Il Live Aid e i videoclip dei Queen
Parlando del Live Aid, Deacon spiega che i Queen non salirono sul palco con l’idea di dominare l’evento, ma con l’obiettivo di costruire una performance efficace nei pochi minuti a disposizione. La band preparò il set come una sintesi del proprio repertorio, concentrando l’energia in una sorta di mini concerto.
L’intervista tocca anche il tema dei videoclip, da Radio Ga Ga a I Want to Break Free. Deacon evidenzia come ogni progetto fosse affrontato in modo diverso, con livelli di coinvolgimento variabili tra i membri della band. In alcuni casi, le idee arrivavano soprattutto da altri componenti, mentre lui stesso ammette di sentirsi meno coinvolto nella parte creativa visiva.
Perché questa intervista conta oggi
A distanza di decenni, questa testimonianza restituisce un’immagine più completa dei Queen. Non solo una macchina perfetta capace di riempire stadi, ma un gruppo umano, fatto di contrasti, compromessi e visioni diverse.
Il valore del filmato sta proprio nella sua autenticità: non è un racconto costruito a posteriori, ma una fotografia diretta di come la band viveva e lavorava negli anni ’80. Un punto di vista raro, che aiuta a capire meglio cosa si nascondeva dietro alcune delle pagine più iconiche della storia del rock.
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