C’era una canzone pronta a diventare uno dei momenti più potenti dell’ultimo concerto di Ozzy Osbourne. Era stata provata, era in scaletta, e tutto sembrava pronto. Poi, poche ore prima di salire sul palco, qualcosa è cambiato. A raccontarlo è Zakk Wylde, che ha svelato un dettaglio rimasto finora fuori dai riflettori e che cambia il punto di vista su quell’evento.

Il dettaglio nascosto rivelato da Zakk Wylde
Durante un intervento nel podcast Vinyl Guide, Zakk Wylde ha raccontato cosa era previsto per il concerto Back to the Beginning, l’ultimo show di Ozzy Osbourne.
Secondo il chitarrista, uno dei brani chiave della scaletta doveva essere No More Tears. Il pezzo non era solo un’idea, ma era stato effettivamente preparato e provato con la band.
“Sì, stavamo per fare No More Tears. Oz diceva: se me la sento, se riesco a farla, faremo No More Tears.“
La setlist prevista vs quella reale
Le prove avevano confermato la presenza del brano. La band si era preparata per inserirlo nel momento centrale dello show, rendendolo uno dei punti più forti del concerto.
Ma il giorno stesso dell’esibizione, la scaletta è cambiata.
Al posto di No More Tears, la scelta è ricaduta su Mama I’m Coming Home, seguita dalla chiusura con Crazy Train. Due brani simbolici, ma con un peso emotivo e tecnico diverso rispetto a quello escluso.

La decisione dell’ultimo minuto
A spiegare il cambio scaletta è stato lo stesso Zakk Wylde, raccontando un momento poco prima dello show.
“Quel giorno, mentre mi guardava, mi ha detto: no, Zakk. Faremo solo Mama I’m Coming Home. E poi chiuderemo con Crazy Train.“
La decisione è stata presa poi direttamente da Ozzy Osbourne, senza ulteriori spiegazioni pubbliche. Nessun dettaglio tecnico o fisico è stato confermato ufficialmente.
Wylde ha sottolineato però che tutto dipendeva dalle condizioni di Ozzy e dalla sua percezione in quel momento.
Il concerto che poteva essere
Il fatto che No More Tears sia stata provata ma mai eseguita apre uno scenario diverso su quel concerto.
Non si tratta solo di una variazione di scaletta, ma di un esempio concreto di come un live possa cambiare fino all’ultimo istante, soprattutto quando entrano in gioco fattori personali e fisici.
Quella sera è rimasta nella memoria come un addio potente. Ma ora sappiamo che avrebbe potuto avere un momento ancora diverso, forse più intenso, forse semplicemente più impegnativo.
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