Continuiamo la nostra serie dedicata alla costruzione di una pedaliera ideale per ogni genere musicale. Dopo i nostri consigli per una pedaliera per il blues e una per il funk, abbiamo affrontato il genere pop. Nei meravigliosi studi Thollywood di Thomann, con un’intera parete di pedali a nostra disposizione, abbiamo costruito il nostro rig con l’aiuto di Francesco Di Mauro di Passione Strumenti.
Una chitarra versatile e pensata per i turnisti
Il genere pop oggi presenta produzioni molto articolate, che richiedono al chitarrista una grande precisione, versatilità e capacità espressiva (noi ce ne siamo resi conto molto bene con Peter Cornacchia e Massimo Colagiovanni sul palco di Marco Mengoni a San Siro).
Partiamo quindi dalla chitarra che Francesco ha scelto per questo video: una PRS SE DGT in finitura Tobacco Sunburst, modello signature di David Grissom. Uno strumento studiato proprio per essere versatile e rivolta ai turnisti, che permette quindi di passare con facilità dall’accompagnamento alle parti soliste. La qualità costruttiva di PRS è una garanzia e il prezzo è molto interessante.
Una pedaliera per il pop: tante possibilità in pochi pedali
Guardiamo ora la pedaliera che abbiamo costruito. Si parte, come è d’obbligo, con un accordatore: noi abbiamo scelto il Peterson StroboStomp HD. Subito dopo c’è il Wampler Mini Ego, un compressore in formato ridotto che vi permette di salvare spazio sulla pedaliera. Dello stesso marchio è anche il primo overdrive, un classico Tumnus Deluxe, pedale in stile Klon Centaur molto trasparente. Abbiamo aggiunto poi un distorsore Angry Charlie di JHS Pedals, per spingere ancora di più la saturazione nelle parti lead. Infine, per le modulazioni, abbiamo preso un delay Dunlop Echoplex e per il riverbero un Walrus Audio Fundamental Reverb.
Tutto quello che basta per una produzione pop?
Questi sei pedali sono più che sufficienti per suonare pop moderno. Se ci pensate bene, avete tutto quello che vi serve: un drive per spingere la saturazione, le modulazioni per colorare un po’ il suono, un boost per uscire dal mix per una (piccola) parte solista e il compressore che riesce a mantenere la pasta del vostro segnale. Potremmo addirittura ridurre ancora il setup e lasciare solo l’accordatore, il compressore, una distorsione e il riverbero.
Un’alternativa all in one…
Il pop di oggi, però, richiede anche rapidi e a volte radicali cambi di sonorità, magari anche tra un brano e l’altro. Potenzialmente, quindi, una pedaliera ideale per il pop potrebbe anche essere molto più ampia. Per fortuna, però, esiste una soluzione che ci permette di spendere relativamente poco e ottenere una quantità pressoché infinita di suoni: utilizzare un modellatore digitale. Francesco ha usato il suo Quad Cortex di Neural DSP, prodotto dalla qualità altissima (l’abbiamo visto anche sulla pedaliera di Kenny Wayne Shepherd, che lo ha utilizzato per profilare i suoi amplificatori Dumble).
La costruzione della catena e dei preset è sicuramente molto più semplice con un Quad Cortex, che può anche essere programmato utilizzando il collegamento MIDI e quindi allineato alle sequenze che governano un grande show pop moderno. Conoscere i pedali analogici, il loro funzionamento e le particolarità, sicuramente vi possono aiutare nella costruzione del vostro segnale digitale. Questa soluzione ha anche il vantaggio della praticità e delle dimensioni contenute, dettaglio non secondario se dovete partire per un grande tour.
E voi cosa ne pensate? Rinuncereste alla vostra strumentazione analogica per una riproduzione, seppur molto fedele, completamente digitale?
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