Una minaccia prima di salire sul palco. Un gesto tecnico che poteva costare il posto. E una verità emersa solo dopo, parlando direttamente con Eddie Van Halen. La storia raccontata da Steve Lynch riapre uno dei lati meno noti degli anni ’80: quando anche il tapping poteva diventare terreno di scontro.

Il racconto: “If I see you with your right hand on the guitar neck, you’re fired”
Quando gli Autograph si ritrovarono ad aprire per i Van Halen nel tour del 1984, per Steve Lynch era il primo vero contatto con le grandi arene. Ma poco prima di salire sul palco arrivò un avvertimento destinato a cambiare tutto.
Secondo quanto raccontato in un’intervista d’epoca a Steve Rosen, il tour manager Noel Monk gli disse chiaramente “Se ti vedo con la mano destra sul manico sei licenziato“.
Per Lynch il problema era evidente. Gran parte del suo stile si basava proprio sul tapping a due mani. Come ha ricordato lui stesso “Metà della roba che faccio è in quel modo”.
Il ribaltamento: Eddie Van Halen non era d’accordo
La situazione sul tapping cambiò solo a metà tour, quando Steve Lynch ebbe modo di parlare direttamente con Eddie Van Halen.
Il chitarrista degli Autograph racconta di avergli riferito la minaccia ricevuta e la risposta fu immediata e molto decisa.
“Cosa?! Str****te. Vai la fuori e fai quello che vuoi“
Da quel momento Lynch tornò a suonare liberamente, reinserendo il tapping nel suo set e abbandonando la cautela che aveva adottato nelle prime date.
Perché il tapping era così “sensibile” negli anni ’80
Negli anni ’80 il tapping non era solo una tecnica. Era un marchio sonoro fortemente associato a Eddie Van Halen, soprattutto dopo l’impatto di Eruption.
Anche se chitarristi come Harvey Mandel, Steve Hackett e Ace Frehley avevano già sperimentato approcci simili, fu il successo dei Van Halen a renderlo immediatamente riconoscibile al grande pubblico.
In questo contesto, replicare quella tecnica su un grande palco poteva essere percepito come una sovrapposizione artistica o addirittura commerciale.
Il contesto: il tour del 1984 e la pressione del palco
Per Steve Lynch, il tour in apertura ai Van Halen rappresentava anche il primo confronto con un pubblico di massa.
Ha descritto l’esperienza come spaventosa, ricordando il momento in cui le luci si spegnevano e il rumore della folla diventava assordante.
Era una situazione completamente nuova. Da spettatore a protagonista nel giro di poche settimane.
Le radici del tapping secondo Steve Lynch
Molto prima del tour con i Van Halen, Steve Lynch aveva già sviluppato il suo approccio al tapping.
Ha indicato in Harvey Mandel una delle prime influenze, dopo averlo visto sperimentare durante un soundcheck nei primi anni ’70.
L’interesse si trasformò poi in studio sistematico grazie anche a figure come Emmett Chapman, portando Lynch a sviluppare un vero metodo, raccolto nella serie didattica The Right Touch.
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