La serie Guitar Icons, dedicata al sound e alla figura dei chitarristi più iconici della storia, prosegue con un nuovo episodio. Questa volta l’ospite di Paul Audia è Gigi Cifarelli, un artista, un insegnante e un mentore che ha lasciato il segno nella storia della chitarra. Gigi è stato un libro aperto nel contenuto realizzato con noi: ci ha raccontato parte del suo percorso artistico, della sua ricerca sonora e di alcuni incontri chiave che lo hanno portato a scoprire e suonare jazz. Ovviamente, si è soffermato anche su uno dei chitarristi che più lo hanno influenzato, il protagonista della nostra puntata: Wes Montgomery. 

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Wes Montgomery: lo stile, il jazz e… il blues

Nel nostro video, realizzato negli spazi del World Music Studio di Pessano con Bornago (che ringraziamo come sempre per l’ospitalità), Paul Audia e Gigi Cifarelli hanno esplorato la figura di Wes Montgomery partendo da una considerazione apparentemente molto semplice.

Le note a disposizione sullo strumento del musicista americano erano esattamente le stesse che ogni chitarrista trova sulla sua tastiera, ma il gusto armonico, il timing e lo stile di Wes erano unici e immediatamente riconoscibili. Da discendente diretto di Charlie Christian, da cui rimase folgorato, tanto da reinterpretare molti dei suoi i brani alla lettera nel locale Seven Come Eleven, Wes è diventato una delle figure fondamentali del linguaggio jazz.

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Eppure Gigi ci ha tenuto a sottolineare come la matrice di Montgomery sia fortemente blues: se proviamo ad ascoltare l’introduzione di ‘Round Midnight, ad esempio, le sonorità blues sono sicuramente presenti.

Per parlarci di Wes e del suo suono, Gigi ha utilizzato una chitarra di liuteria realizzata da Roberto Canova, la Dark Moon. La chitarra è concepita come una Gibson L-5. Per l’amplificazione ha utilizzato invece testa e cassa di DV Mark di Marco De Virgiliis, in particolare il modello signature di Eric Gales. Completa il setup un sistema trasmettitore e ricevitore wireless GBU di Eko. Le custodie e le tracolle di Gigi sono le sue signature del marchio Stefy Line.

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Osservare Wes Montgomery suonare: l’uso delle ottave, del pollice e la pennata

Se Wes Montgomery ha rivoluzionato la chitarra jazz utilizzando le ottave come marchio di fabbrica, creando un suono caldo e melodico, non è secondario anche come suonava il suo strumento. L’utilizzo del pollice, invece del plettro, ammorbidiva ancora di più il suo suono, permettendogli di ottenere un colore unico.

Gigi consiglia di osservare con attenzione i chitarristi, per carpire i segreti del loro suono. Al giorno d’oggi questo è molto più facile da realizzare, grazie ai tanti contenuti disponibili online, ma all’epoca dei pionieri del suono del nostro strumento preferito, bisognava andare ad ascoltarli dal vivo per potersi rendere conto di come ottenevano certe sfumature.

Wes, per esempio, suonava più in orizzontale che in verticale sulla tastiera, utilizzando prevalentemente l’indice e il medio (come anche Django Reinhardt) e suonando quasi sempre con una pennata all’ingiù della mano destra.

Come ci ha ricordato Gigi, è inoltre fondamentale ascoltare con attenzione i dischi di Wes (e di tutti i nostri altri artisti preferiti), per potersi soffermare sugli aspetti armonici e sulle qualità che definiscono i suoi brani. Solo così si potrà poi provare a suonarli con maggiore precisione e consapevolezza.

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Ringraziamo Gigi Cifarelli per la sua disponibilità e per quello che ci ha raccontato. Vi invitiamo ad ascoltare il suo meraviglioso brano Letter to Wes, estratto dall’album Kitchen Blues, dedicato da Gigi proprio al grande chitarrista statunitense.

Ci vediamo al prossimo episodio di Guitar Icons!

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Riccardo Yuri Carlucci