Ci sono storie del rock che sembrano nate per diventare mito, sospese tra realtà e leggenda metropolitana. Una di queste riguarda una proposta clamorosa, una cifra difficile anche solo da immaginare e una band che ha fatto dell’immagine un’estensione naturale della propria musica. Ma cosa succede quando il denaro incontra l’identità? Ecco la storia di ZZ Top e l’irrinunciabile offerta di Gillette per radersi la barba.

Siamo negli anni '80 e i ZZ Top sono nel pieno del successo ecco che arriva l'offerta da Gillette per radersi la barba...
ZZ Top, Gillette e l’incredibile offerta per radersi la barba – © Giuseppe Ruocco

Un milione di dollari per una rasatura in diretta

Negli anni Ottanta, nel pieno della loro popolarità, ai ZZ Top sarebbe stata fatta un’offerta destinata a entrare nella storia. Una celebre azienda di rasoi, Gillette, avrebbe proposto alla band texana un milione di dollari a testa per radersi le iconiche barbe durante uno spot televisivo. Un gesto semplice, almeno in apparenza, che avrebbe garantito un incasso straordinario.

L’offerta venne però rifiutata. A commentarla, all’epoca, fu il manager del gruppo, che osservò come nessuno fosse davvero sicuro di sapere cosa ci fosse sotto quelle barbe. Una frase diventata parte integrante del racconto.

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La conferma di Billy Gibbons

Per anni l’episodio è rimasto in bilico tra realtà e folklore rock. A confermarne la veridicità è stato Billy Gibbons, chitarrista e voce della band, durante una recente intervista al podcast Mohr Stories. Secondo il suo racconto, la proposta risaliva proprio al periodo di massimo successo del gruppo.

La band, composta storicamente da Billy Gibbons, Dusty Hill e Frank Beard, avrebbe potuto guadagnare una cifra enorme semplicemente rinunciando a uno dei tratti più riconoscibili della propria immagine. Dopo averne discusso con il loro agente Bob Merlis, la scelta fu quella di dire no. Una decisione che, a detta di Gibbons, rese felici anche i fan.

Offerta ai ZZ Top? Gillette smentisce

Nonostante il racconto del musicista, la stessa Gillette ha in seguito negato ufficialmente di aver mai formulato quell’offerta. Una smentita che non ha però cancellato il fascino della storia, rimasta viva proprio grazie alla coerenza del gruppo nel difendere la propria identità visiva.

Le barbe come simbolo identitario

Ridurre la questione a un semplice vezzo estetico sarebbe fuorviante. Le barbe dei ZZ Top sono diventate nel tempo un vero e proprio simbolo, parte integrante del loro linguaggio visivo. La loro origine risale al periodo successivo alla fine degli anni Settanta, quando la band si prese una pausa dopo anni di tour intensi.

Al ritorno sulle scene, Billy Gibbons e Dusty Hill sfoggiavano barbe lunghissime, mentre Frank Beard, in un curioso gioco di contrasti, rimaneva quasi sempre glabro o con una barba molto più corta. Questa asimmetria visiva si trasformò rapidamente in un marchio di fabbrica riconoscibile in tutto il mondo.

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Siamo negli anni '80 e i ZZ Top sono nel pieno del successo ecco che arriva l'offerta da Gillette per radersi la barba...
ZZ Top – © Dena Flows, link, CC BY-NC-ND 3.0

Gli anni Ottanta e l’esplosione dell’immagine

Fu negli anni Ottanta che quelle barbe divennero definitivamente iconiche. Con album come Eliminator e Afterburner, e grazie alla massiccia esposizione su MTV, i ZZ Top consolidarono uno stile che univa rock, immaginario patinato e forte impatto visivo.

Video come Sharp Dressed Man, Gimme All Your Lovin’ e Legs contribuirono a fissare quell’estetica nella memoria collettiva. In un’epoca in cui il videoclip stava ridefinendo le regole del successo commerciale, l’immagine della band era tanto importante quanto le canzoni.

L’eredità della barba dei ZZ Top

La barba, tra scherzi e curiosità, è diventata così centrale da resistere persino a un’offerta milionaria. Dusty Hill è scomparso nel luglio 2021, ma il suo lascito continua anche visivamente. Al suo posto è subentrato Elwood Francis, storico tecnico della band, che ha mantenuto vivo il look iconico, dimostrando quanto quell’immagine sia ormai parte integrante della storia dei ZZ Top.

A volte, dire no è il modo migliore per diventare leggenda.

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Giuseppe Ruocco