Non serviva un palco, né un concerto sold out. Nell’estate del 1964 bastava sapere che i The Beatles sarebbero scesi da un aereo per pochi minuti perché migliaia di persone si riversassero in aeroporto. Durante uno degli scali più incredibili del loro tour mondiale, la situazione sfuggì completamente di mano e le autorità dovettero ricorrere a un intervento tanto insolito quanto memorabile. È uno degli episodi che raccontano meglio fino a che punto fosse arrivata la Beatlemania negli anni ’60.

Quando le guardie del corpo non bastarono a fermare a Beatlemania in aeroporto la polizia provò un metodo alternativo.
La Beatlemania negli anni ’60 – © link, CC0 – Immagine modificata con IA

Cosa successe all’aeroporto di Beirut

Il 7 giugno 1964 i The Beatles fecero scalo all’aeroporto di Beirut, in Libano, durante il viaggio che li avrebbe portati a Hong Kong. Pur trattandosi di un semplice rifornimento tecnico, centinaia di fan si presentarono per vedere anche solo per pochi istanti i Fab Fuor.

A quanto pare parte della folla riuscì a superare le linee di sicurezza dirigendosi verso l’aereo. Per impedire che i fan raggiungessero la pista, la polizia intervenne utilizzando acqua e schiuma antincendio. Fu una tecnica decisamente fuori dall’ordinario che però testimonia quanto fosse difficile contenere la Beatlemania.

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Perché la Beatlemania era ormai ingestibile

Nel giugno del 1964 il fenomeno della Beatlemania aveva ormai superato ogni limite. Anche gli atterraggi in aeroporto si trasformavano in eventi pubblici, con migliaia di persone pronte ad attendere ore per vedere il gruppo per pochi secondi.

Lo stesso viaggio verso l’Asia fu pieno di scene simili. Durante uno scalo in Pakistan, Paul McCartney cercò perfino di acquistare qualche souvenir durante la notte, ma venne immediatamente riconosciuto e circondato dai fan, tanto da essere costretto a tornare rapidamente sull’aereo.

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Il ricordo di George Harrison

Il lungo trasferimento verso Hong Kong lasciò un ricordo particolare a George Harrison, riportato da Derek Taylor nel libro Fifty Years Adrift.

«Il volo che ricordo meglio è quello per Hong Kong. Durò diverse ore e ricordo che dissero: “Tornate ai vostri posti perché stiamo per atterrare a Hong Kong”. Pensai: “Possibile che siamo già arrivati?”. Eravamo rimasti seduti sul pavimento a bere e a prendere Preludin per circa trenta ore e sembrò un volo di dieci minuti.»

Il contrasto tra la calma vissuta all’interno dell’aereo e il caos che attendeva il gruppo a ogni scalo racconta meglio di qualsiasi statistica quanto fosse diventata travolgente la Beatlemania. Quello di Beirut resta ancora oggi uno degli episodi più sorprendenti della storia del rock, quando perfino un semplice scalo aeroportuale poteva trasformarsi in un evento fuori controllo.

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Giuseppe Ruocco