Un verso ascoltato male. Tre parole fraintese. Una porta che si apre nella stanza d’albergo dei Beatles e uno degli incontri più leggendari della storia del rock. È davvero possibile che tutto sia iniziato così? Da un malinteso di Bob Dylan su un testo dei The Beatles nacque una serata diventata leggendaria. Quello che accadde dopo è storia. Se quella notte fosse andata diversamente, forse oggi parleremmo di una storia del rock molto diversa.

Un malinteso di Bob Dylan su un testo dei Beatles ha creato una notte entrata nella leggenda: ecco cosa è successo davvero.
Bob Dylan, i Beatles e la prima volta con la marijuana – Immagine generata con IA

Cosa accadde davvero al Delmonico Hotel

Il 28 agosto 1964, durante il loro primo tour americano, i Beatles incontrarono Bob Dylan al Delmonico Hotel di New York.

Secondo le testimonianze più accreditate, Dylan era convinto che nel ritornello di I Want to Hold Your Hand il gruppo cantasse “I get high“. Quando scoprì che il verso reale era “I can’t hide” rimase sorpreso. Ancora più sorpreso fu nello scoprire che i quattro musicisti non avevano mai fumato marijuana.

ANNUNCIO

Fu proprio Dylan a preparare uno spinello e a offrirlo ai Beatles, dando vita a una delle serate più raccontate nella storia del rock.

Perché quel malinteso è diventato una leggenda

L’episodio è stato confermato negli anni da diverse testimonianze, compreso Ringo Starr, ed è ormai considerato uno dei racconti più celebri degli anni ’60.

Ma il vero peso storico di quella notte non riguarda soltanto la marijuana.

Già in quel periodo John Lennon ammirava profondamente la scrittura di Dylan. Nei mesi successivi i Beatles iniziarono ad allontanarsi dalle semplici canzoni d’amore, sviluppando testi sempre più introspettivi e una ricerca musicale destinata a cambiare il rock.

Quella sera cambiò davvero la storia dei Beatles?

Senza quell’incontro non avremmo mai avuto gli album migliori dei Beatles?. Questa è solo una delle domande che circolano riguardo quella leggendaria sera ma anche se ogni evento è fondamentale nella vita di un artista, è importante distinguere i fatti dalle ipotesi.

È un fatto che, dopo quel periodo, arrivarono album rivoluzionari come Rubber Soul e Revolver, seguiti da opere come Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band e brani destinati a entrare nella storia come Norwegian Wood, Tomorrow Never Knows e Strawberry Fields Forever.

ANNUNCIO

Ovviamente però non sappiamo, e non sapremo mai, come sarebbe andate le cose se Bob Dylan non avesse fatto provare la marijuana ai Beatles per la prima volta.

La loro evoluzione fu il risultato dell’influenza di Dylan come autore, del lavoro con George Martin, della sperimentazione in studio, dell’interesse per la musica indiana e di una continua ricerca artistica.

Eppure una domanda continua ad affascinare gli appassionati.

Se Bob Dylan non avesse sentito “I get high” al posto di “I can’t hide“, quella notte sarebbe andata nello stesso modo?

Nessuno può rispondere con certezza. Ma è anche questo che rende quell’incontro uno dei momenti più affascinanti e raccontati dell’intera storia della musica.

Contenuti correlati:

* Questo post contiene link affiliati e/o widget. Quando acquistate un prodotto tramite un nostro partner affiliato, riceviamo una piccola commissione che ci aiuta a sostenere il nostro lavoro. Non preoccupatevi, pagherete lo stesso prezzo. Grazie per il vostro sostegno!

Giuseppe Ruocco