David Gilmour, chitarrista, cantante e compositore britannico, è una delle figure più iconiche nella storia della musica rock. La sua carriera straordinaria è stata plasmata dalla sua incredibile creatività, il suo virtuosismo chitarristico e la sua capacità di trasmettere emozioni attraverso la musica. Famoso soprattutto per il suo lavoro con i Pink Floyd, con i quali ha raggiunto i 250 milioni di dischi venduti, Gilmour ha contribuito in modo significativo alla definizione del suono della band e alla creazione di alcuni dei brani più celebri della storia della musica rock.

© Gijsbert Hanekroot I Alamy Stock Photo

Io e Paul di Guitar Tutorials abbiamo scelto di farvi ascoltare l’assolo di Mother, che racchiude tutto lo stile di Gilmour.

Gli inizi: la nascita di un talentuoso musicista

David Jon Gilmour è nato il 6 marzo 1946 a Cambridge, in Inghilterra. Cresciuto in una famiglia legata alla musica, ha iniziato a suonare la chitarra fin da giovane. Il suo talento musicale si è manifestato precocemente, e già durante l’adolescenza ha dimostrato un’abilità straordinaria sullo strumento.

Dopo aver frequentato diverse scuole, Gilmour si è dedicato completamente alla musica. Negli anni ’60, si unì a diverse band locali, guadagnandosi una reputazione come chitarrista versatile e talentuoso. Tuttavia, la svolta nella sua carriera è arrivata quando è entrato a far parte dei Pink Floyd nel 1968, in sostituzione di Syd Barrett. 

L’epoca d’oro dei Pink Floyd: Gilmour e la band iconica

Con l’ingresso di David Gilmour, i Pink Floyd hanno iniziato una fase di grande sperimentazione musicale e di successo commerciale. Gilmour si è rapidamente affermato come uno dei principali compositori e leader della band, contribuendo in modo significativo alla creazione di alcuni dei loro album più celebri.

Uno degli album più emblematici di questa era è The Dark Side of the Moon, pubblicato nel 1973. Gilmour ha scritto e interpretato alcune delle canzoni più memorabili dell’album, tra cui Breathe, Time e Money. La sua capacità di fondere melodie coinvolgenti con assoli di chitarra emotivamente carichi, ha contribuito a definire il suono distintivo dell’album, che è diventato uno dei più venduti di tutti i tempi.

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Successivamente, i Pink Floyd hanno continuato a sfornare capolavori come Wish You Were Here nel 1975 e The Wall nel 1979, album in cui l’influenza musicale di Gilmour è stata evidente. La sua abilità nel creare atmosfere sonore suggestive e la sua tecnica impeccabile hanno reso le sue performance chitarristiche un elemento centrale della musica dei Pink Floyd.

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L’approccio chitarristico di David Gilmour: uno stile inconfondibile

Una delle caratteristiche distintive di David Gilmour è il suo stile chitarristico unico. Gilmour è rinomato per la sua capacità di far “cantare” la chitarra, creando linee melodiche fluide e assoli emotivamente potenti. Un tocco delicato e dinamico, bending sofferti, note lunghe modellate con la leva del tremolo ed un’attenta scelta di linee in piena consonanza con l’armonia sottostante, hanno reso le sue performance riconoscibili tra tutte.

Brani come Comfortably Numb e Shine On You Crazy Diamond sono esempi lampanti della sua abilità nel creare paesaggi sonori avvincenti.

L’equipaggiamento di David Gilmour: alla ricerca del suono perfetto

Oltre alla sua maestria tecnica, il gear di David Gilmour ha svolto un ruolo fondamentale nel plasmare il suo suono distintivo.

Tra le sue chitarre più iconiche c’è il celebre modello di Fender Stratocaster nera, conosciuto affettuosamente come The Black Strat. Gilmour la acquistò da Manny’s Music a New York nel 1970, dopo che cancellarono il tour statunitense della band a causa del furto della loro attrezzatura a New Orleans; la chitarra, che originariamente aveva una tastiera in palissandro ed un battipenna bianco, subì diverse modifiche, fino ad arrivare a un battipenna nero e a un manico in acero. È stata venduta all’asta per beneficenza nel 2019 per 3,9 milioni di dollari, diventando così una delle chitarre più costose mai vendute all’asta. Questa chitarra è stata protagonista in molte delle sue registrazioni e performance live più celebri, diventando un simbolo del suono dei Pink Floyd.

Gilmour con la Black Strat, © Jimmy Baikovicius, CC BY-SA 2.0

Gilmour è stato inoltre l’orgoglioso proprietario di una vera rarità, ovvero la Fender Stratocaster che porta il numero di serie più unico che raro: #0001. (Anche questa chitarra è stata venduta all’asta del 2019 per 1,8 milioni di dollari). Nonostante il numero di serie unico, non si tratta della prima Stratocaster mai prodotta (i numeri di serie Fender non sono sequenziali). Probabilmente si trattava di un ordine personalizzato del negozio Fender di Fullerton in California. La chitarra ha un aspetto insolito. La finitura sembra essere un Olympic White sbiadito.

Il battipenna è anodizzato in oro ed è più scuro della finitura del corpo, il che la rende diversa dalle tipiche Stratocaster. La chitarra presenta anche un tremolo e un jack di uscita placcati in oro personalizzati. È molto difficile trovare testimonianze di Gilmour che suona questa chitarra. Finora è stata documentata solo una sessione di registrazione, durante la realizzazione dell’album Back To The Egg di Paul McCartney del 1979 presso gli Abbey Road Studio; si può vedere Gilmour suonare la Stratocaster #0001 nel brano So Glad To See You Here.

Oltre alle Stratocaster, Gilmour ha utilizzato una varietà di altre chitarre nel corso della sua carriera. Impossibile non menzionare la Gibson Les Paul goldtop del 1959 equipaggiata con pick-up P-90 usata durante le sessioni di registrazione di The Wall e A Momentary Lapse of Reason e protagonista dell’assolo di Another Brick in the Wall, Part 2. Nei primi anni Settanta Gilmour usava spesso una coppia di steel guitar Jensens.

A quel tempo avevo bisogno di avere due steel guitar sul palco.” Dichiarò Gilmour nel 2006 “Comprai due copie economiche della Fender, chiamate Jensens. Non costavano nulla in Inghilterra nei primi anni Settanta. Ne presi una rossa e una gialla e alla fine ci misi dei pickup Fender. Le ho usate per molto tempo: una accordata in Em aperto e una in G6 aperto”.

Per quanto riguarda gli amplificatori, Gilmour ha spesso utilizzato testate Hiwatt DR-103 e DR-504 in cabinet WEM 4×12 con altoparlanti Fane Crescendo.

Per gli effetti ci vorrebbero altre cento pagine quindi vi posso menzionare il Big Muff della Electro-Harmonix, il Dyna Comp MXR e l’immancabile delay TC2290 della Tc Electronic.

Infine, un’interessante estratto di un’intervista nella quale Gilmour parla dei pick up: 

Per molti anni uno dei problemi delle tournée sono state le interferenze, soprattutto se, come me, siete dei bastardi che tendono a usare una pedaliera enorme. Quei pedali per gli effetti tendevano davvero a captare le interferenze, così come i dimmer degli impianti di illuminazione. E con i Pink Floyd avevamo impianti di illuminazione molto estesi, che ronzavano terribilmente. Ma quando ho sentito parlare per la prima volta di questi pickup EMG e li ho avuti fra le mani, hanno messo fine a tutto questo. Suonavano benissimo, con un tono molto pieno e ricco, ma per certi versi non avevano il suono di una Strat. C’è qualcosa nella sottigliezza e nella gamma particolare di una Strat che la rende una Strat. Con i pickup EMG si tende a perdere un po’ questo aspetto. Al giorno d’oggi, naturalmente, tutto è perfettamente schermato e gli impianti di illuminazione funzionano con un generatore completamente diverso e quindi posso tornare a usare le mie vecchie Strat anche dal vivo”.

L’eredità di David Gilmour: oltre i Pink Floyd

Anche dopo lo scioglimento dei Pink Floyd, David Gilmour ha continuato a intraprendere progetti musicali indipendenti e a lasciare il segno nel mondo della musica rock. I suoi album solisti, tra cui David Gilmour e On an Island, sono stati acclamati dalla critica e dai fan per la loro profondità emotiva e la loro bellezza musicale. Ha continuato a esibirsi live in tutto il mondo, dimostrando la sua straordinaria abilità di musicista e la sua capacità di coinvolgere il pubblico con le sue performance cariche di energia e passione.

David Gilmour rimane una delle figure più influenti e rispettate nella storia della musica rock e noi non possiamo che essergli grati!

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Matteo Bidoglia
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