In un pedale effetto fuzz, i transistor utilizzati sono un fattore determinante per un sound fuzz ricco e corposo. Ma quali sono le differenze e come influenzano il suono? Abbiamo avuto la possibilità di mettere le mani su cinque pedali effetto fuzz costruttivamente identici, che si differenziano unicamente per la dotazione di transistor. Naturalmente non vogliamo tenervi nascosto il risultato e siamo curiosi di scoprire quale versione sia la vostra preferita.

Confronto audio pedali fuzz

Confronto audio Fuzz/Transistor – in breve

  • Di cosa si tratta? Abbiamo messo a confronto cinque pedali effetto fuzz identici, in ciascuno dei quali sono stati montati transistor diversi. L’obiettivo è scoprire come i diversi transistor influenzano il suono dell’effetto fuzz e, naturalmente, quale di questi semiconduttori sia più indicato per determinati impieghi.
  • A quale pedale fuzz effetto si ispirano i cinque prototipi? Il circuito di base si ispira al classico schema del Fuzz Face.
  • Quali possibilità di regolazione offrono i pedali? Oltre a Fuzz e Level, è presente un controllo Bias e un Fat-Switch, con cui è possibile rendere leggermente più snella la risposta alle basse frequenze.
  • Vengono impiegati transistor al germanio o al silicio? Nei pedali effetto fuzz sono stati utilizzati esclusivamente transistor al silicio.
  • Cosa dice il confronto? In definitiva è difficile esprimere un giudizio netto, perché quale transistor suoni meglio è una questione di gusti personali. Anche il contesto d’uso e l’interazione tra amplificatore e chitarra giocano un ruolo. Tutti i circuiti hanno fornito suoni molto buoni, con l’1984 Red Dot e il Valvo BC108C che si sono rivelati i miei preferiti.

Da dove vengono i nostri pedali di confronto?

Un ringraziamento speciale va in questa sede a Steffen Dörrer di Dörrer Amplification, che ci ha messo a disposizione i pedali. Per scoprire quale influenza abbiano i transistor in un pedale fuzz sul suono, ha costruito cinque pedali identici con diversa dotazione di semiconduttori. Un’occasione estremamente stimolante, che non capita tutti i giorni e che abbiamo naturalmente accolto con grande entusiasmo.

Costruzione dei pedali effetto fuzz

In generale i pedali si ispirano al classico schema del Fuzz Face. La costruzione dei pedali è identica; è stato adattato solo un resistore per allineare i punti di lavoro dei transistor e renderli comparabili. Il controllo Bias modifica la tensione di collettore del secondo transistor, che in posizione centrale corrisponde alla metà della tensione di alimentazione, ovvero 4,5 Volt. Questo valore funge da punto di partenza e offre, a seconda delle preferenze personali, più distorsione con impostazioni più elevate e suoni distorti più snelli e più spezzati con impostazioni più basse. Esiste inoltre la possibilità di commutare il condensatore di ingresso tramite il cosiddetto Fat-Switch. La posizione FAT-2 corrisponde al valore originale di uno standard Fuzz Face. Le altre due posizioni attenuano il contenuto di basse frequenze all’ingresso.

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Quali transistor sono stati utilizzati?

In ciascun pedale sono presenti due transistor, tutti di tipo NPN al silicio. I transistor nel pedale 2 e 5 forniscono il gain più basso, quelli nel pedale 3 e 4 il guadagno più alto. Il valore viene generalmente indicato come hFE. I due transistor nel rispettivo pedale hanno valori diversi, con il primo transistor selezionato più basso e il secondo più alto.

Ecco le specifiche dei singoli transistor:

  • Pedale n. 1: Produttore: SGS | Tipo: BC107B | Anno di produzione: anni ’70
  • Pedale n. 2: Produttore: Micro Electronics | Tipo: C1016 | Anno di produzione: 1984
  • Pedale n. 3: Produttore: Valvo | Tipo: BC108C | Anno di produzione: 1969
  • Pedale n. 4: Produttore: CDIL | Tipo: BC109C | Anno di produzione: produzione attuale
  • Pedale n. 5: Produttore: Valvo | Tipo: BC408A | Anno di produzione: anni ’70

Registrazioni con i cinque pedali effetto fuzz

Per le registrazioni sono in uso due amplificatori: un Sovtek MIG-50H impostato in modo pulito e un Marshall SLP100 leggermente saturato. Entrambi gli amplificatori sono collegati a un cabinet Marshall 4×12 (Celestion G12M Blackback), ripreso con un Royer R-10 e uno SM-57.

I fuzz davanti a un amplificatore clean

Si inizia con il Sovtek non distorto. Fin dall’inizio si entra subito nel vivo con il massimo grado di distorsione e una chitarra con pickup humbucker. Segue una Strat con un livello di gain moderato. Nell’esempio 3 è la risposta alla regolazione del potenziometro del volume sulla chitarra a essere al centro dell’attenzione. Prima il controllo è su 10 (massimo), poi si abbassa a 7. Anche a tutto a sinistra nel quarto esempio è ancora presente una leggera distorsione. Le differenze sonore tra i vari transistor sono sottili, ma percettibili in ogni esempio.

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Amp clean: Gain massimo (ES-335)
Amp clean: Gain medio (Stratocaster)
Amp clean: Volume chitarra (Stratocaster)
Amp clean: Gain minimo (Telecaster)

Differenze sonore davanti a un amplificatore saturo

Ora è il turno del Marshall SLP100, un partner collaudato per i pedali in stile Fuzz Face, che offre già un leggero suono di overdrive. Ed ecco che si entra un po’ più nel dettaglio.

Con un amplificatore già leggermente distorto, anche con impostazioni medie del controllo Fuzz si ottiene naturalmente una sega corposa, in particolare con pickup humbucker. Negli esempi 5 e 6 si ascolta, con la stessa impostazione dei pedali, prima il pickup al manico (Volume 7) e poi il pickup al ponte (Volume 10), per mettere in risalto in modo ancora più chiaro la risposta al potenziometro del volume sulla chitarra. Interessante è anche l’ottavo esempio, dedicato alla separazione delle singole corde a un grado di distorsione più elevato. Qui le differenze emergono in modo abbastanza netto. Infine, un giro con la chitarra baritono per sondare il low end.

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Amp overdrive: Gain medio (Les Paul)
Amp overdrive: Pickup al manico – Volume 7 (Les Paul)
Amp overdrive: Pickup al ponte – Volume 10 (Les Paul)
Amp overdrive: Separazione delle corde (Les Paul Melody Maker)
Amp overdrive: Low End (Jet Baritone)

I cinque pedali effetto fuzz in un arrangiamento di band

Dopo aver ascoltato ogni minimo dettaglio, si pone naturalmente, come sempre, la domanda di cosa rimanga di tutto questo nel contesto del suono insieme a batteria e basso. Fate il test – ecco i cinque pedali effetto fuzz in un arrangiamento di band.

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Tutti e 5 i pedali effetto fuzz in un arrangiamento di band

Conclusioni

Le differenze tra i singoli transistor esistono di sicuro, ma mi riesce davvero difficile indicare un chiaro favorito. E sono curioso di leggere i commenti, perché nel suono fuzz i gusti personali giocano un ruolo fondamentale. Per qualcuno non si può mai distorcere abbastanza e la risposta al controllo del volume sulla chitarra non conta. Altri invece preferiscono un suono impastato. Anche i miei preferiti sono cambiati più volte nel corso del test. All’inizio era il numero 2 (Micro Electronics C1016) per il suono leggermente più caldo. Il numero 3 (Valvo BC108C) e il 4 (CDIL BC109C) erano per me i più chiari nella separazione delle corde. E con distorsioni più elevate sul Marshall mi è piaciuto di più il numero 4. Il numero 5 non è fondamentalmente nelle mie sonorità, ma riesco a immaginare che qualcuno possa preferire proprio quel suono leggermente “spezzato” e più compresso. Fatemi quindi sapere quali varianti vi sono piaciute di più e lasciate un commento.

Emanuele Pellegrino