Venerdì 30 gennaio 2026, al Teatro Dal Verme di Milano, ho avuto il privilegio di incontrare uno dei veri mostri sacri della chitarra acustica: Tommy Emmanuel. Parlare con lui, pochi minuti prima del concerto, è stato per me un momento carico di emozione. Non solo per la statura artistica di un musicista che ha segnato generazioni di chitarristi, ma per la straordinaria umanità con cui si presenta: sorridente, disponibile, autentico. Abbiamo parlato della chitarra scelta per la serata, della costruzione dei suoi live, capaci di ipnotizzare e guidare il pubblico con assoluta naturalezza e del significato del suo ultimo album, Living In The Light. Ne è nata una conversazione semplice, sincera, luminosa. Proprio come la sua musica…

Stai visualizzando un contenuto segnaposto da Youtube. Per accedere al contenuto effettivo, clicca sul pulsante sottostante. Si prega di notare che in questo modo si condividono i dati con provider di terze parti.

Ulteriori informazioni

Planet Guitar: Mi piacerebbe iniziare con la chitarra principale che userai per questo show. Ce ne vuoi parlare?

Tommy Emmanuel: Questa è la mia Maton numero 1, tutta in legno australiano. Il meraviglioso back è in Queensland Maple, il top in abete rosso mentre la tastiera è in palissandro. Suona magnificamente! Quello che faccio è tappare la buca per evitare i feedback e mettere tutti i potenziometri a 10, è così che ottengo il mio suono. Quando vedrai il mio “setup elaborato” sul palco ti renderai conto che sto usando ben due pedali! Di solito ne avevo solo uno… L’accordatore!

Suonando la mia canzone Initiation, ho bisogno di un delay per giocare con le ribattute ed ottenere l’effetto che mi serve. La mia crew è formata da ragazzi fantastici; il mio tour manager Steve Law è anche il mio fonico e rappresenta una parte molto importante del mio suono dal vivo. Fa in modo che quando il pubblico mi ascolta è come se avesse la testa all’interno della buca della mia chitarra! Il tecnico luci è Zack ed anche lui fa un lavoro grandioso; esegue l’intero show di luci all’unisono con me, creando effetti sorprendenti tanto che alcune persone mi chiedono se uso dei programmi per avere tutto a sincrono. Io rispondo che ho Zack, che è molto meglio di un computer!

ANNUNCIO
Affiliate Links
Maton EBG808 Tommy Emmanuel
Maton EBG808 Tommy Emmanuel
Valutazione dei clienti:
(13)

Planet Guitar: Ho avuto l’occasione di vederti dal vivo un po’ di anni fa al Teatro della Luna qui a Milano. La cosa che mi ha colpito di più è stata il controllo assoluto che riesci ad avere sul pubblico. Quanto c’è di preparato e quanto di improvvisato nei tuoi show?

T.E. : Come ben sai non ho 18 anni, ma qualche anno di esperienza in fatto di live. Quando ero appena un bambino, mio padre mi diceva sempre di guardare il pubblico, di non dimenticare mai che io in quel momento dovevo intrattenere le persone. Non ho mai dimenticato quelle parole. La ragione per cui salgo sul palco è portare la gente a dimenticarsi per un’ora e mezza di quanto sia difficile la vita. Faccio di tutto per coinvolgere il pubblico, per sorprenderlo ed emozionarlo; arrivo a picchiare il microfono con la testa, suonare la chitarra come se fosse una batteria, suono veloce, lento, canto…insomma di tutto per donare dei momenti degni di essere ricordati. Non ho mai cercato il successo e la fama. Dico sempre ai giovani “Se vuoi rovinarti la vita, diventa famoso!

Mi spiace molto per le celebrità super famose che non possono godersi una tazza di caffè al bar, camminare per il quartiere, salutare i vicini, andare al supermercato e fare tutte quelle cose “normali” che ci rendono liberi. Io posso perché sono invisibile e amo questo!

Planet Guitar: L’anno scorso hai pubblicato il tuo ultimo album Living In The Light. Che significato ha per te a questo punto della tua vita e della tua carriera?

T.E. : Il 2025 è stato un grande anno per me. Ho pubblicato due album; ad inizio anno è uscito il Live at The Sydney Opera House e a Ottobre è uscito Living In The Light.

Quest’ultimo è solo un momento della mia vita in cui ho scritto e suonato delle canzoni che poi amo portare sul palco per il mio pubblico. Cerco di mantenere sempre aggiornato e fresco il mio repertorio anche quando suono dei brani vecchi. Non voglio mai pensare “Oh no stasera dovrò suonare ancora quella canzone…” Se mai dovesse essere, non la suonerei.

Quando ho deciso di rendere omaggio a pezzi come Lady Madonna o Day Tripper è stato difficile renderle mie, ma quando ci sono riuscito è stata una sensazione meravigliosa, soprattutto quando ho iniziato a suonarle live e percepivo lo stupore delle persone. Una buona canzone è per sempre!

Planet Guitar: Ultima domanda! Sappiamo che sei molto attivo nella didattica. Che consigli puoi dare ai giovani chitarristi che vogliono crescere artisticamente e costruire una carriera nella musica? 

T.E. : Il mondo è molto cambiato da quando ho iniziato a muovere i primi passi nel mondo musicale, ma posso dire con certezza che occorre tempo per crescere. Niente di buono può accadere in un giorno! La vita non funziona così. Non devi cercare il successo, ma essere bravo in ciò che fai. Sono grato ogni giorno di poter vivere suonando la mia musica, ma non suono per quello, suono perché amo farlo! 

Ai ragazzi dico: non correte, fate le cose nella maniera più corretta, imparate tante canzoni con melodia e accordi. Costruite un vostro repertorio di canzoni e idee e rendetelo interessante e accessibile. Pensate ad Eric Clapton alla sua Tears In Heaven; una melodia, un’armonia che sono dei regali meravigliosi. Cerco sempre di “rubare” da questi grandissimi artisti che hanno cambiato il mondo per davvero. Oggi abbiamo accesso a tutta la musica che vogliamo, quindi cerchiamo di attingere da questo. Cercate i vostri punti di forza e lavorateci ogni giorno!  

Planet Guitar: Grazie mille per il tempo che ci hai dedicato e per questi preziosi consigli.

T.E. : Grazie a voi! Ciao!

Dietro il virtuosismo e il controllo assoluto del palco c’è un artista che suona per condividere gioia. Tommy Emmanuel trasmette l’energia di chi è pienamente consapevole del potere della musica e della responsabilità, bellissima, di portare luce nel cuore delle persone che lo ascoltano.

ANNUNCIO

E quando, quella sera, le luci del Teatro Dal Verme si sono abbassate, ho ritrovato esattamente ciò che avevo percepito pochi minuti prima nel camerino: tecnica straordinaria sì, ma soprattutto entusiasmo, generosità e un’allegria contagiosa che rende ogni suo concerto un’esperienza che va oltre la musica.

Contenuti Correlati

Matteo Bidoglia