Con il Mooer META FX, il produttore cinese propone un pedale multieffetto compatto dal concetto piuttosto insolito: sostituendo il firmware, il dispositivo può essere trasformato a scelta in un pedale di riverbero, delay o modulazione con una vasta gamma di algoritmi di effetto diversi. Tra le altre caratteristiche figurano ingressi e uscite stereo, 100 slot di memoria e funzioni pratiche come il Tap Tempo o l’Infinite Sustain. Abbiamo messo alla prova il Mooer META FX in ogni suo aspetto.

Mooer META FX in breve

  • Che cos’è il Mooer META FX? Il META FX è un pedale multieffetto digitale che, a seconda del firmware installato, può essere utilizzato a scelta come pedale di riverbero, delay o modulazione.
  • Quali effetti offre il Mooer META FX? A seconda del firmware installato, sono disponibili 14 o 15 diversi effetti di riverbero, delay o modulazione.
  • È possibile utilizzare contemporaneamente delay, riverbero e modulazione? No. Il pedale funziona sempre e solo con una delle tre categorie di firmware. Non è possibile combinare tipi di effetti diversi.
  • È possibile salvare i propri suoni? Sì. Sono disponibili in totale 100 slot per preset utente.
  • A chi è adatto il Mooer META FX? Il pedale è rivolto ai chitarristi che cercano un pedale di riverbero, delay o modulazione compatto e versatile e che possono fare a meno dell’uso simultaneo di più categorie di effetti.
  • Cosa dice la recensione? Il Mooer META FX convince per l’elevata qualità degli effetti, l’ampia scelta di algoritmi, il funzionamento stereo e i 100 slot di memoria. Il principio versatile del firmware è interessante, ma presenta alcune limitazioni, poiché riverbero, delay e modulazione non possono essere utilizzati contemporaneamente.
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Mooer Meta FX Effects Pedal
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Quali connessioni e comandi offre il Mooer Quali connessioni e comandi offre il Mooer META FX?

Il Mooer META FX è racchiuso in un alloggiamento in plastica compatto dalle dimensioni di 125 × 74 × 49 mm. La fattura è solida e anche l’effetto “swirl” colorato risulta visivamente molto accattivante. Sul lato superiore si trovano tutti i comandi, ovvero tre pulsanti (Edit, Type, Save), un potenziometro (Level Value) e un encoder rotativo con funzione a pressione (Select Menu). Al centro spicca un display a colori rotondo da 1,28″, che mostra in modo chiaro i preset e i parametri. Due footswitch servono ad attivare l’effetto e, a seconda del firmware, funzioni aggiuntive come Tap Tempo o Infinite Sustain. Tenendo premuti entrambi i footswitch è inoltre possibile scorrere i preset in avanti o indietro.

Le connessioni sono distribuite sui lati dell’alloggiamento: a sinistra e a destra si trovano rispettivamente due ingressi e due uscite per il funzionamento stereo. Sulla parte frontale è presente la presa per l’alimentatore in dotazione, che deve fornire 9 volt a 300 mA. A queste si aggiungono un’uscita per le cuffie in formato mini-jack e una porta USB, tramite la quale è possibile installare gli aggiornamenti e cambiare il firmware.

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A proposito, sul sito web di Mooer è presente un piccolo errore: il META FX non può essere alimentato tramite la porta USB. Anche il MIDI via USB non è ancora possibile al momento.

Il concept del Mooer META FX: riverbero, delay o modulazione tramite firmware

Il cuore del META FX è la cosiddetta X Algorithm Platform. A differenza dei classici pedali multieffetto, qui non sono disponibili contemporaneamente tutte le tipologie di effetti. È invece l’utente stesso a decidere se il pedale deve funzionare come multi-riverbero, multi-delay o effetto di modulazione. Il cambio avviene tramite il software Mooer Studio for META FX, in cui le tre categorie di effetti sono disponibili gratuitamente.

All’interno di ogni firmware si trova tuttavia un’intera serie di algoritmi diversi. Ed è proprio qui che, a mio avviso, risiede uno dei grandi punti di forza del pedale: la selezione spazia dai classici standard fino a effetti ambient in parte piuttosto stravaganti e sorprendentemente originali per i sound designer.

Il cambio di firmware tra riverbero, delay e modulazione avviene in modo piacevolmente rapido, ma richiede comunque il collegamento a un computer. Durante le esibizioni dal vivo, ovviamente, ciò è realizzabile solo in misura limitata. Tuttavia, con questa piattaforma Mooer adotta un approccio relativamente aperto, e resta da vedere se l’offerta verrà ampliata in futuro con ulteriori pacchetti firmware. La mia speranza sarebbe quella di un firmware misto, in grado di gestire algoritmi provenienti da diverse categorie di effetti.

Come funziona il Mooer META FX?

Poiché il software Mooer Studio for META FX non funziona come un editor classico, tutte le impostazioni vengono effettuate direttamente sul pedale. Il funzionamento è piacevolmente intuitivo: il pulsante Type consente di selezionare i diversi algoritmi, mentre il pulsante Edit offre accesso ai rispettivi parametri. Tenendo premuto uno dei tre mini-pulsanti e ruotando contemporaneamente la manopola Level, è inoltre possibile regolare i parametri selezionati in modo rapido e diretto.

Le impostazioni personalizzate possono poi essere salvate in uno dei 100 slot di preset disponibili. A proposito, i preset salvati rimangono conservati anche dopo un aggiornamento del firmware. Chi vuole andare sul sicuro può esportare le proprie impostazioni tramite il software e, se necessario, reimportarle.

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6/6 Sulla parte frontale si trova la presa per l’alimentatore in dotazione, che deve fornire 9 volt a 300 mA. A queste si aggiungono un’uscita per le cuffie in formato mini-jack e una porta USB, tramite la quale è possibile installare gli aggiornamenti e cambiare il firmware.]

Ecco come abbiamo testato il Mooer META FX nella pratica

Per i file audio, collego il Mooer META FX a un Fender Bassman clean del 1973, il cui segnale viene inviato attraverso la risposta impulsiva di una cassa Celestion Greenback 4×12″. Per i suoni distorti utilizzo un Walrus Audio Ages. Infine, per verificare il funzionamento stereo, inserisco il pedale nel loop di un Fractal Audio Axe-Fx III.

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Ulteriori informazioni

Quanto sono buoni i riverberi del Mooer META FX?

La sezione riverbero copre una gamma sorprendentemente ampia. Le varianti di riverbero offrono suoni di base pratici e spaziano da Room, Studio, Spring e Plate a spazi più ampi come Hall, Church e Cave, fino a una vasta selezione di suoni ambient e shimmer. È presente anche una variante di modulazione, così non si deve rinunciare a un discreto effetto chorus nonostante il firmware del riverbero selezionato.

Dal punto di vista sonoro, la sezione riverbero si attesta su un livello sorprendentemente buono per la fascia di prezzo ed è davvero divertente da utilizzare durante l’esecuzione. Molto pratica è la funzione Infinite Sustain, che tramite il secondo interruttore a pedale congela il riverbero. Sebbene si debba accettare un leggero rumore di commutazione, in linea di massima è possibile lavorare molto bene con questa funzione. I trail attivabili e una funzione Kill Dry ampliano ulteriormente le possibilità di utilizzo e rendono il riverbero interessante anche per applicazioni ambient psichedeliche o configurazioni più complesse.

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Spring – Stratocaster
Modulazione + funzione Infinite Sustain – Stratocaster
Shimmer – Les Paul

Quali suoni di delay offre il Mooer META FX?

Anche per quanto riguarda i delay l’offerta è altrettanto ricca. Sono presenti sia i classici effetti “di base” come Analog, Digital o Tape, sia delay ambient più sperimentali come Galaxy, Mod-Verse, Crystal o Rainbow. Gli amanti dei suoni lo-fi troveranno pane per i loro denti con il Low-Bit e l’originalissimo Fuzz-Delay, mentre il Ping-Pong-Delay crea ampie distese stereo. Anche in questo caso è presente una variante modulata, così che, a seconda dell’applicazione, si possa addirittura fare a meno di un chorus aggiuntivo.

Dal punto di vista sonoro, i delay si allineano al livello della sezione riverbero: il Digital Delay offre ripetizioni cristalline, mentre il Tape Delay riproduce fedelmente le ripetizioni smorzate di un eco a nastro. Particolarmente pratici sono i parametri Low-Cut e High-Cut, con cui è possibile regolare molto bene il suono delle ripetizioni. Il secondo interruttore a pedale svolge la funzione Tap Tempo nel firmware del delay.

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Tape – Stratocaster
Mod – Stratocaster
Ping-Pong – Stereo – Les Paul

Quanto sono convincenti gli effetti di modulazione del Mooer META FX?

Nel firmware dedicato alla modulazione si trovano, oltre a chorus, phaser, flanger, rotary, Uni-Vibe e tremolo, anche vari effetti di pitch shift, un modulatore ad anello e diversi suoni di filtro. Gli effetti di modulazione classici come chorus, tremolo e phaser convincono per il loro carattere di base molto musicale, mentre gli effetti di pitch shift si distinguono per un tracking sorprendentemente pulito.

In particolare, il chorus e il phaser traggono grande vantaggio dalla modalità stereo e offrono un sound ampio e avvolgente. Anche in questo caso, Mooer colma il divario tra i classici archetipici della modulazione e tipi di effetti decisamente più sperimentali per i sound designer. Anche qui il secondo interruttore a pedale svolge la funzione di tap, che consente, ad esempio, di impostare comodamente con il piede la velocità di modulazione.

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Tremolo – Stratocaster
Octaver – Stratocaster
Stereo – Phaser – Les Paul

Il Mooer META FX si presenta come un pedale compatto e versatile con un approccio insolito: è il firmware selezionato a determinare se il dispositivo funziona come pedale di riverbero, delay o modulazione. Oltre all’ottima qualità degli effetti, ai 100 slot di memoria e agli ingressi e uscite stereo, convince soprattutto l’ampia gamma di algoritmi. Ed è proprio qui che, secondo me, risiede il grande punto di forza del META FX: non solo gli effetti classici più diffusi vengono riprodotti in modo più che soddisfacente, ma Mooer dimostra anche il coraggio di proporre suoni decisamente più eccentrici, che dovrebbero attrarre soprattutto gli appassionati di ambient, psichedelico, shoegaze e paesaggi sonori più sperimentali.

Questo approccio innovativo può tuttavia rappresentare sia un vantaggio che uno svantaggio: riverbero, delay e modulazione non possono essere utilizzati contemporaneamente, ma richiedono l’installazione del firmware corrispondente tramite USB. A questo proposito avrei gradito un firmware misto, in cui fossero disponibili almeno i rappresentanti più importanti di tutte e tre le categorie di effetti.

Chi è alla ricerca di un multieffetto classico, quindi, non troverà – ancora – ciò che cerca. Se invece si considera il META FX come uno specialista programmabile, in grado di cambiare la propria funzione di base a seconda del concerto, l’idea è assolutamente allettante. Per 149 euro si ottiene una piattaforma di effetti versatile e pratica, che potrebbe evolversi ulteriormente grazie a futuri aggiornamenti del firmware.

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Specifiche Tecniche

  • Produttore: Mooer
  • Modello: META FX
  • Tipo: pedale multieffetto stereo con firmware a scelta tra riverbero, delay o modulazione
  • Preset: 100
  • Display: display a colori da 1,28″
  • Controlli: Level, Select (encoder con funzione a pressione)
  • Interruttori: 2 × interruttori a pedale, Edit, Type, Save
  • Connessioni: Ingressi e uscite stereo (jack da 6,3 mm), uscita cuffie (mini-jack da 3,5 mm), USB-C, ingresso alimentatore (9 V)
  • Consumo energetico: 300 mA
  • Dimensioni: 125 × 74 × 49 mm
  • Peso: 203 g
  • Prezzo: 149,00 euro (ottobre 2026)
  • Sito del produttore: https://www.mooeraudio.com/products/245.html

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Riccardo Yuri Carlucci