Speranza e giovinezza: lo spirito dei Beatles in due parole, secondo Paul McCartney. Nel contesto turbolento degli anni Sessanta, la band ha incarnato un’energia fresca, positiva e rivoluzionaria definendo un’intera generazione e arrivando fino ai giorni nostri. E proprio il songwriting e la cifra stilistica dell’ex Fab Four hanno ispirato e tuttora ispirano una pletora di musicisti in erba. Grazie alla nostra rubrica “Le 10 Canzoni” andiamo a goderci un lato meno conosciuto di questo artista leggendario, che non smette mai di stupirci.

A Friend Like You di Brian Wilson, 2004
Con “un amico come Paul” tutto è più facile
Gettin’ Over My Head esprime la quintessenza del genio dell’indimenticato Brian Wilson, fondatore e principale autore dei Beach Boys. Un disco pieno di sorprese e da rivalutare, a oltre vent’anni dal rilascio, dove non poteva ovviamente mancare il grande amico Paul McCartney ai cori e alla chitarra acustica nell’indovinata, fin dal titolo, A Friend Like You.
Curiosità
Nell’album sono presenti svariati ospiti, tra cui Eric Clapton. E proprio di Slowhand andiamo a parlare nella prossima canzone…
All of Me di Eric Clapton, 2013
Uno standard del jazz americano per due rockettari inglesi
Clapton in Old Sock ci regala una sorpresa inaspettata, arriva un sorprendente duetto con il “Macca”. Billie Holiday e Frank Sinatra, senza dimenticare Willie Nelson, sono fra le leggende legate a questo jazz standard che vive una nuova era per merito del duo Eric/Paul.
Curiosità
Un’altra effervescente performance in studio del duo è My Valentine, da Kisses from the Bottom (2012). Si tratta stavolta di un pezzo autografo dell’ex Beatle, in cui compare la zampata dell’autore di Wonderful Tonight. Una composizione bellissima, languida, nostalgica e suadente, a ricordare che i grandi artisti non perdono mai la grande ispirazione per scrivere grandi canzoni.
Carolina in My Mind di James Taylor, 1968
L’Hofner Bass che non ti aspetti su un brano indimenticabile
Carolina in My Mind è uno dei brani del cuore, che a distanza di quasi sessant’anni brilla ancora come la prima volta. Ebbene, Paul era lì, con il suo basso puntuale e mai banale, con la sua classe e raffinatezza per questa storica, prima versione della famosa ballata.
Curiosità
Non si tratta dell’unica collaborazione con il caro James. Il sodalizio si consolida nella partnership con Carly Simon, all’epoca moglie di Taylor, per Night Owl (1972). L’idillio prosegue nel 1974 con i cori di Paul per Rock ‘n’ Roll Is Music Now, dal pluripremiato Walking Man.
My Dark Hour di Steve Miller Band, 1969
Paul McCartney: un artista tuttofare
Quando il destino ci mette lo zampino: dopo un litigio durante una session del 1969, gli altri membri dei Beatles non si presentano alla seduta di registrazione, quindi il noto produttore Glyn Johns suggerisce a McCartney di lavorare insieme a Steve Miller (presente agli Olympic Studios per incidere del suo materiale), al fine di sfruttare al meglio il tempo a disposizione. Ne esce fuori una fantastica My Dark Hour, già dal titolo intrigante e misteriosa.
Curiosità
Paul contribuisce a My Dark Hour (accreditato come “Paul Ramon”) in maniera fenomenale, fornendo cori, batteria, chitarra e basso. Un jolly. Serve altro, signore e signori?
All Those Years Ago di George Harrison, 1981
Chi poteva chiamare George per una canzone intitolata “Tanti anni fa”?
Paul, George e Ringo: vedere tre ex Beatle di nuovo sotto lo stesso tetto per All Those Years Ago è sempre qualcosa di speciale.
Curiosità
George Harrison amava definirsi un giardiniere. La sua passione per le piante e per la natura aveva un significato profondo. “Sporcarsi” le mani con la terra, lavorarla e darle vita era per lui un modo di avvicinarsi al divino.
E, al di là di questa accezione più materiale, l’autore di My Sweet Lord era un “giardiniere” dell’anima e dello spirito. McCartney rimaneva sempre molto attratto da quest’altra dimensione del compagno di mille avventure. La sua presenza al Concert for George il 29 novembre 2002, a un anno esatto dalla scomparsa di Harrison, e la scelta di interpretare in quell’occasione Something, All Things Must Pass e While My Guitar Gently Weeps dimostrano tutta la personale devozione per l’amico venuto a mancare.
Sunday Rain di Foo Fighters, 2017
Indovina indovinello, chi suona la batteria sul più bello?
Nell’album Concrete and Gold c’è spazio per un “vecchietto” che imperversa dietro alle pelli. Magico Paul!
Curiosità
L’empatia McCartney/Grohl è qualcosa di profondo, al di là di un mero rapporto artistico. Nel prossimo paragrafo facciamo un salto indietro a ricordare un’altra loro partnership memorabile.
Cut Me Some Slack con Nirvana, Live at Madison Square Garden, NYC, 2012
12-12-12: The Concert for Sandy Relief regala perle di altissimo livello
Infondere speranza, collaborare al riscatto e indicare una via di salvezza: questa la mission del Concert for Sandy Relief, aiutare chi ha sofferto grazie alla musica, la passione, l’arte e la genialità dei più grandi musicisti su questa Terra.
Curiosità
Una terribile tragedia ispira alcune delle più belle partnership, con tante star coinvolte, pronte a dare una mano. La musica come rifugio, come cura. Quanto fa star bene vedere sul palco uno smagliante “baronetto” cantare e cimentarsi alla cigar box guitar, felice di partecipare alla “Nirvana reunion”!
Songbird in a Cage di Charlotte Gainsbourg, 2017
Una bellissima canzone del 2011 trova la sua giusta collocazione alcuni anni dopo…
Quando McCartney è ispirato non ce n’è per nessuno. Si narra che durante le session in studio per Charlotte Gainsbourg si sia divertito a provare tutti gli strumenti, felice di fare musica come se fosse la prima volta.
Curiosità
“Abbiamo pranzato insieme circa sei anni e mezzo fa”, ricorda Charlotte in un’intervista del 2017 per VultureHound, “Non riuscivo a credere di essere davvero seduta accanto a lui. Gli ho detto che se avesse mai scritto una canzone per me sarebbe stato un sogno che si avverava. Qualche settimana dopo mi ha mandato questo brano. Era un demo. Quando ho cominciato a lavorare su Rest, volevo assolutamente che facesse parte dell’album. E nel 2016, al momento dell’incisione, Paul è venuto molto gentilmente agli Electric Lady Studios. Ha suonato pianoforte, basso e chitarra. È stato incredibile vederlo all’opera”.
Bite My Hand Off di Rolling Stones, 2022
Fu vera rivalità?
Bite My Head Off, scritta da quegli eterni ragazzacci di Keith Richards e Mick Jagger, viene pubblicata in Hackney Diamonds e vede la partecipazione di Paul al basso. Si tratta della prima canzone dei Rolling Stones a cui McCartney ha contribuito a partire dal lontano 1967, anno di pubblicazione di We Love You.
Curiosità
L’ex Fab Four riceve l’invito a partecipare alla sessione di registrazione del brano dal produttore Andrew Watt, noto per aver regalato nuove sonorità a giganti come il mai troppo compianto Ozzy Osbourne, Pearl Jam ed Elton John. Proprio il periodo dell’incisione di Bite My Hand Off segna l’inizio di una stretta cooperazione tra i due.
Santa Claus Is Coming to Town con Bruce Springsteen & E Street Band, Live at Saturday Night Live, NYC, 2015
Un Natale speciale: “Attenti a quei due”!
Quando sono insieme fanno faville, America e Inghilterra diventano una sola bandiera. Fosse sempre così!
Curiosità
Bruce e Paul si sono spesso scambiati favori sul palco, ospitandosi vicendevolmente ai concerti, tuttavia questa comparsata natalizia del baronetto è assolutamente inaspettata.
Extra: New Moon Over Jamaica di Johnny Cash, 1988
Due uomini di gran classe
Con una carriera del genere, vi sarebbero comparsate clamorose di McCartney per riempire almeno altre cinque puntate.
Tuttavia, dovendo sceglierne solo dieci, godiamoci questo speciale extra con The Man in Black.
Curiosità
Nel corso degli anni McCartney è stato spesso in vacanza in Giamaica. Un’altra icona della musica, Johnny Cash, ha amato così tanto quel posto da acquistare una casa in loco. Durante uno dei viaggi di Paul e Linda sull’isola a metà degli anni Ottanta, Johnny decide di invitarli a cena da lui. Una splendida luna suggerisce lo spunto per New Moon Over Jamaica, che “L’Uomo in nero” inserisce nell’album Water from the Wells of Home (1988), optando per un arrangiamento country rispetto all’iniziale versione dalle cadenze reggae. I coniugi “Macca”, ovviamente, offrono il loro contributo in studio: il brano si distingue per le delicate armonie vocali e alcuni indovinati giri di basso.
Proprio Johnny Cash, straordinario e indimenticato cantore che ha saputo raccontare l’anima, le contraddizioni, le sofferenze e le speranze degli Stati Uniti, incarna il protagonista perfetto per un altro entusiasmante episodio della rubrica Le Dieci Canzoni, la serie unica ed esclusiva di Planet Guitar.
Stay tuned!
To be continued…
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