Per anni è stata raccontata come un incidente sul set: una Martin con 145 anni di storia distrutta durante le riprese di The Hateful Eight, quando Kurt Russell la fracassò davanti alla macchina da presa. Ora Dick Boak, ex storico interno di Martin Guitar, torna su quella vicenda con una ricostruzione che rimette in discussione quanto si credeva di sapere. Al centro del suo racconto c’è un dettaglio preciso: quella scena sarebbe stata girata di notte, quando il tecnico incaricato di seguire le chitarre non era presente.

Non è ancora chiuso il caso che riguarda Quentin Tarantino, Martin e la chitarra di 145 anni distrutta sul set.
Quentin Tarantino e la Martin di 145 anni distrutta – © Stephanie Madden, link, CC BY-NC 4.0 – © link, CC BY-NC-SA 4.0 – © Georges Biard, link, CC BY-SA 3.0

La Martin di 145 anni distrutta durante le riprese

Nel film The Hateful Eight, diretto da Quentin Tarantino e uscito nel 2015, il personaggio John Ruth, interpretato da Kurt Russell, strappa dalle mani di Daisy Domergue, interpretata da Jennifer Jason Leigh, la chitarra che la sta suonando e la distrugge contro una trave di legno.

La scena prevedeva che lo strumento venisse effettivamente fracassato, ma non l’originale. Il problema è che la chitarra utilizzata non era una semplice copia di scena, ma un’autentica Martin storica risalente agli anni ’70 dell’Ottocento, prestata dal Martin Guitar Museum per rendere credibile l’ambientazione del film.

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Secondo la ricostruzione emersa dopo l’incidente, l’originale avrebbe dovuto essere sostituito con una replica prima della ripresa della distruzione. Lo scambio, però, non avvenne e la chitarra storica venne ridotta in pezzi.

La vicenda suscitò particolare indignazione tra musicisti e collezionisti perché non si trattava soltanto di uno strumento costosissimo, ma di un oggetto storico non più recuperabile nella sua forma originale.

Il dettaglio della ripresa notturna che insospettisce Dick Boak

A riaccendere il caso è Dick Boak, storico interno di Martin ormai in pensione, intervenuto nel Gear Gab Podcast con Eric Dahl.

Boak ha messo in dubbio la spiegazione dell’incidente, concentrandosi sulle circostanze in cui sarebbe stata girata la scena.

«Tarantino ha girato la scena di notte apposta, così che il tecnico delle chitarre non fosse presente», sostiene Boak nell’intervista.

L’ex responsabile di Martin prosegue spiegando che il tecnico era già andato a casa e che le chitarre finte, realizzate in cartapesta per essere distrutte durante la ripresa, non sarebbero mai state portate sul set.

«C’era soltanto la chitarra vera», racconta Boak, ricostruendo il momento in cui Jennifer Jason Leigh stava suonando e Kurt Russell le strappò lo strumento dalle mani.

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Secondo la sua interpretazione, Tarantino avrebbe voluto ottenere una reazione autentica dall’attrice, anziché una risposta recitata. La sorpresa e lo shock di Leigh sarebbero stati quindi parte dell’effetto cercato dal regista.

È un’ipotesi pesante, perché sposta la vicenda da un errore nella gestione degli oggetti di scena alla possibilità di una scelta deliberata.

La versione di Kurt Russell

Nel 2024, Kurt Russell era tornato pubblicamente sull’episodio, raccontando di non essere stato informato del valore storico della chitarra che avrebbe dovuto distruggere.

L’attore aveva spiegato che Jennifer Jason Leigh si era esercitata con diversi strumenti per prepararsi alla scena e che quella Martin era diventata la chitarra che lei preferiva.

Russell ricordava di aver saputo che lo strumento valeva circa 15.000 dollari, ma di non aver compreso che si trattasse di un pezzo storico insostituibile. Convinto che la produzione avesse predisposto tutto come previsto, aveva eseguito la scena.

Solo dopo essersi accorto della reazione dell’attrice aveva iniziato a sospettare che qualcosa fosse andato storto. Russell raccontò di averle chiesto se fosse proprio la chitarra con cui si era esercitata, ricevendo una risposta affermativa.

Un episodio che ha cambiato il rapporto tra Martin e Hollywood

La distruzione della chitarra ebbe conseguenze anche al di fuori del set.

Nel 2016, Boak aveva dichiarato che Martin non avrebbe più prestato strumenti storici alle produzioni cinematografiche dopo quanto accaduto. La decisione rifletteva la difficoltà di proteggere un oggetto insostituibile in un contesto nel quale la continuità delle riprese e la gestione degli oggetti di scena dipendono dalla comunicazione tra numerosi reparti.

Lo stesso Boak ricordò quanto fosse rimasto sconvolto dalla distruzione, arrivando a temere conseguenze professionali per l’accaduto.

L’allora amministratore delegato di Martin, Chris Martin, avrebbe invece sottolineato il valore promozionale della presenza dello strumento in un film destinato a diventare famoso. Un punto di vista che non cancella la perdita storica, ma mostra come l’episodio fosse stato vissuto in modo diverso all’interno dell’azienda.

Nel 2024, i resti della chitarra furono inoltre esposti allo stand Martin durante il NAMM Show di Anaheim, mantenendo viva la memoria di uno degli incidenti più discussi tra gli appassionati di strumenti musicali.

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Ulteriori informazioni

Tarantino voleva davvero distruggere la chitarra?

È questa la domanda che torna al centro della vicenda, ma la risposta non è ancora definitiva.

La dichiarazione di Dick Boak introduce un elemento nuovo: secondo la sua ricostruzione, la ripresa notturna, l’assenza del tecnico e la mancata disponibilità delle chitarre finte sarebbero circostanze difficili da ignorare.

Resta però da dimostrare se queste circostanze siano state effettivamente organizzate per ottenere una reazione spontanea da Jennifer Jason Leigh oppure se la distruzione sia stata il risultato di un errore nella gestione della scena.

La distinzione è decisiva. La Martin è stata realmente distrutta e la mancata sostituzione con una copia è al centro della ricostruzione storica dell’incidente. Che Quentin Tarantino abbia deliberatamente voluto sacrificare uno strumento di oltre un secolo per ottenere una reazione autentica, invece, rimane un sospetto rilanciato da Boak, non un fatto accertato.

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Giuseppe Ruocco