Nel cuore degli anni ’70, quando ancora nessuno immaginava cosa sarebbe diventata la band, i Van Halen salirono su un palco come semplice opening act. Ma secondo il racconto di George Lynch, la sera in cui i Van Halen aprirono per gli UFO cambiò qualcosa. Non solo per il pubblico. Anche per i musicisti presenti.

George Lynch racconta quando Van Halen, prima della loro ascesa, surclassarono gli UFO dal vivo negli anni ’70.
© link, CC BY-NC-SA 2.0

Il concerto che nessuno si aspettava

Prima del successo e dell’album di debutto del 1978, i Van Halen erano una band emergente nella scena californiana. In una di queste serate, i Van Halen si ritrovarono ad aprire per gli UFO, gruppo già affermato nell’hard rock internazionale.

Secondo George Lynch, presente quella sera, il risultato fu sorprendente.

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Van Halen vs UFO: racconta George Lynch

Non so se gli UFO sapessero cosa li aspettava. Noi li amavamo, ma gli hanno fatto il culo.

Il chitarrista ricorda così l’episodio e aggiunge che vedere dal vivo quella versione iniziale della band fu qualcosa di difficile da dimenticare:

Vederlo da vicino è stato sconvolgente. Era folle. Sono tornato a casa pensando che dovevo migliorare.

Perché Van Halen erano diversi

In quegli anni, il linguaggio della chitarra rock stava ancora evolvendo. L’arrivo di Eddie Van Halen portò un approccio completamente nuovo, tra tecnica e attitudine.

Non era solo questione di velocità o virtuosismo. Era il modo di stare sul palco e di costruire il suono a risultare spiazzante per chi era abituato a standard diversi.

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Il confronto con Allan Holdsworth

Lynch sottolinea anche un altro aspetto interessante, legato alle influenze comuni:

Eddie Van Halen ammirava Allan Holdsworth, figura chiave della fusion.

Secondo Lynch Eddie “amava Holdsworth. Poteva stargli dietro, ma non credo capisse cosa stesse facendo.

Un’osservazione che riflette la distanza tra approccio teorico e istintivo nella chitarra di Eddie.

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Giuseppe Ruocco