Il 17 novembre del 1966 nasceva ad Anaheim (California, Stati Uniti d’America) Jeffrey Scott Buckley, conosciuto più semplicemente come Jeff Buckley. Chitarrista e cantante, Jeff era il figlio di Tim Buckley, importante cantautore e chitarrista degli anni ‘60 e ‘70, morto tragicamente per overdose a soli 28 anni. Jeff condividerà il tragico destino del padre, morendo annegato nel fiume Mississippi il 29 maggio del 1997 a 30 anni. Buckley riuscì a pubblicare un solo disco in vita, l’indimenticabile Grace del 1994, incluso dalla rivista Rolling Stone tra i 500 migliori album della storia. Nel giorno dell’anniversario della sua nascita, ricordiamo la sua figura con Hallelujah, brano di Leonard Cohen di cui Jeff realizzò una famosissima cover, grazie all’aiuto di Paul e Matt di Guitar Tutorials.

Jeff Buckley live nel 1995 I Credits: Rob Watkins / Alamy Stock Photo

Fin da piccolo Jeff fu circondato dalla musica, grazie alla madre violoncellista, e si avvicinò all’ascolto di artisti e band come i Led Zeppelin, i Queen, Jimi Hendrix, i The Who, i Pink Floyd, i Kiss, gli Yes, i Genesis e i Rush. Il suo debutto avvenne però nel 1991, quando Jeff cantò a New York durante un concerto-tributo al padre, Greetings from Tim Buckley. Accompagnato dal chitarrista Gary Lucas, Buckley suonò I Never Asked To Be Your Mountain, un brano di Tim dedicato originariamente proprio a lui e alla moglie, Sefronia – The King’s Chain, Phantasmagoria in Two e concluse con Once I Was, cantando il finale a cappella a causa della rottura di una corda della chitarra.

A seguito di questa esibizione Buckley iniziò a collaborare proprio con Gary Lucas, scrivendo canzoni ed esibendosi con la sua band Gods and Monsters a New York. A partire dal 1992 iniziò ad esibirsi al Sin-é. Il suo set includeva cover di artisti come Led Zeppelin, Bob Dylan, Édith Piaf, Elton John, The Smiths, Leonard Cohen e Robert Johnson e Jeff cantava da solo, accompagnato da una Fender Telecaster. L’album Live At Sin-é del 1993 è una straordinaria testimonianza di questo periodo artistico, fondamentale per portare Jeff all’attenzione e al corteggiamento delle case discografiche. Buckley firmò infine un contratto con la Columbia Records per circa 1 milione di dollari per tre dischi.

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Nel giorno dell’anniversario della sua nascita, ricordiamo Jeff Buckley, come cantante e chitarrista, con un brano da lui interpretato che è rimasto nell’immaginario e sarà sempre collegato alla sua figura: Hallelujah.

Grace: l’unica perla di Jeff

Una presentazione al mondo ma anche un ultimo testamento: potremmo riassumere così Grace, unico album in studio di Jeff Buckley, uscito nell’agosto del ‘94. Un disco particolare anche per le sue sonorità e non perfettamente incasellabile in un unico genere. Trovano posto infatti i due brani composti da Jeff con Gary Lucas, Mojo Pin e la title track Grace. Ancora, altri 5 brani scritti dall’artista, tra cui So Real, Eternal Life e Dream Brother, tutti brani dal sound particolare e alternative, e 3 cover. Jeff scelse infatti di omaggiare Benjamin Britten con Corpus Christi Carol, Nina Simone e Elkie Brooks con Lilac Wine e Leonard Cohen con Hallelujah. Basterebbero questi tre brani a far risaltare una delle caratteristiche portanti dell’intero lavoro: la straordinaria voce di Jeff, quasi angelica e straziante nelle sue interpretazioni.

Il disco ottenne i favori della critica musicale, ma non riscosse un grande successo di vendita. Questo non impedì a Jeff di intraprendere un tour mondiale, testimoniato dal DVD Grace Around the World, che raccoglie alcune delle migliori performance realizzate in quel periodo e permette di rendersi conto delle capacità di Buckley anche dal vivo.

In molti si accorsero del valore di Jeff grazie a questo disco, anche alcune delle sue fonti di ispirazione. Sia Robert Plant che Jimmy Page hanno infatti espresso più volte apprezzamenti verso la sua figura. Il chitarrista dei Led Zeppelin considera inoltre Grace uno dei suoi album preferiti: […] and it was close to be my favourite album of the decade”.

Hallelujah: chitarra e voce paradisiaca

Il brano è di Leonard Cohen, ne esiste una versione di John Cale. La versione consegnata alla storia è quella di Jeff Buckley: questa è la traiettoria di una canzone come Hallelujah.

La versione di Jeff ha un carattere magico, quasi mistico. La lunga intro di chitarra ci introduce all’atmosfera del brano, ma è la sua voce a trasportarci e a guidarci in questa poesia sonora di più di 6 minuti. Chitarra e voce, non ci sono altri strumenti o accompagnamenti nel brano, e questi due elementi sono sufficienti a rendere indelebile la sua interpretazione. Un approfondimento sul suono della chitarra in questo brano ci viene offerto da Andy Wallace, produttore del disco. Jeff descriveva così il pezzo:

“Chi ascolta attentamente Hallelujah scoprirà che è una canzone sul sesso, sull’amore, sulla vita sulla terra. L’alleluia non è un omaggio a una persona adorata, idolo o dio, ma l’alleluia dell’orgasmo. È un’ode alla vita e all’amore.”

Presente anche in questo suo capolavoro, Buckley ha utilizzato per la gran parte della sua carriera una Fender Telecaster dell’83, a cui aveva sostituito il pickup al ponte con un Seymour Duncan Hot Lead Stack:

Fender Vintera II 50s Nocaster MN BGB

Fender Vintera II 50s Nocaster MN BGB

Valutazione dei clienti:
(2)
Seymour Duncan STK-S2N Hot Stack Black

Seymour Duncan STK-S2N Hot Stack Black

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Jeff ha usato anche una Rickenbacker 360/12 e una Gibson Les Paul nera:

Rickenbacker 360/12 FG

Rickenbacker 360/12 FG

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(7)
Gibson Les Paul Custom EB GH

Gibson Les Paul Custom EB GH

Valutazione dei clienti:
(109)

Sul fronte degli amplificatori, invece, ha utilizzato dei Fender Vibroverb e dei Mesa Boogie Dual Rectifier, ma anche una vasta schiera di effetti come l’Electro Harmonix Hot Tubes, l’MXR M-103 il tc electronic SCF Gold Chorus/Flanger e corde Dean Markley:

Electro Harmonix Hot Tubes Nano

Electro Harmonix Hot Tubes Nano

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(76)
MXR M-103

MXR M-103

Valutazione dei clienti:
(59)
tc electronic SCF Gold Chorus/Flanger

tc electronic SCF Gold Chorus/Flanger

Valutazione dei clienti:
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Dean Markley 2556 Blue Steel Electric REG

Dean Markley 2556 Blue Steel Electric REG

Valutazione dei clienti:
(492)

Potete trovare la lista della strumentazione usata da Jeff sul suo sito ufficiale, che è una vera e propria miniera di informazioni sull’artista. 

Ricordiamo oggi un grandissimo artista, scomparso troppo presto ma rimasto nell’immaginario degli amanti della musica. Per approfondire altri aspetti della sua vita, vi invitiamo a vedere questo speciale della BBC del 2002 sulla sua figura, Everybody Here Wants You, e il film documentario del 2004 Amazing Grace: Jeff Buckley.

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Riccardo Yuri Carlucci
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