James Hetfield ha lanciato un messaggio chiaro dal palco della Sphere di Las Vegas, usando parole che non sono passate inosservate. Il frontman dei Metallica ha spiegato cosa non vuole dai concerti della band, ma c’è un dettaglio nella sua posizione che risale a molti anni fa e che rende le sue dichiarazioni ancora più interessanti.

James Hetfield chiarisce il ruolo dei concerti dei Metallica: ecco la posizione della band su politica e sociale dal palco.
James Hetfield, Metallica e politica – © Tommy Holl, link, CC BY 3.0

Il discorso di Hetfield alla Sphere di Las Vegas

Il 10 ottobre 2026, durante una delle date della residency dei Metallica alla Sphere di Las Vegas, James Hetfield si è rivolto al pubblico spiegando che la band non intende utilizzare i concerti per influenzare le idee degli spettatori riguardo la politica e il sociale.

Prima di affrontare l’argomento, il frontman aveva ringraziato i fan per il tempo, il denaro e i viaggi necessari per raggiungere Las Vegas. Poi ha precisato il senso della presenza del gruppo sul palco.

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«I Metallica non sono qui, come altri intrattenitori, per influenzarvi con le loro stronzate», ha dichiarato Hetfield, secondo la trascrizione del discorso pubblicata da AXS TV. Ha quindi aggiunto che l’obiettivo è dimenticare, almeno per il tempo dello spettacolo, tutto ciò che accade fuori dalla sala.

La frase conclusiva riassume la sua posizione: «L’agenda dei Metallica è amore, energia e heavy metal, baby!».

Sembra chiaro quindi che per Hetfield l’esperienza dal vivo deve essere incentrata interamente sulla musica e sulla condivisione con il pubblico, senza trasformarsi in un’occasione per promuovere messaggi esterni.

La posizione dei Metallica nel ’92

Le parole pronunciate alla Sphere non rappresentano una svolta nella visione del cantante. Già nel 1992, in un’intervista a NME successivamente ripubblicata dal Guardian, Hetfield aveva spiegato di preferire che i Metallica rimanessero distanti dalle richieste di sostegno a singole cause.

«Abbiamo preferito tenerci lontani da tutto questo. Abbiamo ricevuto numerose lettere che ci chiedevano di suonare per questa o quella causa», aveva dichiarato.

Il concetto espresso allora è vicino a quello ribadito nel 2026: il gruppo vuole mantenere al centro la propria attività musicale, evitando di assumere il ruolo di portavoce di movimenti o campagne.

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Questo non significa che ogni canzone dei Metallica sia priva di implicazioni politiche o sociali e neanche che la band non sia effettivamente impegnata nel sociale. Sappiamo infatti che in seguito alla data di Bologna i Metallica hanno fatto una doppia donazione a sostegno di enti a sostegno della comunità. Significa, più precisamente, distinguere i temi affrontati attraverso la musica dalle dichiarazioni esplicite pronunciate durante un concerto.

Dai testi di …And Justice for All a Don’t Tread on Me

Il rapporto tra i Metallica e la politica è complesso anche per la natura del loro repertorio.

Pubblicato nel 1988, …And Justice for All affronta questioni legate alla giustizia, al potere e alla guerra. Brani come One e Disposable Heroes esplorano le conseguenze del conflitto sui soldati, mettendo in primo piano la disumanizzazione e il prezzo umano della guerra.

Nel 1991, con l’album Metallica, il gruppo pubblicò anche Don’t Tread on Me, brano che richiama il motto associato alla bandiera storica di Gadsden.

Nel 2012, ripensando alla canzone in un’intervista a The Village Voice, James Hetfield spiegò che il brano aveva sorpreso parte del pubblico, abituato ad associare i Metallica a posizioni antimilitariste.

«Tutto quello che facciamo è scrivere canzoni, non ci schieriamo politicamente da una parte o dall’altra», affermò il cantante.

I Metallica quindi hanno affrontato negli anni argomenti controversi nei propri testi senza che ogni brano costituisca una dichiarazione ufficiale della band a favore di una specifica posizione politica.

La posizione sugli altri artisti

Le parole pronunciate da Jemes Hetfield alla Sphere sono state interpretate da alcune testate come un possibile riferimento alle polemiche sul coinvolgimento politico degli artisti durante i concerti.

Tra i casi citati nel dibattito figura quello di Macklemore, che ha attirato l’attenzione per le sue dichiarazioni a sostegno della Palestina e per le conseguenze sulla sua partecipazione al tour di Ed Sheeran.

Non possiamo affermare con certezza che Hetfield intendesse riferirsi proprio a quella situazione.

La questione più interessante riguarda piuttosto il ruolo che un artista dovrebbe assumere davanti al proprio pubblico: per alcuni musicisti, il palco è anche uno spazio per esprimere convinzioni e denunciare ingiustizie; per altri, deve restare principalmente un luogo di incontro e di evasione.

Che cosa sappiamo davvero delle parole di Hetfield

Il discorso del 10 ottobre conferma che James Hetfield vuole preservare una netta distinzione tra l’esperienza di un concerto dei Metallica e la promozione di pensieri politici e sociali ben definiti.

Le sue dichiarazioni storiche mostrano inoltre che questa preferenza non nasce dalle controversie più recenti. Allo stesso tempo, i temi affrontati da alcune delle canzoni più importanti della band impediscono di ridurre la questione a una semplice contrapposizione tra musica e politica.

Evidentemente i Metallica non sono estranei e insensibili a quello che succede nel mondo ma il pensiero di James Hetfield riguarda soprattutto il modo in cui vuole vivere e presentare i concerti.

Per Hetfield, almeno nelle parole pronunciate alla Sphere, il messaggio da portare sul palco resta quello della musica, dell’energia e della condivisione con i fan.

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Giuseppe Ruocco