Nel gelo di Londra, agli inizi del 1967, un giovane tecnico del suono vede entrare un ragazzo silenzioso con un impermeabile addosso. Pochi minuti dopo, quel ragazzo accende il suo amplificatore, suona un accordo e cambia per sempre la sua idea di musica registrata. Quel ragazzo è Jimi Hendrix. Il tecnico è Eddie Kramer. E quello è il giorno in cui nasce Little Wing.

Il giorno in cui Jimi Hendrix arrivò agli Olympic Studios
È la fine di gennaio del 1967. Fuori fa freddissimo. Dentro gli Olympic Studios di Londra si prepara una nuova sessione.
A raccontarlo è Eddie Kramer, l’ingegnere del suono che lavorò con Hendrix nei suoi anni decisivi, intervistato da Rick Beato.
Ricorda così quel momento:
“Ha suonato un accordo e la mia vita è cambiata in un nanosecondo.“
Per Kramer non era solo un chitarrista. Era qualcosa che non aveva mai sentito prima.
Il primo accordo e la costruzione del suono
Dopo quel primo accordo, Kramer capisce subito che deve catturare qualcosa di speciale.
Mette un Neumann M160 davanti all’amplificatore, corre in regia e inizia a lavorare tra equalizzazione, compressione e riverbero.
“Sapeva che potevo ottenere qualsiasi suono avesse in testa.“
Come fu registrata Little Wing
Eddie Kramer ricorda che la base di Little Wing di Jimi Hendrix venne registrata in circa dieci take complete.
Poi iniziò la fase degli overdub. Ed è in questa fase che accade uno degli episodi più sorprendenti della giornata.
Il glockenspiel trovato per caso
In studio c’era un tavolo con strumenti lasciati dalla sessione precedente.
Tra questi, un glockenspiel, potremmo semplificarlo in uno xilofono, ma con le barre betalliche.
Jimi Hendrix lo nota e chiede cosa sia. Kramer glielo spiega rapidamente. Pochi minuti dopo Hendrix ha già capito cosa fare.
Registra quelle note brillanti che ancora oggi aprono uno dei momenti più riconoscibili di Little Wing.
Per Kramer fu la prova definitiva del suo genio.
“Non lo aveva mai suonato prima e lo inserì nel brano. Geniale.“
Perché quella sessione conta ancora oggi
La storia di Little Wing non è solo la nascita di un classico.
È il racconto di come Jimi Hendrix lavorava davvero.
Istinto immediato. Curiosità assoluta. Nessuna paura di sperimentare.
E forse è proprio per questo che, quasi sessant’anni dopo, quella registrazione continua a sembrare viva.
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