Keith Richards non ha mai inseguito la velocità. In un’epoca in cui molti chitarristi costruivano la propria identità sulle note suonate al limite, lui ha scelto un’altra strada. Oggi torna a spiegare perché l’open G è diventato il cuore del suo suono e perché lo shredding non lo ha mai convinto davvero e perché questa accordatura è diventata fondamentale per il suo stile.

Cosa ha detto Keith Richards
Keith Richards ha ribadito il suo approccio diretto alla chitarra, spiegando di non aver mai trovato interessante la cultura dello shredding associata alla scena del Sunset Strip. Il suo punto non è una critica tecnica, ma una scelta musicale precisa. Il focus resta sul groove, sul suono d’insieme e sulla funzione della chitarra all’interno del brano.
Cos’è l’open G
L’open G è un’accordatura aperta che permette di ottenere un accordo completo, il G (Sol) semplicemente suonando le corde a vuoto. È un’ottima base ideale per costruire riff ritmici, soprattutto nell’ambito del blues/rock-blues.
Nel caso di Keith Richards, questa accordatura è spesso associata a un setup particolare: invece di 6 corde ne monta solo 5, rendendo lo strumento ancora più essenziale e focalizzato sul ritmo. Questo approccio ha contribuito a definire il suono dei Rolling Stones, soprattutto nei riff più iconici.
Perché rifiuta lo shredding
La distanza dallo shredding nasce da una visione musicale diversa. Dove molti chitarristi degli anni ’80 cercavano complessità e velocità, Keith Richards ha sempre privilegiato l’impatto immediato di poche note suonate nel modo giusto.
Il suo stile punta a creare spazio, tensione e groove, piuttosto che riempire ogni battuta. Non è una rinuncia alla tecnica, ma una sua applicazione mirata.
Quanto vale la scelta dell’accordatura di Keith Richards
Per chi suona, il messaggio è molto concreto. L’identità sonora non dipende dalla quantità di note, ma dalle scelte.
L’open G per Keith Richards appresenta una sorta di scorciatoia creativa per creare riff efficaci e riconoscibili. Allo stesso tempo, il chitarrista degli Stones invita a ripensare il ruolo della chitarra, non come strumento solista fine a sé stesso, ma come elemento fondamentale del groove.
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