Les Paul ha scritto pagine su pagine nella storia della musica moderna: inventore geniale e visionario, a lui si deve la progettazione della prima chitarra solid body della Gibson. Il suo nome è associato a una serie di modelli intramontabili, tuttora imbracciati dai più grandi virtuosi dello strumento. E nella lunga carriera, questo rivoluzionario innovatore si è spesso incontrato proprio con alcuni di loro, felici di poter duettare con il Maestro per antonomasia. 

Da questi incroci in studio e sul palco nasce di conseguenza una puntata speciale per la nostra rubrica “Le 10 Canzoni”. Si alzi il sipario! 

Un trentenne Les Paul in studio di registrazione, a New York, 1947
©  Hum Images – Alamy Stock Photo

So Into You con Peter Frampton, 2005

L’autore di Show Me the Way incontra il “padre” delle sue chitarre 

Come non ricordare Frampton Comes Alive, uno degli album dal vivo più venduti e amati di tutti i tempi? In copertina c’è Peter Frampton che suona Phenix, la mitica Gibson Les Paul Custom nera del 1954. Abbiamo già detto tutto, non poteva quindi mancare un duetto…

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Curiosità

Les Paul & Friends, American Made World Played è una delle ultime gemme regalateci dall’indimenticabile Les Paul. Tutti i chitarristi, indipendentemente dal marchio utilizzato, devono la possibilità di suonare le loro note a quest’uomo incredibile, geniale inventore visionario. La dimostrazione dell’universalità dell’apprezzamento si palesa in questo disco tributo (che si aggiudica due grammy) del 2005, a cui partecipa pure proprio lui, Les Paul in carne e ossa. Steve Miller, Buddy Guy, Billy Gibbons, Sting, Jeff Beck, Richie Sambora, Kenny Wayne Shepherd, Neal Schon, Eric Clapton, Joe Perry, Steve Lukather e Keith Richards sono solo una piccola parte dei nomi coinvolti in un album di grande valore filologico, che raccoglie alcune fra le ultime incisioni in studio di Les Paul. E Frampton fa pure il bis, comparendo in un’altra traccia dell’opera, All I Want Is You, rilettura del celebre brano degli U2.

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The Good Luck You’re Having con Joe Bonamassa, 2008

L’ex enfant prodige, ora infallibile guitar hero, si gode la compagnia di uno dei suoi più grandi idoli

“La fortuna che stai avendo”, un brano dal titolo profetico per Joe Bonamassa, che nel suo ampio palmares può vantare così anche un brano inciso insieme a uno dei più grandi innovatori dell’electric guitar.

Curiosità

Come spesso capita, a un progetto di grande successo spesso se ne abbina a breve un altro che cerca di mantenere la stessa formula vincente. La seconda edizione, intitolata Les Paul and Friends: a Tribute to a Legend, esce nel 2008 e annovera fra gli ospiti, oltre a Joe Bonamassa, anche Slash, altro virtuoso legato indissolubilmente al suo mentore, come vedremo tra poco.

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Let’s Have a Natural Ball con Steve Miller, live at The Iridium, NYC, US, 2005

Steve Miller & Les Paul, da qui all’eternità

In compagnia di Les, Steve interpreta in modo spassoso e originale Let’s Have a Natural Ball di Albert King, personalizzando il testo per celebrare al meglio l’allora novantesimo compleanno del suo “padrino”.

Curiosità

Il rapporto di Les con Steve Miller è stato sempre profondamente personale e formativo: non solo amico di famiglia, ma anche un secondo padre. Il loro legame cominciò nella prima infanzia di Miller a Milwaukee, dove i suoi genitori assistevano spesso alle esibizioni di Les Paul e Mary Ford.

Sempre nel disco Les Paul & Friends, American Made World Played 

c’è una versione davvero toccante di Fly Like an Eagle, ove all’inizio è presente anche un estratto commovente, un breve dialogo tra il piccolo Steve (appena cinquenne) e il “suo” Maestro.

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Kansas City/Slow Blues Impromptu con Billy Gibbons, live at The Iridium, NYC, US, 1999

Dici Gibbons, dici Gibson…

La magia della chitarra unisce due personaggi che per look e attitudini sembrerebbero proprio all’opposto. E invece…Alchimia pura!

Curiosità 

Emozione incredibile e sensazioni uniche provate da Billy Gibbons: non solo ha potuto chiacchierare e condividere il palco con questo geniale personaggio, ma si è pure esibito utilizzando una delle sue Gibson Les Paul. Davvero una sessione fantastica.

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Blues in A di Joe Walsh, live at Tuesday Club, NYC, US, 1990

Un altro grande chitarrista nel nome di Les

Si parli di James Gang, Eagles o repertorio solista, Joe Walsh ha sempre avuto le Gibson Les Paul tra i modelli prediletti, inclusa quella venduta nel 1969 a Jimmy Page, chitarra in quel periodo introvabile dall’altra parte dell’Atlantico. Una sei corde che cambiò la sua vita e, probabilmente, quella della musica…

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Curiosità

Non si tratta di un vero e proprio duetto. Les Paul con i suoi cari Lou Pallo e Gary Mazzaroppi, durante uno dei mitici appuntamenti live al Tuesday Club di New York City, augura buon compleanno a Joe che, onorato, imbraccia la chitarra di Les e improvvisa un blues. Inutile spiegare la gioia e lo stupore del padrone di casa!

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All-Go-Hungry Hash House/Over the Rainbow con Tommy Emmanuel, live at The iridium, NYC, US, 2009

Il re del fingerpicking alla corte di LP

Niente sarà più come prima. Tommy Emmanuel, probabilmente il più grande chitarrista acustico nato nel Novecento, incontra Les Paul, inventore visionario e rivoluzionario anche nel campo dell’amplificazione e della registrazione. Due pesi massimi dello strumento.

Curiosità

Un traditional di fine Ottocento, All-Go-Hungry Hash House, cantato spassosamente da Les e un’incredibile resa di Over the Rainbow, dedicata a Judy Garland, suonata da Tommy: le serate all’Iridium sono sempre risultate spettacolari.

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I’m Confessin’ con Pat Martino, live at The Iridium, NYC, US, 1998

Il decano del jazz incrocia il grande capo delle sei corde

I’m Confessin’ (That I Love You) è un classico degli anni Trenta rivisitato da una pletora di artisti fino ai nostri giorni, e famoso soprattutto per la versione di Louis Armstrong. Ascoltare e vedere Pat Martino e Les reinterpretarla insieme dal vivo è da brividi.

Curiosità

La storia di Pat Martino è tanto incredibile quanto quella di Les Paul. Due persone forti che nei momenti più difficili si sono sempre aggrappati alla musica come salvezza.

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Blues jam con Slash, live at The Iridium, NYC, US, 2001

Rose, fucili e…Gibson Les Paul!

Slash/Les Paul: storia di un’amicizia e di una serie di incontri sempre al di fuori dall’ordinario.

Tuttavia, l’incrocio più toccante probabilmente avviene nell’agosto 2001, ancora all’Iridium: le loro improvvisazioni, gli sguardi, quel mescolare blues, jazz e rock and roll nell’intimità a due chitarre sono impagabili. Fraseggi inaspettati, riff taglienti e melodie incantevoli si incastrano e si stagliano verso il cielo con il pubblico in rispettoso silenzio, pronto a prodigarsi negli applausi solo al termine della jam session, che vede i due guitar hero dolcemente accompagnati da Lou Pallo e Paul Nowinski, i due membri storici della reincarnazione del Les Paul Trio.

Curiosità

Slash e Les, due generazioni diverse di giganti della sei corde che “vibrano” insieme, dove il più giovane si dedica completamente al suo mentore ignorando la folla, osservando il Maestro e le sue mani. Due visionari della musica per un’esibizione di classe pura. E le radici blues del chitarrista riccioluto affiorano, grazie all’intercessione del “Mago di Waukesha”.

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Cold Pork Chop con Keith Richards, live at The Iridium, NYC, 2000

Il Diavolo e l’Acqua Santa

Sesso, droga e rock and roll. Ma come avrebbero potuto esistere i Rolling Stones, il gruppo più trasgressivo (e longevo!) senza la “rivoluzione elettrica” del buon Les?

Curiosità

Un’improvvisazione sorprendente, che mette fianco a fianco due personaggi dal grande carisma. Keith Richards dimostra, come sempre, la sua facilità nel districarsi in situazioni difficili, addirittura impossibili. Ma, come ben sappiamo, niente è irraggiungibile quando abbiamo a che fare con la musica del diavolo.

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Somebody Ease My Troublin’ Mind con Eric Clapton, 2005

Sam rivive con Les & Eric

Apertura e chiusura di questo episodio speciale de Le 10 Canzoni con un’altra chicca dallo straordinario Les Paul & Friends, American Made World Played. Da Peter Frampton passiamo a Eric Clapton. Spettacolo.

Curiosità

Suscita una grande emozione sentire sullo stesso disco Slowhand e Les con il mai troppo compianto Sam Cooke, anche se in parte è virtuale ovviamente, con la traccia vocale del Re del soul ripresa per l’occasione.

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Extra 1: On the Sunny Side of the Street con Jeff Healey, Live at Fat Tuesday Club, NYC, US, 1993

Qualcosa di travolgente

Ventisette anni (all’epoca di questa session) e non sentirli, continuando a vivere la musica senza condizionamenti, solo e unicamente per ricevere e trasmettere emozioni. Jeff Healey è stato e rimarrà per tutta la sua breve esistenza un personaggio sui generis, capace, con una forza interiore incredibile, di superare tutte le asperità. Il suo talento vola libero sul palco insieme a Les, visionario talent scout subito innamoratosi del bluesman canadese.

Curiosità

Meraviglia pura anche nel loro duetto successivo, sulle note di How High the Moon, uno standard jazz fra i tanti cavalli di battaglia di Paul, pezzo reso celebre anche dalla “Regina” del genere Ella Fitzgerald.

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Extra 2: Live Improvisation con Brian May, Live at Fat Tuesday Club, NYC, US, 1991

Una jam improvvisata intensa e commovente

La storia dell’incrocio tra Brian May e Les Paul merita un’ampia parentesi, perché è il simbolo di chi dedica l’intera vita alla musica, a ciò che ama di più. 

Le loro chitarre si intrecciano, legano, camminano da sole per poi riavvicinarsi, il tutto con un rispetto reciproco e un entusiasmo commoventi. Un appuntamento a cui il chitarrista dei Queen mai avrebbe rinunciato: ancora rimbombano le sagge parole dell’adorato papà, scomparso proprio alla fine di quel terribile 1991: “Se vale la pena di fare una cosa, vale la pena di esagerare!”. E il caro figliolo non si lascia sfuggire l’occasione, anzi rende mitica una jam session già di suo indimenticabile!

Curiosità

Una tranquilla domenica di marzo May riceve improvvisamente una telefonata di lavoro, ove gli viene proposto di recarsi negli Stati Uniti per un’intervista e per suonare in un club di New York. Come raccontato da lui stesso, inizialmente declina gentilmente l’offerta, essendo impegnato nelle registrazioni con i Queen (Innuendo è all’orizzonte, con tutte le problematiche conseguenti le pessime condizioni di salute di Freddie Mercury), tuttavia non appena gli viene prospettato di esibirsi con Les Paul il suo “No, Thank You, I’m busy”, si trasforma subito in un “I’m on the plane!”.

“Sono già sull’aereo”, risponde Brian pensando al mirabile incontro con il suo idolo, e nel momento in cui si presenta al Fat Tuesday Club sono passate solo cinque ore da quando ha toccato terra, dalla natia Inghilterra, nella Grande Mela. È il 25 Marzo, un lunedì come tutti gli altri nel mondo, ma per lui diventa un giorno memorabile, impossibile da dimenticare.

Proprio Brian May, altro grande innovatore, amante delle collaborazioni più inaspettate, instancabile studioso e sperimentatore, rappresenta il profilo perfetto per la rubrica Le Dieci Canzoni, la serie unica ed esclusiva di Planet Guitar. Stay tuned!

To be continued…

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Alessandro Vailati