Abbiamo deciso di inaugurare un nuovo format sul canale YouTube di Planet Guitar dedicato alle pedaliere ideali per ogni genere musicale. Per il primo episodio, Matt Bidoglia e io non potevamo che partire dal blues, uno stile che più di ogni altro vive di dinamica, tocco e rapporto diretto tra mani, chitarra e amplificatore. Nel video non troverete una lista definitiva di pedali, ma una serie di suggerimenti pratici pensati per chi vuole costruire una pedaliera blues funzionale, compatta e versatile.
Blues e pedaliera… ma serve davvero?
Partiamo da una verità che ogni chitarrista blues conosce bene: per suonare blues, in teoria, non serve per forza una pedaliera. Chitarra, cavo e amplificatore possono essere più che sufficienti.
Detto questo, qualche pedale ben scelto può aiutare moltissimo: non per stravolgere il suono, ma per colorarlo, gestire meglio le dinamiche e ampliare le possibilità espressive.
È proprio da qui che nasce questa pedaliera blues.
La base del suono: chitarra e amplificatore
Nel video abbiamo utilizzato una Epiphone ES-335 dal valore di circa 600€, una scelta volutamente concreta e accessibile, perfetta per il blues grazie alla sua risposta calda, aperta e dinamica.
L’amplificatore è invece una certezza assoluta: Victory V40 The Duchess, un ampli che lavora magnificamente con i pedali, ricco di headroom e capace di restituire ogni sfumatura del tocco.
Il primo pedale della catena: il Wah
Il primo pedale, non tanto per importanza quanto per posizione, è il wah.
Abbiamo scelto uno dei wah per eccellenza: il Vox Wah, un grande classico, reso immortale anche da Jimi Hendrix.
Nel blues il wah non è solo un effetto solistico: è un vero strumento espressivo. Tecnicamente, una pedaliera mono-pedale potrebbe già esistere così: chitarra → wah → amplificatore. E non sarebbe affatto sbagliato…
Klon-style come “colore”: J Rockett Archer
Il secondo pedale è un J Rockett Archer, clone del leggendario Klon Centaur.
La scelta però è concettuale: non lo utilizziamo come overdrive, ma alla John Mayer, quindi come colorazione del suono.
Poco gain, volume calibrato e tono per:
- dare una pasta sonora diversa
- aumentare la dinamica percepita
- spingere l’amplificatore senza snaturarlo
Un approccio estremamente blues.
Il drive, il cuore della pedaliera: JHS Morning Glory
Il terzo pedale è uno dei più “blues” in assoluto: un overdrive, in particolare il JHS Morning Glory.
Un overdrive a due stadi, ispirato al Marshall Bluesbreaker, dotato di:
- toggle switch integrato
- possibilità di aggiungere un secondo footswitch per gestire separatamente i due livelli di gain
Con un pedale così, il blues lo suoni eccome: due stadi di gain significano avere praticamente tutta la distorsione necessaria per il blues moderno e classico.
Una pedaliera blues compatta potrebbe tranquillamente essere composta solo da wah + overdrive (meglio se a due stadi).
Un tocco di rock-blues anni ’60: il fuzz
Volendo aggiungere un ulteriore colore, abbiamo inserito un fuzz, per coprire i territori rock-blues anni ’60. La scelta è caduta su un fuzz gestibile e non eccessivo, il JHS Crayon.
Anche in questo caso, è bene sottolinearlo: si potrebbe già chiudere la pedaliera con i pedali elencati fin qui. Ma il fuzz apre un’altra porta espressiva molto interessante.
Modulazione sì, ma con criterio: il vibe
Per una modulazione abbiamo pensato a un vibe, nello specifico il SurfyVibe di Surfy Industries.
Non un effetto invasivo e certamente non un pedale fondamentale in una pedaliera blues a voler essere onesti, ma uno strumento perfetto per:
- colorare le ritmiche con uno stile tipo organo hammond
- uscire bene dal mix in una band
- creare atmosfera restando nel linguaggio blues
Riverbero: utile, ma non sempre indispensabile
In chiusura troviamo un riverbero, scelto dalla bellissima serie Fundamental di Walrus Audio.
Un pedale di cui spesso si può fare a meno se l’amplificatore è già dotato di un buon riverbero, ma che:
- torna utilissimo in molti contesti live
- permette maggiore controllo sull’ambiente sonoro
Il grande assente che non dovrebbe mai mancare: l’accordatore
C’è un grande assente in pedaliera che, in realtà, non dovrebbe mai mancare: l’accordatore.
È vero, si può sempre supplire con un accordatore a clip, ma avere un accordatore da pedaliera permette di:
- accordarsi in silenzio
- essere più professionali sul palco
- risparmiare tempo e stress durante un live
Una risorsa fondamentale secondo noi.
La pedaliera blues è una questione di equilibrio
Questa pedaliera blues non nasce per essere “giusta” o “sbagliata”, ma per dimostrare una cosa semplice: nel blues, meno è spesso di più, o per dirla in inglese: less is more. Ogni pedale deve avere un senso e tutto va contestualizzato in base a quel che si vuol suonare (e perché no, anche al budget a disposizione). Abbiamo costruito la pedaliera a stadi proprio con l’intenzione di dimostrare che non serve partire con un’astronave sotto ai piedi, a volte può bastare poco, pochissimo… Il resto lo fanno le mani.
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