Il punk nasceva per distruggere il sistema, non per entrarci. Eppure oggi quei simboli ribelli finiscono sotto il martello di un’asta, con stime che arrivano a migliaia di sterline. C’è una chitarra che ha cambiato la storia, ci sono poster, abiti e fanzine che raccontano un’epoca. Ma la vera domanda è un’altra: cosa succede quando un movimento anti-sistema diventa oggetto da collezione?

L’asta per i 50 anni del punk
La casa d’aste Bonhams ha annunciato una vendita online dedicata ai 50 anni del punk, in programma dal 20 al 30 aprile. L’iniziativa riunisce strumenti musicali, oggetti iconici, abiti e materiali originali legati alla scena punk internazionale.
Nel comunicato ufficiale, il responsabile della vendita Fred Lawton sottolinea l’interesse crescente per questi oggetti: “Che si tratti della nostalgia di chi c’era, o di collezionisti più giovani in cerca di un autentico pezzo di storia della musica, c’è stato un enorme aumento di interesse per i cimeli punk.”
L’asta include materiali provenienti da collezioni private legate a figure chiave della scena, tra cui musicisti, registi e protagonisti della cultura punk.
Gli oggetti più importanti
Tra i lotti principali spicca la Gibson SG Standard appartenuta a Brian James, cofondatore dei The Damned. Lo strumento, datato 1964, è stimato tra 12.000 e 15.000 sterline ed è stato utilizzato sia in studio sia dal vivo nei primi anni della band.
Questa chitarra è legata direttamente ai primi due album del gruppo, Damned Damned Damned e Music For Pleasure, e soprattutto al brano New Rose, considerato il primo singolo punk pubblicato nel Regno Unito nel 1976.
Sempre legati a New Rose sono presenti anche i testi originali scritti a mano, con una stima tra 8.000 e 12.000 sterline.
L’asta include anche memorabilia dei Sex Pistols, tra cui un poster promozionale di Pretty Vacant, oltre a materiali provenienti dal regista Julien Temple.

Non mancano elementi legati alla moda punk, con un ensemble firmato Vivienne Westwood e Malcolm McLaren, e oggetti storici della scena londinese come un flyer originale del Roxy Club del 1977.
Perché questa asta conta oggi
Il valore di questi oggetti non è solo economico. Il punk degli anni ’70 nasceva come rifiuto delle logiche commerciali e dell’industria musicale tradizionale.
Oggi, a distanza di quasi cinquant’anni, quegli stessi simboli vengono inseriti in un mercato ben strutturato, con stime precise e collezionisti pronti a investire.
La presenza di strumenti realmente utilizzati per registrazioni storiche e concerti rende questa asta un passaggio significativo per il collezionismo musicale. Non si tratta solo di memorabilia, ma di frammenti concreti di una rivoluzione culturale.
E proprio questa trasformazione, da movimento DIY a oggetto da catalogo, è forse il dato più rilevante.
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