Brian May ha preso una decisione che potrebbe segnare la fine dei grandi tour dei Queen. Il chitarrista ha raccontato di aver scelto già 18 mesi fa di non tornare più sulla strada, dopo decenni trascorsi tra concerti, viaggi e palchi in tutto il mondo. Ma dietro questa scelta non c’è soltanto la stanchezza: c’è soprattutto il desiderio di recuperare quella libertà personale che la vita da musicista in tournée finisce inevitabilmente per limitare.

Brian May e la fine dei tour dei Queen
In una nuova intervista rilasciata al Times, Brian May ha spiegato di aver deciso circa 18 mesi fa di non voler più andare in tour con i Queen.
La motivazione è legata soprattutto al prezzo personale della vita on the road. Il chitarrista ha spiegato di amare ancora suonare e viaggiare, ma di non voler più accettare il compromesso che una lunga tournée impone alla propria libertà.
May ha citato la moglie, i nipoti e il proprio interesse per l’astrofisica, attività alle quali vorrebbe dedicare più tempo.
“Mi piace suonare, mi piace viaggiare, ma il prezzo da pagare è sacrificare la tua libertà. Ho una moglie, dei nipoti e molta astrofisica alla quale voglio dedicarmi, quindi penso che forse 50 anni siano abbastanza”, ha dichiarato il chitarrista dei Queen.
La dichiarazione è particolarmente significativa perché non descrive una semplice pausa dall’attività live. May parla infatti di una decisione maturata da tempo e legata a un cambiamento nelle proprie priorità.
L’episodio negli Stati Uniti che gli ha fatto capire il prezzo del tour
A rendere ancora più concreta la spiegazione di Brian May è stato il racconto di un episodio avvenuto mentre i Queen si trovavano in tour negli Stati Uniti.
Una persona molto vicina alla famiglia di May era morta durante la tournée. Il chitarrista racconta di aver pensato di tornare a casa per qualche giorno per poi rientrare negli Stati Uniti e proseguire il tour.
Quando lo comunicò alla propria tour manager, però, si sentì rispondere che non era possibile farlo.
È stato un momento rivelatore per May. La vita da tournée, infatti, non permette sempre di interrompere il viaggio, anche quando accade qualcosa di importante nella propria vita privata.
Il ricordo sembra aver reso evidente al chitarrista quanto il lavoro sul palco comporti una rinuncia alla libertà personale.
L’ultimo tour dei Queen
La decisione di Brian May arriva dopo l’ultimo grande tour dei Queen + Adam Lambert.
Il Rhapsody Tour si è concluso in Giappone il 14 febbraio 2024 con il secondo concerto al Tokyo Dome. La data è stata ufficialmente indicata da QueenOnline come conclusione della tappa giapponese del tour.
Il tour aveva visto Brian May e Roger Taylor tornare sul palco insieme ad Adam Lambert, che dal 2011 collabora con i due membri storici dei Queen nelle esibizioni live.
La tournée era iniziata nel 2019 e, considerando tutte le sue tappe, ha portato il gruppo in numerosi Paesi prima della conclusione definitiva in Giappone nel 2024.
Ora le parole di May sembrano chiudere la porta a un nuovo grande tour mondiale.
La nuova esperienza Queen dal vivo
La rinuncia ai tour non significa necessariamente che May e Taylor abbiano abbandonato l’idea di proporre ancora la musica dei Queen in un grande spettacolo.
Nella stessa intervista, Roger Taylor ha parlato della volontà di fare qualcosa di rivoluzionario.
L’idea a cui May ha lavorato è quella di un’esperienza immersiva ispirata anche a ciò che ha visto alla Sphere di Las Vegas.
Il chitarrista ha raccontato di essere stato alla Sphere l’anno scorso e di aver iniziato a immaginare un vero e proprio spettacolo dei Queen pensato per quel tipo di spazio.
“Penso che un’esperienza immersiva sia ancora possibile e che potrebbe conquistare il tempo e lo spazio”, ha spiegato May.
Il problema, però, è la tecnologia necessaria per realizzare un progetto di questo tipo.
Brian May e le preoccupazioni sul nuovo show
May aveva dedicato molto tempo alla progettazione di un possibile spettacolo dei Queen basato su un’esperienza immersiva e avatar.
Dopo aver valutato concretamente il progetto, però, il chitarrista ha fatto un passo indietro.
Il motivo principale è l’utilizzo dell’intelligenza artificiale.
Secondo May, al momento uno spettacolo di questo tipo richiederebbe un uso massiccio dell’AI, una prospettiva sulla quale ha espresso forti perplessità.
“Al momento non puoi farlo senza un uso massiccio dell’intelligenza artificiale e ho seri dubbi al riguardo”, ha spiegato.
Il tema non riguarda quindi soltanto la possibilità tecnica di ricreare una performance dei Queen. Per May esiste anche una questione etica legata all’impatto dell’intelligenza artificiale e all’infrastruttura necessaria per sostenerla.
Il chitarrista ha criticato in particolare l’impatto dei data center e ha spiegato di avere una posizione sempre più prudente nei confronti dell’espansione dell’AI.
Il futuro dei Queen
Le dichiarazioni di Brian May delineano uno scenario molto diverso da quello dei grandi tour mondiali che hanno caratterizzato gli ultimi anni dei Queen.
Da una parte c’è la volontà di non sacrificare più la libertà personale per una lunga permanenza sulla strada e dall’altra rimane l’interesse a trovare un modo nuovo per portare l’universo dei Queen davanti al pubblico.
Per ora, però, non c’è un nuovo tour annunciato.
Il dato più importante è quindi quello espresso direttamente da May: dopo circa mezzo secolo di attività live, il chitarrista crede che sia arrivato il momento di fermarsi.
La storia dei Queen sul palco potrebbe non essere necessariamente conclusa in ogni sua forma, ma la stagione dei grandi tour mondiali sembra invece essere arrivata al suo capitolo finale.
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