Con la Hagstrom Megin, lo storico produttore svedese presenta un attraente modello double cut con scala Strat. Il nome nordico antico “Megin” sta per magia e forza, un riferimento al manico H-Expander particolarmente robusto, in grado di resistere senza problemi anche alle accordature più basse e alle tensioni delle corde più forti. Inoltre, lo strumento è dotato di caratteristiche moderne come humbucker potenti e un moderno ponte wrap-around. Scoprite nella nostra recensione come si comporta nella pratica la “chitarra magica” di Hagstrom!

Hagstrom Megin in breve
- Modello double cut con scala Strat
- Corpo in mogano
- Manico in mogano con tastiera in Resinator
- 22 tasti medium jumbo
- 2 humbucker Hagstrom Custom 62
- Volume master, Tone master, selettore a tre posizioni
- Meccaniche Hagstrom e ponte wrap-around
- Paese di produzione: Cina
Corpo della Hagstrom Megin
La Hagstrom Megin si presenta come un elegante modello double cut, richiamando in modo inconfondibile il design delle classiche chitarre Les Paul Junior. Il corpo in mogano è rivestito da una finitura color crema, bordata da un binding leggermente più scuro sulla tavola armonica. La lavorazione è accurata e sottolinea l’impressione generale di alta qualità. Con un peso di circa 3,4 kg, la Megin è anche piacevolmente maneggevole. Il manico incollato è anch’esso in mogano e presenta una tastiera in Resinator decorata con intarsi a blocchi in madreperla. La tastiera è realizzata in un materiale composito laminato a pressione che, secondo il produttore, ha una struttura più densa e stabile rispetto ai legni tradizionali. Colpisce la lunghezza della scala di 25,5″ (648 mm), che si trova più comunemente nelle chitarre Fender e che conferisce alla chitarra una piacevole sensazione al tatto.
La larghezza del capotasto è di 43 mm, mentre il raggio della tastiera è moderno e piatto, pari a 15″. Sono disponibili in totale 22 tasti medium jumbo. Anche se Hagstrom non specifica ulteriormente il profilo del manico, dal punto di vista della tecnica di esecuzione ricorda i comodi modelli slim taper. La paletta Hagstrom dal design tradizionale ospita un capotasto Graph Tech Black TUSQ XL e le meccaniche per l’accordatura prodotte dall’azienda. L’hardware cromato include anche il ponte Hagstrom Wrap-Around con ponticelli “Wide Reach Intonation”, che combina una classica costruzione stop-tail con ponticelli regolabili individualmente. La fornitura comprende solo tre chiavi a brugola.
Elettronica della Hagstrom Megin
La Hagstrom Megin è dotata di due humbucker Custom 62 di produzione dell’azienda. Il pickup al ponte offre un’uscita notevole con 13,8 kOhm DCR, mentre il pickup al manico è leggermente più moderato con 8,2 kOhm. I due pickup vengono attivati tramite un classico interruttore a levetta a tre posizioni, integrato da un controllo master del volume e uno del tono.

Ecco come vengono registrati gli esempi sonori della Hagstrom Megin nel test
Per i file audio, suono la Hagstrom Megin prima attraverso un Fender Bassman del ’73, che viene inviato attraverso un Celestion PreRola Greenback 4×12″. Per i suoni distorti utilizzo un Walrus Audio Ages, un Marshall Plexi e un Peavey 5150, come indicato nei file audio.
I suoni puliti della Hagstrom Megin
Già senza amplificazione, lo strumento offre una solida base di bassi, ma allo stesso tempo si presenta vivace e piacevolmente risonante. La configurazione di fabbrica è molto convincente e garantisce una sensazione di suonabilità immediata, non da ultimo grazie all’action delle corde piacevolmente bassa. Il mio modello in prova necessitava di una minima regolazione dell’inclinazione del manico, ma nel complesso la chitarra si distingue per la pulizia dell’ottava e i tasti ben arrotondati, abbastanza levigati e accuratamente rifiniti. Il profilo sottile del manico è estremamente maneggevole, ma offre comunque una sostanza e una presa sufficienti.
All’amplificatore, i due humbucker Hagstrom Custom 62 si dimostrano dei veri tuttofare. La maggiore potenza di uscita del pickup al ponte rispetto alla posizione del manico si rivela una scelta sensata e garantisce, soprattutto nella posizione intermedia, suoni energici e funky senza sovrastare il pickup al manico. Il suono cristallino dei picking, i timbri jazz caldi o anche gli accordi più incisivi nella posizione al ponte sono riprodotti dallo strumento con la stessa maestria.

Gli humbucker Hagstrom Custom 62 eccellono in tutti i generi musicali
Con la distorsione, la Megin si presenta estremamente potente e incisiva nella posizione al ponte. L’humbucker offre una gamma media ricca che si impone in modo eccellente. Anche nella posizione al manico convincono i suoni blues, dinamici e a basso gain, mentre lo strumento reagisce in modo estremamente sensibile alla dinamica di tocco.
Anche con impostazioni ad alto gain, la Megin si comporta in modo eccellente. Il suono ha molta autorità, ma rimane sempre chiaro e definito nella gamma dei bassi. È difficile classificarla stilisticamente, poiché la Megin si rivela un vero e proprio strumento versatile, anche se per me il suo punto di forza è chiaramente il rock. Piccoli punti deboli si riscontrano nei potenziometri del volume e del tono.
Quando si abbassa il controllo del volume, gli alti rimangono invariati, ma manca la regolazione uniforme e organica tipica delle elettroniche di alta qualità. Il controllo del tono inizialmente ha un effetto minimo, ma poi taglia gli alti in modo piuttosto brusco.
Questo è un po’ deludente, ma considerando il prezzo bisogna accettare qualche piccolo compromesso. Il suono di base e la sensazione di suonabilità sono comunque eccellenti e anche la scala della Strat invita a suonare assoli. In particolare, la combinazione delle caratteristiche tipiche della Les Paul con il comfort di suonabilità di una Strat rappresenta una forte caratteristica distintiva dei modelli Hagstrom. Per i musicisti che amano accordare più basso, la scala allungata può anche contrastare eventuali problemi di intonazione.
La Hagstrom Megin si presenta come uno strumento perfetto sotto ogni punto di vista, con una lavorazione impeccabile e un look estremamente accattivante. La scala allungata, simile a quella di una Stratocaster, in combinazione con il corpo perfettamente bilanciato, garantisce un’eccellente maneggevolezza, rendendo la Megin estremamente comoda da suonare. Il profilo del manico piacevole e l’esemplare configurazione di fabbrica contribuiscono ulteriormente all’elevato comfort di esecuzione. Dal punto di vista sonoro, gli humbucker di produzione dell’azienda offrono prestazioni convincenti: il pickup al ponte più caldo, combinato con il pickup al manico più moderato, mantiene la Megin stilisticamente piacevolmente flessibile e la rende un vero e proprio strumento versatile.
Personalmente, tuttavia, collocherei il suo punto di forza chiaramente nella gamma low gain fino al moderno hard rock caldo. Piccoli punti in meno nella valutazione generale vanno ai potenziometri, la cui regolazione non raggiunge la sensibilità dell’elettronica di alta qualità. Tuttavia, considerando il prezzo richiesto, a mio avviso questo è un aspetto trascurabile. Nel complesso, è notevole ciò che Hagstrom offre a questo prezzo: una chitarra di ottima fattura con un look sofisticato, un binding elegante e caratteristiche sonore e di suonabilità convincenti.

Specifiche Tecniche
- Produttore: Hagstrom
- Modello: Megin
- Tipo: chitarra elettrica solid body
- Paese di produzione: Cina
- Corpo: mogano
- Finitura: crema
- Manico: mogano (incollato)
- Profilo del manico: non specificato
- Tastiera: Resinator
- Raggio della tastiera: 15″
- Larghezza del capotasto: 43 mm (1,6875″)
- Capotasto: Graph Tech Black TUSQ XL
- Tasti: 22 Medium Jumbo
- Scala: 25,5″ (648 mm)
- Pickup: 2 x Hagstrom Custom 62
- Controlli: Master Volume, Master Tone, selettore a tre posizioni
- Hardware: meccaniche Hagstrom 15:1 Ratio cromate, ponte Hagstrom Wrap-Around con ponticelli “Wide Reach Intonation”
- Corde montate in fabbrica: D’Addario 010 – 046
- Peso: 3,4 kg
- Prezzo: 642,00 euro (gennaio 2026)
Sito del produttore: https://www.hagstromguitars.com/electric-guitars/megin/hagstrom-megin
* Questo post contiene link affiliati e/o widget. Quando acquistate un prodotto tramite un nostro partner affiliato, riceviamo una piccola commissione che ci aiuta a sostenere il nostro lavoro. Non preoccupatevi, pagherete lo stesso prezzo. Grazie per il vostro sostegno!
- NAMM 2026: il cuore pulsante dell’industria musicale torna a battere - 7. Gennaio 2026
- Hagstrom Megin – Recensione e Prova - 7. Gennaio 2026
- Line 6 Helix – Recensione e Prova - 6. Gennaio 2026










