Prima di diventare una delle ballad rock più riconoscibili degli anni ’90, Iris era soltanto un’idea nata in una stanza d’hotel, ispirata da un film. E al centro di quella storia c’è un dettaglio sorprendente: la chitarra che John Rzeznik aveva tra le mani aveva soltanto quattro corde.

La storia di Iris comincia da City of Angels
La storia di Iris è legata direttamente a City of Angels, il film del 1998 per il quale John Rzeznik, frontman e chitarrista dei Goo Goo Dolls, fu coinvolto nella scrittura di una canzone.
Rzeznik ha raccontato che l’idea arrivò dopo aver visto il film e aver iniziato a pensare a cosa avrebbe potuto scrivere per quella storia.
In quel periodo si trovava a Los Angeles e stava vivendo una fase particolarmente intensa della sua vita. Fu in quel contesto che iniziò a lavorare alla canzone.
John Rzeznik e la chitarra con quattro corde
Il dettaglio più curioso riguarda lo strumento che John Rzeznik ha usato per scrivere Iris e ce lo racconta il protagonista in un intervista con Rick Beato.
Rzeznik ha raccontato di avere a disposizione una chitarra che aveva soltanto quattro corde. Non era una scelta avere solo quattro corde. Rzeznik amava cercare nuove accordature sulla chitarra e dopo vari tentativi due corde si ruppero. Non aveva corde di ricambio e, invece di fermarsi, iniziò comunque a cercare una nuova idea musicale.
Anzi, proprio con quella chitarra iniziò a sviluppare Iris.
La canzone arrivò quasi tutta insieme
Secondo il racconto di Rzeznik, il processo creativo fu estremamente rapido.
Dopo aver guardato il film, tornò nella sua stanza e cominciò a lavorare sull’idea. La parte musicale e le parole iniziarono a prendere forma senza un lungo processo di elaborazione.
Rzeznik ha descritto quella sensazione con un’immagine molto particolare, raccontando di essersi sentito quasi come qualcuno che riceve e trasmette semplicemente ciò che sta arrivando.
È una descrizione che restituisce bene il carattere istintivo con cui nacque Iris.
Il primo ascolto fu sufficiente per dire sì
Una volta sviluppata l’idea, Rzeznik tornò dal supervisore musicale con una versione ancora estremamente essenziale del brano.
Aveva con sé la chitarra e gli fece ascoltare il primo verso e il ritornello.
La risposta fu immediata.
Non c’era ancora la produzione che avrebbe caratterizzato la versione definitiva di Iris. C’era semplicemente la canzone nella sua forma più nuda, costruita intorno alla voce e alla chitarra.
Era però già sufficiente per capire che quell’idea aveva qualcosa di speciale.
Da una chitarra incompleta alla versione definitiva di Iris
Il brano avrebbe poi cambiato dimensione durante la produzione.
Rob Cavallo, che si occupò della produzione insieme alla band, contribuì a portare la canzone molto oltre la demo originale. Tra le sue idee ci fu anche l’utilizzo degli archi, una scelta che Rzeznik ha ricordato come particolarmente significativa per una band proveniente da una tradizione più legata al garage rock e all’indie rock.
Su quel brano ci sono anche le parti di chitarra di Tim Pierce.
È proprio qui che la storia di Iris diventa interessante per chi scrive e suona musica.
La canzone che milioni di persone avrebbero poi associato a una grande produzione cinematografica non nacque infatti da una lunga sessione in studio. Nacque da un’idea sviluppata rapidamente, da un film che aveva appena visto e da una chitarra che, in quel momento, aveva soltanto quattro corde.
E prima che arrivassero gli archi, la produzione e il successo internazionale, Iris era semplicemente John Rzeznik con una chitarra senza due corde.
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