Il confronto tra chitarre vintage e strumenti moderni è uno dei dibattiti più vecchi nel mondo della chitarra elettrica. Bastano poche parole di un musicista famoso per riaccendere la discussione ed è proprio quello che è successo con Philip Sayce, che nelle sue recenti dichiarazioni è tornato a parlare delle sue amate Fender Stratocaster degli anni ’60 e della PRS Silver Sky. Molti hanno letto le sue parole come una bocciatura della chitarra firmata da John Mayer, ma il messaggio completo racconta una storia molto diversa.

Cosa ha detto davvero Philip Sayce
Philip Sayce continua a considerare le sue Fender Stratocaster vintage strumenti unici. Nell’intervista spiega che il legno di una chitarra costruita oltre sessant’anni fa è ormai stabile e maturo, caratteristica che secondo lui contribuisce alla risposta sonora dello strumento. Sottolinea inoltre l’importanza dei pickup originali d’epoca nel carattere timbrico delle sue chitarre.
Tra le sue affermazioni più significative c’è questa.
«Con le chitarre vintage che ho la fortuna di possedere è come guidare una muscle car degli anni ’60. Senti quel rombo. Hanno qualcosa che non può necessariamente essere ricreato.»
Perché la Silver Sky non sostituisce una Stratocaster
Il punto centrale delle sue dichiarazioni è però un altro. Sayce afferma che la PRS Silver Sky non sia inferiore a una Stratocaster vintage. Al contrario, spiega che i due strumenti hanno personalità differenti e convivono nel suo roster.
Nelle sue parole.
«Per me ognuna ha la propria corsia. Non sto usando questa per sostituire una chitarra unica nel suo genere. Ha elementi che ricordano le chitarre vintage che amo, ma possiede anche una voce tutta sua.»
Perché il dibattito interessa ancora i chitarristi
Il confronto continua ad alimentare discussioni perché la Silver Sky nasce proprio dall’idea di reinterpretare alcune caratteristiche delle Fender Stratocaster vintage in chiave moderna. Anche John Mayer ha sempre sostenuto che non fosse semplicemente una Strat con una paletta diversa, ma una chitarra con una propria identità progettuale.
Le dichiarazioni di Philip Sayce aggiungono quindi un elemento importante al dibattito e arrivano anche in un periodo in cui Fender fa molto parlare di se e della sua Stratocaster. Per un musicista che utilizza quotidianamente entrambe le chitarre, la scelta non è tra passato e presente, ma tra strumenti pensati per offrire esperienze e risposte diverse.
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