Per oltre vent’anni uno dei protagonisti assoluti della storia dei Beatles ignorò completamente quello che era successo durante una lunghissima sessione di registrazione. Soltanto negli anni ’90, guardando il documentario The Beatles Anthology, George Martin scoprì che il tè servito nello studio di Abbey Road nascondeva un particolare che nemmeno lui aveva mai conosciuto. A raccontarlo furono direttamente George Harrison e Paul McCartney, trasformando un curioso episodio di studio in una delle testimonianze più sorprendenti della storia della band.

George Harrison racconta una notte fuori dal comune
Durante The Beatles Anthology, George Harrison ricorda che nelle lunghe sessioni di registrazione il gruppo cercava spesso di convincere il produttore George Martin e l’ingegnere del suono Geoff Emerick a proseguire il lavoro fino a tarda notte.
Secondo il chitarrista, il roadie Mal Evans preparò una grande teiera e vi aggiunse degli stimolanti.
Harrison racconta:
«Avevamo questa grande teiera di alluminio e ricordo un episodio preciso in cui riempimmo il tè di stimolanti.»
Evans portò poi il tè nella regia dello studio. Harrison ricorda anche il dialogo con tono ironico:
«Ci chiedevano se potevano andare a casa. Noi dicevamo: no, non potete. Bevete una tazza di tè.»
Il commento di Paul McCartney
Nel documentario interviene anche Paul McCartney, che aggiunge sorridendo ricordando il tè corretto fatto a George Martin durante le sessioni dei Beatles:
«Poi non volevano più andare a casa. Non ci lasciavano più andare via.»
George Martin lo scoprì soltanto negli anni ’90
L’aspetto più sorprendente della vicenda del tè corretto dei Beatles è che George Martin non era mai stato informato di quanto accaduto.
Secondo quanto emerso dopo la trasmissione di The Beatles Anthology, il produttore venne a conoscenza dell’episodio soltanto guardando il documentario negli anni ’90, oltre vent’anni dopo quei fatti.
Un episodio che racconta un’epoca
Il racconto si inserisce nel contesto delle interminabili sessioni creative dei Beatles, quando la band lavorava spesso fino a notte fonda per sviluppare idee e sperimentare nuove soluzioni in studio.
Lo stesso Harrison ricorda anche che, durante il periodo di Amburgo nei primi anni ’60, il gruppo faceva uso di Preludin, uno stimolante utilizzato per riuscire a sostenere le lunghissime esibizioni notturne. L’episodio del tè rappresenta quindi un curioso retroscena storico raccontato direttamente dai protagonisti e documentato in The Beatles Anthology, senza modificare il significato del loro lavoro artistico ma offrendo uno sguardo inedito sul clima che si respirava negli studi di registrazione.
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