Può una delle proposte più estreme e tecnicamente complesse della scena alternativa contemporanea trasformarsi in uno dei momenti più coinvolgenti di un festival? È quello che è accaduto al Poplar Utopia, dove gli Angine de Poitrine hanno portato sul palco il loro universo sonoro fatto di microtonalità, virtuosismi e sperimentazione, trovando dall’altra parte una platea pronta a seguirli in ogni passaggio. Prima ancora che la musica entrasse nel vivo, un gesto condiviso tra palco e pubblico aveva già definito il tono della serata.

Gli Angine de Poitrine arrivano al Poplar Utopia e trasformano la sperimentazione sonora in uno degli show più discussi del festival.
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Gli Angine de Poitrine al Poplar Utopia

Gli Angine de Poitrine sono stati tra i protagonisti dell’edizione primaverile del Poplar Utopia, spin off del Poplar Festival. Il duo del Québec è arrivato con una reputazione costruita tra sperimentazione sonora e performance fuori dagli schemi, per non parlare del loro incredibile outfit.

La loro proposta viene descritta dagli stessi musicisti come “orchestra rock microtonale dada-pitagorica-cubista“, una definizione che anticipa l’approccio anticonvenzionale del progetto.

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Il rituale che ha coinvolto il pubblico

Pochi minuti sono bastati per creare una connessione immediata con la platea. Le mani rivolte verso l’alto a formare un triangolo, che mi ricordano qualcuno, sono diventate il segnale condiviso tra palco e pubblico.

Da quel momento il concerto ha assunto una dimensione quasi rituale, con gli spettatori coinvolti in un’esperienza collettiva che andava oltre la semplice esecuzione musicale.

Perché il loro live è diverso dagli altri

Le composizioni degli Angine de Poitrine si sviluppano spesso su strutture lunghe e articolate, con una forte presenza strumentale e continui cambi di direzione.

Sulla carta potrebbe sembrare una proposta destinata a pochi appassionati. Dal vivo, invece, la complessità viene trasformata in energia, movimento e partecipazione. È uno degli aspetti che distingue maggiormente il progetto canadese e che spiega il crescente interesse attorno alla band.

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Ulteriori informazioni

Chi sono gli Angine de Poitrine

Nati in Québec, gli Angine de Poitrine hanno costruito la propria identità attorno a una miscela di math rock, sperimentazione e presenza scenica. Anche la traduzione del loro nome è particolare, almeno quanto il loro stile.

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“L’espressione francese “angine de poitrine” si traduce in italiano con “angina pectoris”. Indica una sindrome dolorosa al torace causata da un’insufficiente ossigenazione del muscolo cardiaco (ischemia), spesso scatenata da sforzi fisici o stress emotivo”

Se vuoi vedere la vera portata del fenomeno di questa band vai a questo link.

La loro forza risiede nella capacità di far convivere tecnica estrema, immaginario surreale e coinvolgimento del pubblico, elementi che anche al Poplar Utopia hanno contribuito a trasformare il concerto in uno degli appuntamenti più particolari della manifestazione.

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Giuseppe Ruocco