Entrare da Guitar Point è un’esperienza speciale, si respira la storia della chitarra elettrica e si possono toccare con mano modelli che ti riportano alla Golden era dei grandi marchi. Insieme a Paul Audia abbiamo avuto tra le mani cinque splendidi esemplari di Gibson SG Junior prodotti tra il 1965 e il 1969, protagonisti del video che abbiamo girato in negozio. Buona lettura!

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Ulteriori informazioni

La nascita di un’icona: la Gibson SG

Durante il video mi sono preso qualche minuto per raccontare la nascita della Gibson SG, e mi è venuto naturale farlo quasi come fosse un piccolo racconto. All’inizio degli anni ’60 Gibson decise di rinnovare la sua storica Les Paul, dando vita a uno strumento completamente diverso: più sottile, più leggero e con un doppio cutaway estremamente pronunciato. Era il 1961, e quella che inizialmente doveva essere una nuova versione della Les Paul finì per diventare un modello a sé, la SG — “Solid Guitar”. All’inizio non fu capita da tutti, ma bastò poco perché il suo design aggressivo e la sua incredibile accessibilità ai registri alti conquistassero intere generazioni di chitarristi. Da 

Robbie Krieger ad Angus Young passando per Eric Clapton e Derek Trucks, la SG è diventata icona nelle mani di alcuni fra i migliori e più prolifici chitarristi della storia.

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Il cuore del suono: la storia del P90

Il pickup P90 è un altro elemento fondamentale di queste chitarre. Nato negli anni ’40, molto prima degli humbucker, il P90 rappresenta una sorta di anello di congiunzione tra due mondi: ha la brillantezza e l’attacco di un single coil, ma con più corpo, più spinta e una grana quasi “ruvida” che lo rende incredibilmente espressivo. È un pickup che non perdona, restituisce esattamente quello che fai con le mani. Ed è proprio questo il suo fascino: dinamico, aperto, perfetto per il rock e il blues più autentici.

Due setup, un solo carattere 

Dal punto di vista del suono, ci siamo divertiti parecchio. Io ho suonato attraverso un Fender Proamp 1964, mentre Paul ha utilizzato una Marshall JMP con davanti un J. Rockett Archer. Due setup molto diversi, ma entrambi perfetti per esaltare il carattere di queste SG: attacco immediato, medie presenti e una risposta al tocco davvero impressionante.

Suonabilità senza compromessi

Una delle cose che abbiamo sottolineato di più è la suonabilità. Il manico è comodo, pieno il giusto, e la forma del corpo con il doppio cutaway permette un accesso al registro alto che ancora oggi è difficile da battere. Sono chitarre che ti invitano a suonare, senza sforzo. E poi c’è un aspetto fondamentale: nonostante siano strumenti vintage di grande rilevanza storica, queste SG Junior rimangono ancora relativamente accessibili, con prezzi sotto i 5.000 euro. Un dettaglio non da poco per chi vuole entrare nel mondo del vintage senza cifre proibitive.

I cinque esemplari nel dettaglio

1965 SG Junior: Un esemplare leggerissimo e con un’anima incredibile. È una chitarra vissuta, piena di segni del tempo, con weather checking ovunque e un look decisamente rock’n’roll. Nessuna rottura, ma diverse modifiche nel corso degli anni: meccaniche sostituite e poi riportate alle originali, alcune parti cambiate come viti e knobs. Pickup P90 ed elettronica restano originali del 1965. Il ponte è un Mojoaxe, scelta praticamente obbligata per una corretta intonazione con corde moderne. Suona davvero alla grande.

1966 SG Junior: Un esemplare molto ben tenuto, tra i primi con battipenna “batwing”. Manico in un unico pezzo bello pieno, senza volute, e corpo ancora con la forma più pronunciata tipica dei mid-60s. Elettronica e P90 originali. Il tremolo non è più presente, sostituito da un wraparound che migliora stabilità e suono.

1969 SG Junior: Mostra le specifiche del ’68: battipenna grande, manico in un unico pezzo e nessun “Made in USA”. Leggera, super risonante e viva. Anche qui troviamo un ponte Mojoaxe.

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1969 SG Junior: E’ un esemplare in condizioni eccellenti, praticamente tutta originale tranne due strap pins. Mantiene le specifiche pre-’69: manico in mogano monoblocco, profilo bello pieno, niente volute. Ha ancora il tremolo originale ed è completa in ogni sua parte.

1969 SG Special: Un gradino sopra per dotazione, ma con lo stesso DNA. La finitura Cherry è splendida. Il tremolo non è presente, ma il wraparound bridge le dona più stabilità e un suono ancora più diretto. Il vibe è chiaramente quello di Pete Townshend: aggressiva, potente e piena di carattere.

Conclusione: pura essenza rock

In conclusione, questa esperienza da Guitar Point è stata una vera immersione nel suono e nella storia. Cinque strumenti diversi, ognuno con la propria personalità, ma tutti accomunati da quella semplicità e immediatezza che rendono la SG Junior una delle chitarre più affascinanti di sempre.

Matteo Bidoglia